Guardia di Finanza: operazione internazionale “POSTBOX III”, lotta ai traffici illeciti sul web. I risultati presentati al Consiglio dell’Unione europea

Di Massimo Giardinieri

Roma. Sono state 4 settimane di analisi e controlli molto intense quelle richieste dall’operazione “POSTBOX III”, che la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) hanno condotto con il supporto coordinativo dell’OLAF (Ufficio europeo per la lotta antifrode), ed il cui svolgimento è avvenuto tra gli scorsi mesi di ottobre e novembre.

I risultati di tale operazione, presentati in seno al Gruppo di Lavoro “Law Enforcement-Dogane” del Consiglio dell’Unione europea, parlano di circa 1.500 sequestri avvenuti in ambito europeo e che hanno interessato il settore del commercio on-line.

Logo dell’Olaf (Ufficio Europeo per la lotta antifrode)

L’operazione in parola – che peraltro ha visto una leadership italiana – ha dunque coinvolto le Autorità doganali di 20 Paesi membri Ue, i quali hanno accentrato le proprie competenze investigative ed operative proprio sui traffici di merci illecite che avvengono su internet, in particolar modo nel mondo del c.d. “dark web” e con particolare attenzione non solo ai fenomeni del contrabbando e di altri aspetti meramente fiscali come quelli della sottofatturazione, ma anche ad altre fenomenologie criminose che sulla rete trovano ampi spazi ed altrettanto ampie opportunità commerciali come, ad esempio, quelli della contraffazione, del traffico di stupefacenti come anche di medicinali che sono stati fortemente richiesti sul “mercato” anche perché legati alla nota emergenza pandemica.

A livello europeo sono stati circa 35.000 i pezzi sequestrati per contraffazione (per lo più nel settore dell’abbigliamento e delle calzature), anche se sono certamente da rilevare i 1.500 fermi di articoli medicali, nonché di farmaci per i quali occorre la prescrizione medica, i quali vengono utilizzati per la prevenzione e la cura dei contagi da Covid-19.

L’Italia, che ha dispiegato nell’operazione 10 Uffici con responsabilità di controllo su hub postali e corrieri espressi siti tra Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Lazio, ha infatti messo a segno il maggior numero di interventi (circa 42mila) sequestrando capi ed accessori di abbigliamento, scarpe, orologi, dispositivi elettronici e accessori per cellulari risultati contraffatti, e finanche parti di animali in via di estinzione protetti dalla Convenzione internazionale “CITES”.

L’intensa attività di analisi, nello specifico condotta dal Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha altresì visto nelle indagini il qualificato apporto fornito da un gruppo di esperti europei (denominato Joint Cyber Expertise) che ben conoscono il “dark web” e che è stato infatti appositamente costituito per l’operazione.

Finanzieri del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche (NSTPFT)

L’attività sinergicamente condotta tra tutti gli “attori” istituzionali chiamati in causa ha così consentito d’individuare i molti illeciti di rilevo penale oltre che amministrativo perpetrati sulla Rete, ma anche di sviluppare i casi meritevoli di approfondimento investigativo attraverso operazioni di follow up compiute sui territori di competenza, avvalendosi al riguardo di “consegne controllate” e di perquisizioni dalle quali sono scaturite conseguenti segnalazioni per il reato di contraffazione.

Il commercio e la diffusione di materiale illegale attraverso le piattaforme di e-commerce presenti sul web continua dunque a confermarsi come una seria minaccia per la legalità, l’economia e la sicurezza.

Al riguardo l’Amministrazione Finanziaria della Repubblica Italiana – proprio attraverso la GDF e l’ADM – ancora una volta ha saputo far scuola illustrando e dimostrando alle paritetiche Amministrazioni dei Paesi membri le sue più attuali “best practices” di contrasto info-operativo, in un’ottica di reale nonché proattiva collaborazione tra Agenzie di law enforcement che operano a livello unionale.

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