Guardia di Finanza: Padova, operazione “After market”, scoperto un commercio di motoricambi di provenienza furtiva

Di Marco Lainati

Padova. Avevano creato una fiorente attività specializzata nel commercio di parti di ricambio per motociclette delle più famose case internazionali, con tanto di sito internet ed annunci su note piattaforme di “e-commerce”, tutto ciò in favore di un’ampia clientela presente anche in Giappone e Australia alla quale proponevano i suddetti componenti a prezzi particolarmente vantaggiosi.

Peccato solo che tutta questa organizzazione (per la quale sono complessivamente indagate quattro persone) nella realtà si reggesse su furti e ricettazioni, per questo i principali responsabili – due coniugi padovani – sono stati sottoposti a misura cautelare personale.

Sono questi gli elementi di primo dettaglio emersi a seguito dell’operazione “After market”, che i finanzieri del Comando Provinciale di Padova hanno condotto nei confronti di una ditta individuale che era riuscita ad acquisire una rispettabile quota di mercato nel remunerativo settore dei motoricambi ma che, come poi dimostrato dalle indagini avviate da una segnalazione inoltrata da una società produttrice dei ricambi in parola, era di provenienza furtiva.

È stata proprio la ricostruzione della “filiera” seguita da tali prodotti a mettere sulla pista buona gli investigatori, osservando come le grandi case motociclistiche si avvalgano di una rete di rivenditori ufficiali a cui affidano la gestione sulla distribuzione e vendita dei citati ricambi.

Durante i controlli

Ed è questo punto che entrava in gioco il ruolo di un dipendente d’una società di logistica, al quale i militari delle fiamme gialle hanno sequestrato un centinaio di pezzi tra serbatoi, carene, cerchi, forcelle e freni, dallo stesso trafugati attraverso particolari manovre di bancali su cui erano riposte merci in successiva spedizione e compiute all’interno della struttura presso la quale lavorava, ciò con l’evidente scopo di sottrarre in un secondo momento il materiale di suo interesse e passare così  inosservato agli occhi dei colleghi.

Altre perquisizioni portate a termine nell’ambito della citata operazione, avvenute tra nelle province di Padova, Venezia e Bologna, hanno permesso di rinvenire altro materiale illecito, nello specifico costituito da circa 70 pezzi con marchio “Ducati” oggetto di ricettazione ed anche questi provenienti dalla rete ufficiale di vendita. Tutto materiale risultato nelle disponibilità del “dominus” dell’organizzazione, nonché del titolare di una seconda ditta individuale coinvolta nel medesimo business.

Il valore complessivo dei pezzi sottoposti a sequestro si aggira sui 100.000 euro, anche se è facile intuire come il “giro” commerciale realizzato dai responsabili, attivo già da diversi anni, fosse stato tranquillamente in grado di generare introiti di proporzioni ben maggiori.

 

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