Guardia di Finanza: Palermo, con l’operazione “Africo” è stata smantellata una rete di spacciatori di droga attiva tra il capoluogo siciliano e la sua provincia. Eseguiti 9 arresti

Di Marco Lainati

Palermo. Sono nove gli arresti (dei quali 6 in carcere e 3 ai domiciliari) che i finanzieri del Comando Provinciale di Palermo – Nucleo Polizia Economico Finanziaria, hanno eseguito stamani nei confronti degli appartenenti ad un gruppo di trafficanti di droga che operava tra il capoluogo siculo e la zona di Carini (PA).

L’indagine, coordinata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia e condotta dagli specialisti del GICO (Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata), si è sviluppata attraverso diverse tecniche investigative che hanno richiesto l’uso di videoriprese nonché intercettazioni telefoniche ed ambientali, grazie alle quali è stato possibile scoprire un ampio smercio di varie tipologie di stupefacenti (cocaina, hashish e marijuana) che si snodava tra il quartiere palermitano dello “Zen 2” e la cittadina di Carini.

L’azione repressiva delle fiamme gialle, sostanziatasi in più interventi nel frattempo portati a termine (sequestro di circa 30 kg. di droga ed 8 arresti eseguiti in flagranza di reato), ha finalmente permesso di giungere a quanti reggevano le file dell’organizzazione, tra i quali è spuntato anche un ex addetto all’azienda municipale di Palermo incaricata della raccolta urbana dei rifiuti e che, stando a quanto dimostrato dagli investigatori della GDF, consegnava le dosi di stupefacente direttamente al domicilio dei suoi clienti, per di più in orario di lavoro.

Autopattuglia della GDF

Un commercio alquanto proficuo dunque e che vedeva fino a 100 cessioni di droga al giorno, per un volume d’affari tranquillamente stimabile in almeno 1.500.000 euro l’anno.

Da rilevare come due dei soggetti arrestati oggi, proprio di recente, avessero ottenuto il beneficio del Reddito di Cittadinanza per un importo di 800 euro mensili, ma che la misura cautelare che li ha raggiunti ora bloccherà immediatamente secondo quanto previsto dalla pertinente normativa.

Sul piano patrimoniale della vicenda, va altresì evidenziato come i finanzieri operanti abbiano parallelamente proceduto a verificare i redditi dichiarati dai responsabili, accertando una palese sproporzione con i beni da loro posseduti sui quali è stato cosi disposto un sequestro patrimoniale per un ammontare di circa 200.000 euro.

Come dimostrato da questa come da molte altre vicende sul genere, l’incessante attività della Guardia di Finanza a contrasto di tutti i traffici illeciti si sta integrando anche con quella volta a scoprire l’indebita percezione di prestazioni sociali agevolate. Uno sforzo operativo che va dunque ad aggiungersi agli altri normalmente previsti, ma sul quale il Corpo è comunque affiancato dalla preziosa collaborazione resa dall’INPS oltre che degli altri competenti attori istituzionali.

 

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