Guardia di Finanza: Reggio Calabria, nuovo sequestro patrimoniale da un milione di euro nei confronti di un imprenditore già coinvolto ad ottobre scorso nell’operazione “Energie Pulite”

Di Dario Gravina

Reggio Calabria. Era già stato raggiunto da un pesante sequestro patrimoniale perché implicato in un’operazione antimafia a seguito della quale, sotto i sigilli dell’Autorità Giudiziaria, erano finiti un intero complesso aziendale, immobili, automezzi, orologi di lusso e conti correnti per 50 milioni di euro, nelle disponibilità di un imprenditore reggino e di altri due suoi colleghi, tutti ritenuti in stretti rapporti d’affari con pericolose cosche di ‘ndrangheta del reggino.

Proprio a seguito di quell’operazione – conclusa ad ottobre 2020 e denominata “Energie Pulite” – l’attività investigativa condotta dal personale della Direzione Investigativa Antimafia, dai finanzieri del Servizio Centrale Investigazioni Criminalità Organizzata (SCICO) e da quelli del Comando Provinciale di Reggio Calabria, è comunque proseguita con l’obiettivo di scovare altre realtà patrimoniali riconducibili allo stesso imprenditore che, nel frattempo, è stato rinviato a giudizio perché accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso, trasferimento fraudolento di valori, estorsione, bancarotta, usura e reimpiego di denaro di provenienza illecita.

Stemma DIA

Gli ulteriori accertamenti sviluppatisi in quella direzione sotto il costante coordinamento della Procura Nazionale Antimafia e della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, hanno consentito agli investigatori di rintracciare ulteriori e non indifferenti ricchezze inizialmente sfuggite al primo maxi-sequestro, perché solo formalmente nelle materiali disponibilità dei suoi prossimi congiunti.

All’esito di ancor più penetranti indagini, gli uomini della DIA e della GDF hanno così potuto comprovare all’Autorità Giudiziaria inquirente l’esistenza di ulteriori beni che, di fatto, rientravano ancora ed a pieno titolo nel patrimonio personale dell’indagato, consentendo così al GIP del Tribunale reggino di emettere una nuova ordinanza cautelare che, più nel dettaglio, ha riguardato 27 orologi di pregio marca Rolex, Tudor, Patek Philippe, Cartier, Audemax, Piguet ecc., un anello griffato Nardelli incastonato con pietre preziose, oltre alla somma di 147.000 in contanti ritenuta proveniente da attività illecite.

Questo nuovo sequestro, frutto di una sempre più produttiva collaborazione tra le Forze di Polizia, testimonia quale sia l’impegno che la Procura Nazionale Antimafia sta profondendo in ogni direzione per contrastare gli interessi economici della criminalità organizzata nonché i suoi ripetuti tentativi d’infiltrazione nel mondo dell’imprenditoria.

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Autore