Guardia di Finanza: Roma, bancarotta fraudolenta e reati fiscali nel settore delle pulizie degli alberghi e degli edifici di lusso. Arrestato un imprenditore e sequestrati beni per 10 mln. di euro

Di Marco Lainati

Roma. È di un arresto ed un sequestro patrimoniale da 10 milioni di euro il bilancio di un’attività investigativa che i finanzieri del Comando Provinciale di Roma – Nucleo Polizia Economico Finanziaria, hanno portato a termine nei confronti di un noto imprenditore attivo nel settore dei servizi di pulizia per hotel ed edifici di lusso, al quale la Procura della Repubblica capitolina contesta diversi reati quali bancarotta fraudolenta, false comunicazioni sociali, dichiarazione fiscale infedele e indebita compensazione.

La vicenda, in cui risulta implicato anche un commercialista per il quale il GIP del Tribunale ha disposto la misura interdittiva del divieto ad esercitare la professione, ha cominciato ad emergere all’indomani di una dichiarazione di fallimento presentata da una cooperativa posta al vertice di un gruppo d’imprese gestite dall’imprenditore arrestato e con alle dipendenze circa 800 lavoratori.

Secondo quanto dimostrato dagli investigatori delle fiamme gialle, lo stesso dominus della vicenda, dietro supervisione del suo commercialista, aveva costituito e diretto una decina di società intestate agli immancabili “prestanome” ed alle quali erano poi state formalmente sub-appaltate le prestazioni dei servizi di pulizia assunti dalla cooperativa che figura al vertice del descritto gruppo imprenditoriale.

Società che, nella realtà, fungevano però da mero contenitore della forza-lavoro a disposizione e sulle quali venivano fatti gravare gli oneri di natura tributaria e previdenziale.

A questo punto per i responsabili di tale meccanismo truffaldino diveniva facile indicare nelle relative dichiarazioni fiscali l’esistenza di cospicui elementi passivi, mentre tutto il nugolo di società create allo scopo (peraltro attive solo per brevi periodi) maturavano intanto rilevanti crediti IVA del tutto artificiosi, i quali venivano susseguentemente impiegati per compensare in maniera indebita gli ingenti oneri debitòri venutisi a creare con l’Erario nonché con gli Enti previdenziali.

Servizio 117 (particolare)

Il sistema in questione, quasi un classico di queste insidiose forme evasive, permetteva così al gruppo societario finito nell’indagine di aggiudicarsi commesse a prezzi stracciati; offerte che le altre aziende del settore non potevano controbattere causando così nel mercato del settore una forte alterazione sul piano concorrenziale.

Proprio la tutela delle imprese oneste e dei criteri di libera concorrenza è uno dei fattori che più soventemente ricorrono parallelamente alle complesse attività di polizia economico-finanziaria che sono demandate al Corpo, il quale ogni giorno assolve a questa delicata funzione destinando molte delle sue migliori professionalità nonché delle sue risorse operative.

 

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