Guardia di Finanza: Rovigo, scoperto giro di truffe e riciclaggio realizzato attraverso contratti di finanziamento internazionali. Sequestrati immobili e quote societarie. Diciassette indagati

Di Antonio Leone

Rovigo. Esistono truffe finanziarie caratterizzate da un grado di inganno tale che è persino difficile immaginare, e che peraltro riescono ad essere molto remunerative specie se a finirci dentro sono imprenditori bisognosi di finanziamenti.

Operazione della GDF a Rovigo contro vari reati

È questo il prologo di un’operazione portata a termine dai Finanzieri del Comando Provinciale di Rovigo – Nucleo Polizia Economico Finanziaria, i quali, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica rodigina, hanno operato il sequestro di 23 fabbricati e 22 terreni siti nei comuni Torino, Venezia, Treviso, Schio, Vercelli, Roma e Trapani per un valore complessivo che supera i 13 milioni e 500mila euro, oltre alle quote di 6 società per ulteriori 536.100 euro.

Allo stato attuale sono 17  i soggetti indagati a vario titolo per truffa, riciclaggio e autoriciclaggio, tra i quali dodici italiani e cinque stranieri.

Secondo quando ricostruito dagli investigatori delle Fiamme Gialle, il meccanismo di frode andava avanti dal 2018 ed iniziava proprio con l’avvicinare soggetti economici, ma anche privati, bisognosi di ottenere finanziamenti in breve tempo ed ai quali venivano prospettati “rassicuranti” contratti da ottenersi in Bulgaria a condizioni e con modalità difficilmente ottenibili in Italia, considerati i rigidi protocolli che vigono nel settore creditizio nazionale.

I clienti venivano quindi accompagnati in Bulgaria direttamente dai broker del gruppo criminale e, una volta giunti nel Paese balcanico, la trappola scattava con la sottoscrizione di tali contratti (peraltro spesso redatti in lingua inglese o bulgara), oppure anche con la firma di cambiali o con altri atti legali stipulati presso studi notarili.

Nella realtà dei fatti, però, la sottoscrizione di quei contratti riguardava vere e proprie procedure speciali a vendere, tramite le quali i truffatori potevano così alienare i beni delle vittime attraverso regolari contratti di vendita registrati presso notai italiani.

Tale circostanza era infatti resa possibile grazie all’acquisizione di quote di società inglesi o bulgare ove erano confluiti proprio quei beni obiettivo della truffa.

Prospettando vantaggiosi investimenti finalizzati all’accrescimento del proprio valore immobiliare, tali beni finivano infatti in un “GEIE”, ovvero in un Gruppo Europeo di Interesse Economico avente sede in provincia di Bologna.

I citati Gruppi sono infatti figure giuridiche proposte dall’Unione europea e nascono con lo scopo di unire le conoscenze e le risorse di attori economici di almeno due Paesi membri, ciò per permettere a piccole e medie imprese di poter partecipare a progetti più grandi di quanto le loro dimensioni permetterebbero.

Attraverso successivi vari passaggi negoziali, in realtà, le vittime si ritrovavano presto con l’essere estromesse dalla titolarità delle società nelle quali erano confluite le loro proprietà, oltre che dei beni stessi.

Una volta avvenuta tale espoliazione patrimoniale, che come dimostrato dalle indagini avveniva per effetto di condotte autentiche criminose camuffate da raffinate operazioni finanziarie, venivano poi compiute le alienazioni dei beni oppure delle quote societarie in modo tale da frapporre più ostacoli all’accertamento della loro origine chiaramente delittuosa, nonché per far in modo che i beni così acquisiti rimanessero comunque nelle disponibilità degli artefici della frode.

Nella vicenda è senz’altro da rilevare come il passaggio di tali beni nei vari “GEIE” configuri in capo ad alcuni responsabili due particolari quanto gravi reati finanziari, come quello del riciclaggio e dell’autoriciclaggio.

In attesa del completamento di tutto l’iter giudiziario il Tribunale di Rovigo ha intanto provveduto alla nomina di un amministratore giudiziario, al quale è stata affidata la gestione delle proprietà immobiliari e delle quote societarie sottoposte a sequestro.

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