Guardia di Finanza: Salerno,risponde ad una convocazione delle fiamme gialle e scopre di essere stato condannato in contumacia. Arrestato ex agente assicurativo

Di Mariateresa Levi

Salerno. Era stato convocato dalla Guardia di Finanza per essere ascoltato come persona informata dei fatti, ed aveva puntualmente ottemperato a tale obbligo mostrandosi anche collaborativo, ma quando i militari delle fiamme gialle hanno proceduto alla verifica dei suoi dati anagrafici inserendoli nei loro data-base hanno scoperto che sul suo conto pendeva una condanna a sei anni e mezzo di reclusione, e ne hanno dunque eseguito l’arresto.

L’incredibile vicenda è accaduta a Nocera Inferiore (Salerno), dove i finanzieri della locale Compagnia GDF stavano compiendo un’indagine che nulla aveva a che vedere con i “pregressi” dell’uomo – un 46enne della zona – che in tutta tranquillità si era recato nella caserma nocerina accompagnato dalla moglie.

Come accennato sopra, procedendo ai normali riscontri identificativi, è però saltato fuori che l’uomo era stato condannato dal Tribunale di Milano a causa di una sostanziosa truffa ai danni di una nota compagnia assicurativa per la quale lavorava, procurandogli un danno di circa 250.000 euro.

Autopattuglia della Guardia di Finanza

I giudici milanesi, infatti, avevano accertato sul suo conto una serie di illeciti che il condannato aveva realizzato attraverso la stipula di quasi 500 contratti di copertura RC auto (che gli avevano fruttato provvigioni superiori ai 37mila euro) ma che riportavano false informazioni sui contraenti, ciò per consentirgli premi assicurativi particolarmente vantaggiosi e con importi nettamente inferiori a quelli dovuti.

L’escamotage fraudolento escogitato dall’ex sub-agente assicurativo, infatti, prevedeva classi di merito mai conseguite dagli assicurandi, una diversa alimentazione dei veicoli rispetto a quella reale e persino l’intestazione delle polizze a soggetti residenti in province con bassi indici di sinistrosità stradale, il tutto con l’evidente scopo rendere più economici tali contratti e garantirsi un portafoglio-clienti particolarmente sostanzioso a spese della compagnia.

La vicenda, però, era nel frattempo finita in Tribunale sfociando in una pesante condanna ma l’uomo, evidentemente all’oscuro della spada di Damocle che aveva iniziato a pendergli sul capo, era stato giudicato in contumacia poiché, pur abitando con la coniuge a Castellamare di Stabia (Napoli) risultava ancora residente in una località dell’hinterland milanese nonché domiciliato in provincia de L’Aquila; in altre parole un groviglio di residenze che lo aveva di fatto reso irreperibile anche ai Carabinieri che erano da qualche tempo sulle sue tracce dovendone eseguire l’arresto.

L’inconsapevole ricercato, su delega dell’Autorità Giudiziaria, è stato dunque condotto al carcere di Fuorni (SA) dove ha così iniziato a scontare la sua condanna.

 

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