Guardia di Finanza: scoperta a Nettuno (Roma) una banda che intascava buoni fruttiferi di altre persone. Sei indagati, di cui tre arrestati

Di Antonella Casazza

Roma. I finanzieri del Comando provinciale di Roma hanno individuato un’organizzazione che si appropriava di buoni fruttiferi postali intestati a persone decedute o ancora in vita ma giacenti da anni.

All’esito delle indagini, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal G.I.P. del Tribunale di Velletri, su richiesta della locale Procura della Repubblica, sono stati arrestati tre soggetti ed è stato eseguito il sequestro preventivo del provento dell’attività illecita.

La GDF di Nettuno durante l’attivitaĚ€ di indagine

Gli accertamenti delle Fiamme Gialle della Compagnia di Nettuno (Roma), scattati a seguito della denuncia presentata da uno degli eredi di un’intestataria di titoli emessi da Poste Italiane S.p.a., hanno permesso di individuare 6 persone che si sarebbero appropriate di sette buoni fruttiferi postali, per un valore di 363 mila euro.

Il gruppo ha potuto operare grazie alla collaborazione di una donna, all’epoca in servizio presso una delle agenzie postali dislocate a Nettuno, la quale ha potuto sbloccare 6 buoni fruttiferi postali del valore di 300 mila euro intestati ad una signora defunta e poi monetizzare un ulteriore titolo ammontante a 63 mila euro, di proprietà di un’altra persona vivente che non ne aveva mai chiesto lo smobilizzo.

La donna – poi licenziata da Poste Italiane S.p.A., che ha fornito piena collaborazione, agevolando la ricostruzione della vicenda – si sarebbe occupata delle domande si smobilizzo con l’apposizione delle firme false degli aventi diritto, mentre gli altri 5 (tra cui due pregiudicati) avrebbero messo a sua disposizione documenti di riconoscimento falsificati, nonchĂ© monetizzato il maltolto.

In particolare, il denaro proveniente dalla liquidazione dei buoni fruttiferi della defunta era stato accreditato sul libretto di quest’ultima, ancora aperto, per poi confluire, grazie a ordinativi disposti dalla dipendente infedele, su conti correnti ad essi riconducibili, per poi essere prelevato attraverso sportelli ATM.

Durante le perquisizioni domiciliari presso le abitazioni degli indagati, i militari hanno rinvenuto un buono fruttifero ordinario postale emesso nel 1988, di 5.000.000 delle vecchie lire, del valore attuale pari a circa 30.000 euro, intestato a un uomo deceduto nel 1998, che è stato restituito agli eredi legittimi.

Gli elementi acquisiti hanno permesso alla Procura della Repubblica di Velletri di ottenere l’emissione del provvedimento cautelare personale, con cui sono state disposte due custodie cautelari in carcere e una agli arresti domiciliari, nonché il sequestro preventivo di beni e denaro per oltre 700 mila euro, somma pari al profitto dei reati di peculato e riciclaggio.

I sei sono accusati delle ipotesi di reato di peculato e riciclaggio e, in attesa di giudizio definitivo, vale la presunzione di non colpevolezza.

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