Guardia di Finanza: sequestro a Napoli di profumi contraffatti per un valore di oltre un milione di euro. Denunciati due soggetti

Di Pierluca Cassano                                                                             

NAPOLI. È niente affatto trascurabile il valore (oltre un milione di euro) della merce contraffatta che i finanzieri del Comando Provinciale di Napoli hanno scoperto nell’ambito delle loro continue attività di controllo economico del territorio, e che ha altresì visto la denuncia di due soggetti presto chiamati rispondere per i reati di contraffazione, ricettazione e frode in commercio.

La partita di merce-fake in questione è stavolta costituta da 38.000 confezioni di profumi recanti il marchio contraffatto delle più note maison internazionali del settore profumiero, e che i finanzieri in forza alla Compagnia di Portici hanno sequestrato nel corso di due interventi.

I finanzieri partenopei durante il sequestro

Il primo, che per scenario ha avuto la zona industriale del capoluogo campano, ha interessato un furgone che le fiamme gialle hanno fermato per un’ispezione ed a bordo del quale, ben mimetizzati da un voluminoso ed in apparenza innocuo carico, sono saltati fuori i primi 5.000 pezzi stoccati in decine di contenitori.

Considerato che l’episodio difficilmente poteva risultare disgiunto da una ben più consistente attività illecita, sono cosi scattati immediati gli accertamenti che hanno presto consentito ai finanzieri di risalire all’esistenza di un locale – nelle disponibilità di un imprenditore cinese – utilizzato come possibile deposito di merce illecita.

Del conseguente accesso nel locale in questione i militari operanti hanno infatti svelato la presenza di altre 33.000 confezioni di profumi, anche questi tutti contraffatti e tutti ben etichettati con loghi falsi.

La merce finita sotto sequestro era chiaramente destinata a giungere sul mercato illegale del falso, dove avrebbe fruttato un incasso milionario causando un contestuale danno economico alle attività commerciali ed alle aziende che lavorano nel settore, a maggior ragione nel favorevole momento dei consumi e degli acquisti che sarà presumibilmente legato al prossimo periodo natalizio.

Da notare come, nel corso delle attività di perquisizione in cronaca, lo stesso magazzino avesse al suo interno circa 100.000 articoli elettrici privi di qualsiasi certificato di conformità alla normativa europea in materia, ma con il marchio “CE” (ovviamente contraffatto) apposto in bella mostra per trarre in inganno il consumatore, a riprova di come il “business” del falso interessi i prodotti più disparati.

Per le persone al momento denunciate vale comunque la presunzione d’innocenza, la quale non potrà decadere fino ad eventuale pronunciamento d’una sentenza definitiva di condanna che ne accerti le rispettive responsabilità d’ordine penale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna in alto