Guardia di Finanza: Tenta di corrompere una pattuglia di finanzieri per evitare un sequestro di prodotti contraffatti, arrestato a Roma un cittadino cinese

Di Alessandro Margottini               

ROMA. Un inopportuno quanto maldestro tentativo di corruzione messo in atto per evitare il sequestro di prodotti contraffatti è costato l’arresto di un cittadino cinese. Si tratta di un quarantenne, dipendente di un esercizio commerciale del quartiere Pigneto, sottoposto oggi a controllo da parte dei finanzieri del Comando Provinciale Roma – 3° Nucleo Operativo Metropolitano (NOM).

Durante le operazini di sequestro nel negozio cinese del Pigneto a Roma

I militari del Comando di via Talli, durante le operazioni di controllo di natura economico-finanziaria negli esercizi commerciali per verificare la regolarità dei prodotti posti in vendita all’interno, si sono soffermati  in un negozio al dettaglio nel multietnico quartiere capitolino del Pigneto.

Dopo i primi riscontri, i finanzieri si sono subito accorti della presenza di alcuni marchi contraffatti riferiti ad una nota azienda del settore della telefonia, riportati in bella vista sui prodotti esposti nel locale: una classica situazione di frode in commercio realizzata attraverso la vendita di prodotti riportanti segni mendaci, che veniva peraltro confermata dall’assenza della prevista certificazione di conformità e sicurezza.

Considerata la brutta piega ormai presa dalla situazione, il commesso del negozio si è avvicinato alla pattuglia di militari mostrandogli chiaramente una “mazzetta” composta da dieci banconote da 50 euro ciascuna.

Per esperti operatori di polizia giudiziaria la circostanza non poteva passare inosservata, e tantomeno tollerata, per questo hanno proceduto all’arresto immediato del “proponente” secondo quanto previsto dall’art. 322 del Codice Penale (istigazione alla corruzione).

Alla luce di ciò il cittadino cinese è stato processato con “rito direttissimo” dalla sezione collegiale del Tribunale di Roma, mentre il titolare della ditta individuale oggetto del controllo dovrà invece rispondere di frode in commercio oltre che d’introduzione nel territorio nazionale di merce contraffatta, anche se al momento gli è riconosciuta la presunzione di non colpevolezza fino ad eventuale e irrevocabile pronunciamento di condanna che ne accerti le responsabilità penali contestategli.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Autore