Guardia di Finanza: “Corona-shop” a prezzi centuplicati. Proseguono i controlli contro gli speculatori. Denunce e sequestri in tutta Italia

Di Michele Toschi

Milano-Torino. Continuano serrati i controlli che la Guardia di Finanza sta operando su tutto il territorio nazionale per contrastare manovre speculative in danno dei cittadini e che, come noto, stanno riguardando l’attuale emergenza sanitaria connessa al virus COVID-19.
Le ultime due operazioni condotte dalle fiamme gialle nel citato settore si sono rispettivamente svolte a Milano ed a Torino, questi i dettagli:

Nel capoluogo lombardo i finanzieri del locale Comando Provinciale, nell’ambito di procedimento penale avviato dalla Procura della Repubblica meneghina, hanno posto sotto sequestro prodotti disinfettanti e presidi medico-sanitari rivenduti on-line da operatori decisamente troppo “scaltri”, ma che sono stati individuati dai militari grazie ad un attento monitoraggio dei principali portali di e-commerce.
All’esito di tali controlli sono così emersi 9 soggetti nazionali e stranieri – tutti comunque attivi in Italia – che hanno elevato smaccatamente i prezzi di vendita di tali prodotti dal 100% al 400% rispetto ai prezzi di listino antecedenti alla crisi sanitaria in atto.

Le attività dei finanzieri milanesi, che hanno interessato diverse regioni italiane, si sono in particolare concentrate su un centro di distribuzione sito in provincia di Piacenza, nonché presso rivenditori – anche privati – di Bologna e Napoli, consentendo di sequestrare diverse centinaia di prodotti tra mascherine protettive facciali e liquidi disinfettanti, ravvisando nei confronti dei soggetti individuati chiare manovre speculative su merci (sanzionate dal Codice Penale – art. 501/bis), nonché di acquisire un’interessante documentazione che tornerà senz’altro utile per la prosecuzione dei controlli.

Stesso trend operativo anche per i finanzieri del Comando Provinciale di Torino i quali sono da giorni impegnati nella ricerca di articoli – rivenduti a prezzi oltre ogni limite – che vengono per di più spacciati come indispensabili “antidoti” per contrastare il contagio da Coronavirus.
C’è davvero di tutto tra questi “miracolosi” prodotti: ionizzatori per l’ambiente, tute monouso, guanti protettivi, liquidi igienizzanti, occhiali protettivi, integratori e le onnipresenti mascherine facciali; insomma tutto quel che serve a fare lucroso business in questo momento di preoccupazione generale, specie se si piazzano tali prodotti sul mercato a prezzi più che centuplicati.

Guardia di Finanza in azione

Gli strumenti d’indagine impiegati dai finanzieri sono però molto efficaci, e sono così saliti a 33 i truffatori del web individuati dalla GDF torinese in pochi giorni. Soltanto in quest’ultima fase di controlli sono stati identificati 14 imprenditori, tutti italiani, titolari di varie attività come ferramenta e commercio di detersivi, profumerie ma anche ricambisti, venditori porta a porta e persino coltivatori diretti o allevatori di bestiame, tutti accomunati dall’intento di fare soldi “facili” grazie a rialzi di prezzi ingiustificati quanto vietati dalla legge.
Per dare un’idea di quanto si stia allargando tale spudorato commercio, basti solo considerare che l’attività delle fiamme gialle torinesi è andata ad interessare soggetti residenti 12 diverse provincie italiane del nord, del centro e del sud del Paese.

Al momento sono 16 le società che risultano coinvolte nella vicenda “Corona-shop” per responsabilità amministrative derivanti dalla commissione di reati e violazioni varie per le quali sono previste pesanti sanzioni che, oltre a quelle di natura pecuniaria, prevedono altresì la confisca del profitto ottenuto da tali manovre speculative, la revoca delle licenze nonché il divieto a contrarre con la Pubblica Amministrazione.

Proprio in queste ultime ore i finanzieri del Comando Provinciale di Napoli hanno sequestrato circa 10.000 mascherine protettive, poste in commercio con modalità tese ad aumentare a dismisura il prezzo di vendita portandolo a livelli davvero esorbitanti. Le mascherine in questione sono state rinvenute dalle fiamme gialle partenopee all’interno di una parafarmacia di Varcaturo (Napoli).

Le stesse mascherine facciali (del tipo “Lifeguard” e “Monovelo”) presentavano però ricarichi a dir poco “stellari” rispetto al loro prezzo di acquisto, rispettivamente del 6.150% per quelle del primo tipo, e del 300% per quelle del secondo tipo.
Secondo quanto emerso dallo stesso intervento l’esercente, allo scopo di massimizzare il più possibile i guadagni, aveva acquistato interi scatoli di tali prodotti sanitari per poi rivenderli in singole bustine dopo averli ri-confezionati.
L’Autorità Giudiziaria inquirente sta ora valutando gli estremi per poter procedere – in maniera immediata – alla vendita coattiva dei prodotti sequestrati.

 

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