Guardia di Finanza: emergenza COVID-19, in aumento controlli e sequestri di dispositivi medico-chirurgici

Di Fabio Mattei

Campobasso. Proseguono senza sosta i controlli che la Guardia di Finanza sta effettuando in tutta Italia attraverso i suoi Reparti territoriali, al fine di reprimere manovre speculative connesse all’attuale stato di emergenza sanitaria determinata dal virus COVID-19. Gli ultimi interventi a Campobasso e Pescara.

Un ricarico che sfiorava il 1500%. A tanto arrivava l’illecito guadagno che il responsabile di un ingrosso di medicinali, con sede a Campobasso, si era prefissato di realizzare prima di essere scoperto dai finanzieri del capoluogo molisano, che gli hanno sequestrato una partita di 300 mascherine vendute al “modico” prezzo di 13 euro ciascuna.

L’illecita forma di commercio è venuta alla luce grazie alla segnalazione di una cittadina che, senza troppi indugi, ha contattato il numero di pubblica utilità della GdF “117” ed ha avvisato della circostanza i finanzieri. Immediato l’intervento delle Fiamme Gialle presso la rivendita in questione.

Alle mascherine facciali – dal valore di 0,85 euro cadauna – era stato praticato un “ovepricing” semplicemente sfacciato (quasi del 1500% come detto sopra), per questo sono finite sotto sequestro mentre il titolare dell’esercizio – un 65enne della zona – è stato denunciato per il reato di manovre speculative su merci.

Stesso refrain a Pescara, dove i finanzieri sono stavolta intervenuti in una parafarmacia sita in zona stadio, all’interno della quale hanno rinvenuto 200 mascherine facciali nonché numerose confezioni di gel disinfettanti ricaricati di oltre il 500% rispetto al loro reale valore.

In aumento i controlli della GdF in questi giorni di emergenza Covid-19

L’attività delle Fiamme Gialle pescaresi nel particolare comparto d’intervento era già stata avviata da giorni, e dopo una lunga serie di controlli con esito regolare si sono imbattuti nella parafarmacia in questione dove il titolare aveva posto in vendita mascherine con un prezzo che poteva arrivare fino ai 49 euro cadauna, nonché flaconcini di gel disinfettante – da pochissimi ml. – venduti a 14 euro per unità.

Da notare come la titolare della parafarmacia controllata non sia stata neppure in grado di dimostrare da chi avesse acquistato il materiale sequestratole; particolare questo che, oltre alla denuncia per il reato di manovre speculative su merci, ha comportato per la responsabile – in assenza di idonea documentazione comprovante la provenienza della merce – anche una denuncia per il reato di ricettazione.

Ed è notizia proprio di queste ultime ore il sequestro di 150 mascherine facciali di tipo “FFP2” che la Guardia di Finanza di Perugia ha rinvenuto in un esercizio commerciale di Assisi.

Come per tutti gli altri precedenti casi, le mascherine erano state messe in vendita a prezzi notevolmente ricaricati rispetto a quelli di listino, ed anche in questo caso il “furbo” di turno le aveva tolte dalle proprie confezioni (da 20 pezzi) per ri-confezionarle singolarmente, in modo tale da poterle ancor meglio piazzare ai compratori che, chiaramente, sono così maggiormente predisposti ad acquistare una singola mascherina – anche a prezzo decuplicato – che non più unità per un costo che si farebbe in tal modo proibitivo.

Le mascherine in questione, oltretutto, erano prive delle necessarie informazioni d’uso previste dalla vigente normativa nazionale ed europea risultando, pertanto, come prodotto non sicuro.

L’esercente rischia ora una sanzione per decine di migliaia di euro.

 

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