Guardia di Finanza, individuata nel ragusano una piantagione di cannabis con 7.000 piante al suo interno. Arrestato un responsabile

Di Fabio Mattei

Ragusa. L’Italia, per il suo clima e la presenza di zone di difficile accessibilità, ben si presta alla coltivazione clandestina della “cannabis indica” dalla quale si ricava la marijuana.

La piantagione scoperta dai finanzieri del Comando Provinciale di Ragusa nell’agro del comune di Santa Croce Camerina (in provincia di Ragusa), ha però quasi dell’incredibile sia per estensione (oltre 10.000 mq.), sia per capacità produttiva. La coltivazione avveniva all’interno di 4 grandi serre ove erano “ospitate” 7.000 piante – in piena fase di fioritura e pronte per la raccolta – dal peso complessivo di 5 tonnellate. La vendita dello stupefacente, nelle piazze di spaccio del “fumo”, avrebbe consentito guadagni stimabili in circa 25 milioni di euro.

Le fiamme gialle ragusane già da mesi prima avevano avviato le indagini, raccogliendo informazioni e facendo affidamento sulla costante attività di controllo economico del territorio.
Il caso in questione, però, si presentava da subito difficile. Come detto, infatti, la coltivazione avveniva dentro le serre di un’azienda florovivaistica, fattore questo che rendeva di fatto vano l’impiego degli elicotteri della GDF, utilissimi per l’individuazione delle piantagioni.

Una piantagione di cannabis

Nonostante questo, i militari della GDF riuscivano comunque a circoscrivere una zona agricola nell’entroterra ibleo, limitrofa alla S.P. 85. Un’area che, verosimilmente, poteva prestarsi all’illecita attività, sulla quale insistevano le serre di un’azienda florovivaistica, gestite da un individuo di Ragusa, e un prospicente fondo agricolo, ceduto in locazione ad un cittadino rumeno.

Pochi elementi informativi, sufficienti, però, alle Fiamme Gialle per avviare servizi di perlustrazione e di appostamento, anche notturni, nel corso dei quali venivano rilevati strani movimenti.

Con il passare dei giorni, i sospetti divenivano sempre più fondati, sino a tramutarsi in certezze. Bisognava solo pazientare un po’. Per cogliere i responsabili sul fatto e inchiodarli alle loro responsabilità.
Una volta maturate le condizioni per intervenire, si passava all’azione. Un blitz non semplice, visto che i soggetti in questione, alla vista dei militari, si davano alla fuga nelle campagne circostanti evitando, momentaneamente, la cattura.

L’arresto per il cittadino italiano è comunque avvenuto a Ragusa dove lo stesso, dopo essere sbarcato a Catania con un volo proveniente da Bucarest (Romania), è stato bloccato dai finanzieri a bordo della propria auto, peraltro priva di copertura assicurativa. Proseguono, invece, le ricerche del suo presunto complice rumeno, attualmente latitante.

 

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