Di Fabio Mattei
Messina. Una truffa a molti zeri ai danni della Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Messina. È questo l’epilogo dell’operazione “Apotheke”, conclusa dai finanzieri del Comando Provinciale sotto la direzione della Procura della Repubblica peloritana.
Coinvolti nella frode un noto farmacista e un medico di base (per i quali sono stati disposti gli arresti domiciliari), nonché altri 5 medici (interdetti per un anno dall’esercizio professione). Nei confronti di questi 7 responsabili le fiamme gialle hanno peraltro già eseguito un sequestro preventivo di beni per circa 50.000 euro, mentre al momento sono complessivamente 12 le persone indagate.
Le indagini avevano preso il via da una denuncia presentata dalla ASP di Messina per segnalare una possibile irregolarità nelle emissioni delle c.d. “ricette rosse”, ovvero le prescrizioni di particolari farmaci impiegati nella cura di gravi patologie come quelle tumorali, e che sono spesso connotati da un elevato costo (anche superiore ai 500 euro a dose) a carico del Sistema Sanitario Nazionale.
Dai primi riscontri effettuati, i finanzieri hanno notato che le prescrizioni mediche venivano principalmente utilizzate per acquisti che si concentravano essenzialmente presso un’unica farmacia cittadina, finendo poi per smascherare una ben collaudata associazione a delinquere composta, non solo dal titolare della farmacia, ma anche sua madre, due suoi dipendenti e un medico di base della ASP messinese.

Il sistema di frode architettato dai responsabili era semplice quanto funzionale, tanto da far passare in secondo piano l’ordinaria attività di commercializzazione dei farmaci (che a questo punto era divenuta solo di facciata) rispetto a quella, molto più remunerativa, delle false prescrizioni mediche e dei rimborsi ottenuti attraverso le stesse.
In estrema sintesi, si trattava di ottenere un approvvigionamento continuo di “ricette rosse” sulle quali venivano apposte fustelle provenienti da farmaci scaduti oppure staccate da medicinali venduti a clienti “fidelizzati”, non aventi diritto all’esenzione per i ticket sanitari, ai quali – come contropartita per la cortese “concessione” – veniva applicato un particolare sconto. Secondo quanto accertato dagli investigatori della GDF, i fatti di reato contestati in capo ai responsabili hanno causato un gravissimo danno economico alla ASP messinese, la quale ha corrisposto alla farmacia in questione – nel triennio 2016/2018 – compensi che sfiorano i 3 milioni e 677mila euro.
Le accuse di cui, a vario titolo, dovranno presto rispondere gli indagati vanno dall’associazione a delinquere, alla truffa aggravata, al falso ideologico, all’esercizio abusivo della professione medica nonché della somministrazione di morfina in assenza di regolare prescrizione sanitaria.

