Guardia di Finanza: Milano, maxi frode fiscale scoperta nel settore del riciclo dei rifiuti ferrosi. 14 responsabili arrestati e sequestrati beni per 15.000.000 di euro

Di Fabio Mattei

Milano. Cosa facevano dei camion all’interno di un centro di raccolta per rottami ferrosi se non avevano nulla da scaricare? La risposta a questa quantomeno strana circostanza l’hanno fornita i finanzieri del Comando Provinciale di Milano – Gruppo Legnano, eseguendo stamani 14 ordinanze di custodia cautelare (delle quali 7 in carcere e 7 ai domiciliari), nonché un sequestro preventivo di beni – per un valore superiore ai 15 milioni di euro – effettuato nei confronti di 28 indagati.

Sono questi i dettagli di massima di una nuova brillante operazione che le fiamme gialle meneghine hanno portato a termine scoprendo un traffico illecito di rifiuti (principalmente rottami metallici) il cui quantitativo – circa 74.000 tonnellate – è risultato essere in larga parte inesistente oltre che falsamente documentato con tanto di formulari, documenti di trasporto e pesate; in altre parole una vera e propria messinscena che prevedeva anche l’arrivo dei camion nel predetto centro di raccolta, ove però facevano soltanto un giro al suo interno fingendo di scaricare i rottami in questione per poi andar via vuoti proprio come vuoti erano entrati.

Secondo quanto accertato dagli investigatori della GDF, i rottami ferrosi realmente movimentati dai responsabili della frode erano privi di tracciabilità e con il volontario occultamento dei dati del produttore; in altre parole materiale la cui compravendita era stata effettuata “in nero”.

Guardia di Finanza per l’ambiente

Sulla base di tali evidenze, i militari hanno così passato al setaccio la contabilità di oltre 42 società e ditte individuali coinvolte nella vicenda (alcune delle quali praticamente esistenti solo sulla carta), accertando un’emissione di fatture per operazioni inesistenti calcolata in oltre 56 milioni di euro, ai quali si aggiunge un milione e 184.000 euro di IVA evasa.

Il maxi-sequestro di beni, che è finalizzato alla successiva confisca, ha interessato 15 immobili, 4 complessi aziendali, 6 veicoli, le quote societarie di 9 aziende nonché i saldi attivi di oltre 50 tra conti correnti e depositi finanziari.

 

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