Guardia di Finanza: a Roma: operazione congiunta con i Carabinieri. Sgominata con 32 arresti una delle organizzazioni attive nel traffico della droga a Tor Bella Monaca

Di Fabio Mattei
Roma. Anche se ristretti in carcere avevano continuato a reggere le fila di un fiorente mercato della droga, attivo nel quartiere di Tor Bella Monaca (estremo quadrante sud della Capitale) ma un’operazione congiunta della Guardia di Finanza e dei Carabinieri di Roma ha stamattina smantellato l’organizzazione delinquenziale con l’esecuzione di ben 32 custodie cautelari in carcere, mentre per altre 10 persone è stato disposto il divieto di dimora in città.

Operazione congiunta GdF e Carabinieri contro il traffico di droga a Roma

L’operazione odierna, che rappresenta la prosecuzione di un’altra analoga attività condotta dai Carabinieri nel 2017, si era rivolta verso le attività illecite condotte da due fratellastri egemoni nel traffico delle sostanze stupefacenti tra i palazzi popolari della zona denominata “R8”.

Entrambi erano ben noti negli ambienti malavitosi, dai modi spicci, spesso violenti e peraltro già arrestati per un sequestro di persona commesso ai danni di due minori.

In quell’occasione, infatti, i due non si fecero alcun scrupolo nel “prelevare” forzosamente due ragazzini (figli della convivente di un loro sodale) al fine di mettere pressione al loro “socio”, il quale era debitore di circa 50 mila euro maturati nell’ambito di uno dei tanti traffici di droga di cui erano incontrastati reggenti.

Come detto sopra, però, neppure la detenzione era riuscita ad interrompere tale lucrosissimo business (almeno 300 mila euro mensili secondo quanto ricostruito dagli investigatori) che veniva ancora portato avanti tramite uomini di fiducia, con ordini che venivano fatti loro pervenire attraverso la compagna del fratello maggiore.

Per gestire un traffico così ampio c’era però bisogno di un’organizzazione ben strutturata, con ruoli e guadagni chiari per tutti, e per chi non sottostava alle regole il rischio di trovarsi con i connotati cambiati era più che concreto, come avvenuto ad uno dei capi-piazza, violentemente pestato tempo addietro, accusato di aver pagato con soldi falsi parte di una partita di droga a lui affidata.

Per chi era invece ben “inquadrato” nel lavoro da compiere i patti erano chiari: l’80% dei guadagni finiva in mano ai capi, il 15% agli incaricati del confezionamento delle dosi di droga mentre il restante 5% era per i pusher, quest’ultimi reclutati tra un’ampia manovalanza di cittadini italiani e nordafricani tra i quali anche qualche minorenne.

Di 100 euro era invece la paga giornaliera destinata alle “vedette” piazzate nei punti strategici di più ampia visuale, i quali avevano il compito di “marcare” immediatamente la presenza in zona delle Forze di Polizia.

Anche per questo ruolo non era perdonata la minima svista, pena il mancato guadagno della paga prevista (nel migliore dei casi) se non una consistente “fraccata” di botte.

In perfetto stile “Gomorra”, non mancava poi la mutua assistenza in favore dei sodali finiti agli arresti (che venivano subito rimpiazzati), per i quali era comunque previsto un sostentamento finanziario anche per le spese legali.

Oltre ai numerosi arresti operati all’alba di oggi, il GIP del Tribunale di Roma, sempre su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, ha altresì disposto il sequestro di un immobile e di due autovetture per un valore complessivo di 300 mila euro, nelle disponibilità della compagna di uno dei due fratelli, stessa sorte per il denaro contante, orologi di pregio, automobili e motociclette (valore stimato in circa 200 mila euro) rintracciati dai militari della GdF e dell’Arma nelle varie fasi dell’operazione.

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