Guerra Israele-Iran: Teheran pronta a chiudere in poche ore lo Stretto di Hormuz. Gravi rischi economici per il mondo

TEHERAN. Entro poche ore lo Stretto di Hormuz sarĂ  chiuso.

Lo ha detto il Generale di Brigata Alireza Tangsiri, Comandante della Marina dell’IRGC.

Una portaerei in manovra nello Stretto di Hormuz

Questa chiusura viene fatta a risposta dell’attacco della notte scorsa degli Stati Uniti contro i tre siti nucleari all’interno dell’Iran: Fordow, Natanz ed Esfahan.

Lo Stretto di Hormuz movimenta circa 20 milioni di barili di greggio al giorno, quasi un quinto del consumo giornaliero globale.

Una chiusura paralizzerebbe le esportazioni di petrolio dai principali produttori del Golfo, tra cui Arabia Saudita, Iraq, Emirati Arabi Uniti e Kuwait.

Sebbene esistano alcuni oleodotti alternativi, questi possono gestire solo una piccola quota: circa 2,6 milioni di barili al giorno.

Anche le esportazioni di gas naturale liquefatto (GNL) del Qatar, vitali per l’Asia e l’Europa, verrebbero interrotte.

Intanto, il greggio Brent ha superato i 90 dollari al barile, mentre il WTI ha superato gli 87 dollari.

Alcuni analisti avvertono che una chiusura prolungata potrebbe spingere i prezzi a 120-150 dollari, innescando una forte volatilitĂ  sui mercati finanziari globali.

Uno shock petrolifero globale si ripercuoterebbe sulle economie giĂ  alle prese con l’inflazione.

I costi energetici aumenterebbero vertiginosamente, le catene di approvvigionamento rallenterebbero e le Compagnie di assicurazione del settore marittimo stanno giĂ  scontando nuovi premi per i rischi di guerra.

Una perturbazione prolungata potrebbe ridurre il PIL globale dell’1-2%, aumentando il rischio di una recessione mondiale.

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