Esercito: Polo nazionale rifornimenti, il futuro della logistica in tempo reale per i ricambi di tutti i veicoli

Di Gianfranco Salvatori

PIACENZA (nostro servizio particolare). E’ come un cuore pulsante che invia a tutto il corpo il sangue ricco di ossigeno.

In questo caso, il corpo è l’Esercito, mentre il sangue è rappresentato dalla vasta gamma di parti di ricambio per tutti i veicoli tattici, tattico logistici e da combattimento.

E’ il Polo nazionale rifornimenti Motorizzazione, Genio, Artiglieria e Nbc, che si trova alla caserma Giuliani di Piacenza.

Una delle postazioni di lavoro al Polo nazionale rifornimenti dell’Esercito a Piacenza (foto Gianfranco Salvatori)

IL POLO NAZIONALE RIFORNIMENTI (POLOFIF)

Il centro è unico nel panorama della logistica (dipende dal Comando logistico dell’Esercito ed è inquadrato nel Comando trasporti e materiali) e, di recente, il personale militare – nel centro vi lavorano anche civili – sta sviluppando un software (non commerciale) per la gestione automatica dei flussi dei materiali in ingresso, per la loro conservazione e la successiva distribuzione.

Gli obiettivi sono la velocizzazione dei processi e l’abbattimento degli errori umani. Entrando al PoloRif si respira un’aria del passato. I grandi magazzini, in mattoni, sono ai lati di grandi viali dove svettano pini mediterranei (una particolarità per la Pianura padana) e tante aree verdi.

Il Polo ha alle proprie dipendenze il Parco materiali motorizzazione, Genio, Artiglieria e NBC di stanza a Peschiera del Garda (Verona) e il Parco mezzi cingolati e corazzati a Lenta (Vercelli).

L’ATTIVITA’

Al comando del Brigadier Generale Daniele Durante, il Polo piacentino approvvigiona, immagazzina e rifornisce a domicilio ricambi, complessivi, pneumatici, batterie e attrezzature specifiche a 160 reparti della Forza armata per il mantenimento in efficienza di veicoli tattici, tattico-logistici e da combattimento, sia ruotati sia cingolati, ed è il principale referente nel settore dei rifornimenti dell’area Tramat, anche per il supporto alle unità impiegate in missione, rifornendo mediante trasporti strategici 10 teatri operativi.

Da sinistra, il Brigadier Generale Daniele Durante, con il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, il Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello durante una visita al PoloRif

Il PoloRif è, in piccolo, come uno dei grandi magazzini della logistica presenti a Piacenza.

Dall’Italia, o da un teatro fuori area, arriva l’ordine per alcuni ricambi. La gestione informatica li reperisce e, in modo automatizzato, i pezzi vengono presi dagli scaffali nei magazzini.

Finiscono poi su un pallet, confezionati e avviati alla spedizione.

Il Generale Durante è orgoglioso del software che sta nascendo – si chiama Mgdm – “perché è stato pensato e realizzato qui e potrebbe diventare un modello da esportare ad altri enti dell’Esercito. La sperimentazione è in fase avanzata e i primi risultati sono ottimi”.

Attraverso lettori ottici di QR code e Bar code si ha un sistema dove la carta è ridotta al minimo garantendo così la sostenibilità dei processi, oltre alla velocità e alla riduzione quasi a zero degli errori umani.

Spostamento di materiali con un carrello elevatore all’interno di uno dei magazzini del PoloRif (foto di Gianfranco Salvatori)

FORMAZIONE CONTINUA

La formazione è sempre presente nel lavoro quotidiano di soldati e civili “e va associata a un cambio di passo culturale in una Ente che ha 110 anni di storia” riprende il Generale.

La logistica è fondamentale perché “le Nazioni con Forze Armate evolute non hanno una logistica robusta, ma ce l’hanno esagerata”,  afferma Durante.

Il Polo, come tutto l’Esercito in questi ultimi anni, ha avuto una crescita anche in termini economici e il budget, dal 2021 al 2024, è quadruplicato.

Un cambiamento, dovuto alla complessa situazione geopolitica internazionale. Si è passati dal just in time (sistema della logistica che non prevede grandi scorte) al just in case, che ha visto tornare all’incremento delle scorte per avere una Forza Armata sempre pronta senza il pericolo di non poter soddisfare la richiesta di ricambi. Insomma, i magazzini devono avere le scorte, sempre.

“L’efficienza della flotta della Forza armata – scandisce il Generale Durante – passa necessariamente attraverso la disponibilità della ricambistica necessaria per il mantenimento dei mezzi”.

L’attività nei magazzini con il sistema di lettura ottica, che velocizza il lavoro e abbatte gli errori umani (foto Gianfranco Savatori)

Un ruolo di primo piano, dunque, quello del Polo rifornimenti che, però, deve far fronte alla pianta organica del personale.

Due terzi delle persone organicamente impiegate sono civili, gli altri sono militari situati in posizioni chiave.

E’ mancato il turn over negli anni e i numeri si sono ridotti a causa di pensionamenti e pochi concorsi (in realtà, ci sono per i ruoli tecnici, ma con poche posizioni nell’ambito logistico e amministrativo).

Questo porta a far sì che non ci sia più il travaso di competenze dagli anziani ai giovani e così i militari spesso ricoprono i ruoli propri dei civili.

Quello che non manca, invece, è la disponibilità e la passione di tutti all’impegno per mantenere funzionante una macchina così delicata.

LA STORIA

L’insediamento militare di San Lazzaro Alberoni, all’interno del quale si trova il Polo nazionale rifornimenti, venne costituito nel 1915, per ospitare il Deposito centrale automobilistico incaricato del supporto alle unità trasporti del Regio Esercito impegnate nel primo conflitto mondiale.

Terminata la guerra, la struttura mantenne per oltre vent’anni compiti sia di rifornimento sia di riparazione di veicoli, biciclette e motocicli del Regio Esercito, fino a quando, nell’imminenza della Seconda Guerra mondiale e con l’incremento del parco veicoli, lo Stato Maggiore decise di scorporare dalla Sezione staccata dell’officina automobilistica regio Esercito (SSOARE)  il Magazzino principale ricambi (MPR), che dotò di nuovi capannoni e magazzini in un’area adiacente.

Lo stemma del Comando logistico dell’Esercito e, sullo sfondo, il PoloRif di Piacenza (foto di Gianfranco Salvatori)

L’Ente fu attivo fino all’8 settembre del 1943 quando, a seguito dell’armistizio firmato con gli alleati a Cassibile in Sicilia, fu occupato dai soldati tedeschi che sfruttarono i materiali immagazzinati e la competenza delle maestranze che vi operavano da anni, per il supporto diretto alle proprie unità trasporti di occupazione in territorio italiano (i tedeschi dettero allo stabilimento il nome di Zentral-Ersatzteillager 1, Magazzino centrale ricambi 1, dipendente dal Militarkommandatur 1008 di Piacenza).

Nel 1944, i bombardamenti alleati sulla città distrussero gran parte dello stabilimento e i tedeschi lasciarono la struttura.

Dopo la guerra, già nel 1945 i polo venne ricostituito con la denominazione di 3° Magazzino ricambi auto (3° MRA) che, nel 1952, divenne Magazzino centrale Ricambi auto (conosciuto come MACRA), con compiti di immagazzinamento, conservazione e distribuzione di ricambi per la maggior parte dei veicoli ruotati in dotazione all’Esercito Italiano, compresi quelli di produzione americana ceduti al nostro paese con gli aiuti di guerra del Piano Marshall.

Nel 1986, a seguito dell’introduzione dei nuovi sistemi per la gestione dei materiali, il MACRA, venne individuato come “Centro di assistenza” a favore di tutti i Reparti dislocati sul territorio nazionale e, con il passaggio dagli strumenti computistici meccanizzati a quelli informatizzati, uno dei principali Enti di sperimentazione informatica di Forza Armata e di sviluppo del Sistema informativo gestionale dell’Esercito (SIGE) per il settore dei materiali.

Tra il 2011 ed il 2014 vennero realizzati due nuovi magazzini automatizzati attraverso i quali i processi di movimentazione e gestione dei materiali avvengono oggi in tempo reale e con un impiego di maestranze civili e militari altamente specializzate.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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