NAPOLI. Tre giorni di appuntamenti, fino a domani pomeriggio, per l’Esercito che trina nel capoluogo campano con. una serie di eventi.

La Forza Armata ha allestito uno spazio espositivo di oltre 17 mila metri quadrati presso il lungomare Caracciolo e la rotonda “Diaz”, per dare l’opportunità ai cittadini di vedere di persona le novità tecnologiche, l’addestramento e le possibilità professionali offerte dal mondo militare.
Il “Villaggio Esercito”resterà aperto al pubblico fino a domenica 16, dalle 09:00 alle 17:00.
I visitatori potranno avvicinarsi al mondo dell’Esercito cimentandosi nell’arrampicata su parete di roccia, con il simulatore di volo per elicotteri “Rolfo” e nel military fitness. Ad accompagnare l’evento, anche la musica e le interviste di Radio Esercito.
Sono esposti dal vivo i mezzi impiegati nelle missioni operative, come l’elicottero A129 “Mangusta”, il VTLM “Lince”, il VTMM “Orso” e i sistemi di nuova generazione tra i quali: droni, CBRN (chimico, biologico, radiologico e nucleare) e il cane robot.
Sono anche presenti alcune eccellenze specialistiche come l’Istituto Geografico Militare, il Meteomont e le unità cinofile.
Presente all’interno del villaggio l’Info Point, dove potranno essere richieste tutte le informazioni sulle opportunità professionali offerte dall’Esercito e sulle modalità di partecipazione ai relativi concorsi.
Ieri mattina il Generale di Corpo d’Armata Gian Paolo Mirra, Comandante territoriale nazionale, ha inaugurato alla presenza di autorità politiche cittadine e di un pubblico composto anche da molti giovani studenti con i loro docenti il Villaggio Esercito alla Rotonda Diaz.

La Fanfara dell’8° Reggimento Bersaglieri della Brigata Garibaldi ha suonato un vasto repertorio di musiche militari e non.

La Forza Armata è presente con vari stand che raccontano i reparti operativi ma anche la parte storica per seguire un lunghissimo filo dove i cittadini hanno avuto la possibilità di occare con mano quelle che sono le innovazioni tecnologiche in uso, avere un’idea di quello che è l’addestramento del personale e avere anche un’idea di quelle che sono le opportunità professionali offerte dal mondo militare.

L’Esercito è dunque presente anche per festeggiare i 2500 anni della nascita di Napoli e per il Giuramento delle allieve e degli allievi della Scuola Militare Nunziatella.
E proprio alle nuove generazioni il Generale Mirra ha voluto ribadire che “l’Esercito è tra la gente, l’Esercito è la gente e dè necessaria questa forte sinergia, questo forte collegamento tra chi indossa l’uniforme e chi è un semplice cittadino, perché noi lavoriamo per i cittadini e lavoriamo perché tutti insieme possiamo contribuire alla difesa e alla sicurezza del nostro Paese”.
ALLA SCOPERTA DI ALCUNI STAND
Entriamo in quello del 7° Reggimento Difesa Chimica, Biologica e Nucleare “Cremona” con sede a Civitavecchia (Roma).

Con il Maresciallo Ordinario De Simone, Comandante di Plotone CBRN, effettivo presso il Reggimento analizziamo il lavoro di questo Reparto.
“La componente CBRN del 7° Reggimento Cremona – spiega a Report Difesa – rappresenta oggi chiaramente un’avanguardia dal punto di vista tecnologico dell’Esercito. Si occupa della difesa chimica, biologica, radiologica e nucleare del personale. E’ inquadrata all’interno del contesto della Force Protection di Forza Armata ed è oggi impiegata in tutti i Teatri Operativi dove è presente il personale italiano, proprio per difendere i nostri militari da eventuali minacce di tipo chimico, biologico, radiologica e nucleare”.
Dal punto di vista operativo, attraverso la strumentazione in uso i militari del Reggimento riescono “a fare un’attività di tipo presumtivo degli agenti contaminanti e che con l’utilizzo di squadre SIBCRA campionare l’eventuale minaccia, data che può essere di matrice ambientale oppure di qualsiasi altra matrice e spedire presso i laboratori autorizzati per un’analisi poi effettivamente confermativa di quella che può essere la minaccia sul terreno.
Il personale viene comunque addestrato in caso in cui dovesse essere impiegato dopo tutti i vari equipaggiamenti, chiediamo?
“Assolutamente sì. I corsi formativi – risponde il Maresciallo De Simone – vengono svolti presso la Scuola Interforze NBC di Rieti e poi all’interno del nostro Reggimento vengono fatte varie attività di addestramento e di preparazione per il personale che poi viene impiegato sul territorio nazionale e internazionale. La squadra SIBCRA (Sampling and identifcation of biological, chemical and radiological agent) è una team che si occupa di andare lì dove c’è un territorio contaminato per raccogliere il campione con le modalità ovviamente previste e portarlo all’interno del dispositivo per poi essere sottoposto ad analisi confermative del campione stesso, attraverso i laboratori autorizzati”.

Il 7° Reggimento da un anno ha in dotazione un Quadrupedal amount ground vehicle ossia un sistema a pilotaggio remoto dotato di diversi sensori che consentono agli operatori di rilevare, identificare radiosotopi o sostanze pericolose dal punto di vista chimico con l’ausilio del braccio in dotazione alla macchina.
E si è in grado di fare dei piccoli campioni di matrice solida.
E’ arrivato al Reggimento nel novembre 2024. Oggi i militari stanno ancora sperimentando tutti i vari sensori in dotazione per poi fare magari un recall con l’azienda.
Il quadrupede può essere impiegato in qualsiasi tipologia di terreno, anche fangoso o paludoso e anche in condizioni climatiche avverse come neve, ghiaccio e pioggia.
E’ in grado di salire e scendere le scale in autonomia, di fare itinerari fino a una velocità di 12 chilometri orari e anche fare pendenze fino al 40% .
In in caso di attività operativa le informazioni che lui registra vanno in sala TOC.
Il Comandante ha sotto controllo un po’ tutta la situazione. L’operatore ,in tempo reale, vede tutto ciò che il cane riesce a rilevare e successivamente avviene la comunicazione tra il Comandante di Squadra e successivamente la sala operativa.
“Abbiamo testato – spiega ancora il Maresciallo Ordinario De Simone – diversi sensori in modo tale da poter avere una rilevazione e una protezione maggiore per quanto riguarda la difesa CBRN. Laddove non sappiamo che tipologia di minaccia andremo ad approcciare o sappiamo che essa è alta utilizziamo appunto il quadrupede in una sorta di scouting che ci farà scoprire poi la reale minaccia. Successivamente sapremo come approcciare alla zona contaminata”.
A seconda del tipo della minaccia vengono. indossate apposite protezioni.
Molto interessante anche lo stand del Museo Storico della Motorizzazione militare dedicato alle auto e alle moto storiche.
LE SPECIFICHE DELLO STAND
ALFA ROMEO 6C 2500 “COLONIALE” del 1942
CARATTERISTICHE E PRESTAZIONI PRINCIPALI
MOTORE: ciclo Otto – modello 6c – testa in lega leggera, basamento in ghisa;
CILINDRATA: Cm³ 2443
POTENZA: CV 90 a 4500 giri/min.
CAMBIO: 4 marce avanti + RM – bloccaggio differenziale
VELOCITA’ MAX: Km/h 140
PARTICOLARITA’: Questa vettura fu richiesta dal Ministero della Guerra nel 1938 per l’impiego nelle COLONIE. Nel 1939 vennero approntati 2 prototipi derivati dalla famosa “2500 6C” metropolitana e furono utilizzati per il collaudo in Africa Orientale per la messa a punto della carburazione che era dotata di un dispositivo di variazione di quota da 0 a 3000 m. per l’ottimale resa della miscela. L’esito positivo dei risultati ottenuti strabiliò le autorità ministeriali che richiesero una commessa di 150 unità, consegnate tra il 1941 e il 1942. L’Alfa “coloniale” fu veramente una vettura d’alto lignaggio per l’impiego cui era stata destinata, e risultò la più lussuosa automobile italiana del periodo e una delle migliori della produzione mondiale. La macchina fu dotata di ogni accessorio per renderla pienamente autonoma per le zone cui sarebbe stata destinata: doppio parabrezza, due ruote di ricambio, quattro serbatoi supplementari, badile e gravina, etc. Fu a disposizione delle più alte autorità militari e politiche dell’epoca, impiegata in Africa fino alla cessazione delle ostilità, e nel periodo post-bellico, svolse attività ricognitiva fino agli anni Sessanta. L’esemplare custodito al Museo rimane uno dei pochissimi perfettamente efficienti in circolazione e fu al servizio del Governatore in Libia.
AUTOVETTURA FIAT 1100 508 C “MIMETICA” del 1938
CARATTERISTICHE E PRESTAZIONI PRINCIPALI
MOTORE: Ciclo Otto; 4 tempi
CILINDRATA: Cm³ 1089
POTENZA: CV 30 a 4400 giri/min.
CAMBIO: 4 marce avanti + RM (3° e 4° sincronizzate)
VELOCITA’ MAX: Km/h 95
PARTICOLARITA’: Come per Lancia Aprilia “Coloniale”, anche la Fiat 508 Torpedo deriva da una vettura di produzione, la 508 C, meglio conosciuta come Balilla. Fu usata soprattutto come vettura di comando in Africa Settentrionale. Le sue caratteristiche di robustezza, la rendevano indicata anche per le ricognizioni fuori strada; rispetto alla versione civile aveva un rapporto ponte maggiore, i pneumatici maggiorati ( 6,00 x 16 ), una lunghezza maggiore di alcuni mm. e maggior peso. Senza volerci allontanare dalla realtà, possiamo dire che questo modello ha preceduto il veicolo fuoristrada tipico del secondo conflitto mondiale, la Jeep Willis che arriverà tre anni dopo.
ALFA ROMEO AR 51 “MATTA” del 1951
CARATTERISTICHE E PRESTAZIONI PRINCIPALI
MOTORE: ciclo Otto – 4 tempi.
CILINDRATA: Cm³ 1884.
POTENZA: CV 65 a 4400 giri/min.
CAMBIO: 4 marce avanti + RM e riduttore.
VELOCITA’ MAX: Km/h 105
PARTICOLARITA’ Vettura da ricognizione per strade normali e per strade campestri e montane: questa è la dizione con cui il Ministero della Difesa richiese nel 1951 all’Alfa Romeo per la presentazione del prototipo che si dimostrò tra i migliori veicoli prodotti a tale scopo. All’Autorità militare vennero consegnati 2000 veicoli. Vennero studiate varianti per i molteplici usi in agricoltura e nei servizi urbanistici per i quali vennero prodotti 50 veicoli
MOTOCICLO BIANCHI 500 DEL 1940
CARATTERISTICHE E PRESTAZIONI PRINCIPALI
MOTORE: monocilindrico ciclo Otto 4 tempi
CILINDRATA: Cm³ 499
POTENZA: CV 9 A 3200 giri\min.
CAMBIO: 3 marce
VELOCITA’ MAX: Km/h 75
PARTICOLARITA’: Il telaio è a doppia culla in tubolari d’acciaio con uno o due sellini. La versione civile si differenziava da quella militare per la presenza delle valvole “in testa”. L’esercito richiedeva invece specificamente la distribuzione a valvole laterali. Il cambio a tre velocità era azionato con leva a mano posizionato a destra del serbatoio.
MOTOCICLO GUZZI “SUPERALCE 500” DEL 1943
CARATTERISTICHE E PRESTAZIONI PRINCIPALI
MOTORE: ciclo Otto 4 tempi
CILINDRATA: Cm³ 500
POTENZA: CV 18
CAMBIO: 4 marce
VELOCITA’ MAX: Km/h 110
PARTICOLARITA’: Si tratta di una moto storica rimasta in servizio ben oltre la fine della Seconda Guerra Mondiale. E’ l’evoluzione del motociclo Guzzi “Alce” del 1939 studiata per uso esclusivo militare.
MOTOCICLO MOTO GUZZI AIRONE DEL 1957
CARATTERISTICHE E PRESTAZIONI PRINCIPALI
MOTORE: monocilindrico ciclo Otto 4 tempi
CILINDRATA: Cm³ 250
POTENZA: CV 12
CAMBIO: 4 marce
VELOCITA’ MAX: Km/h 95
PARTICOLARITA’: Moto di grande robustezza molto diffusa in Italia. Per il mercato civile fu prodotta in due versioni: turismo e sport.
MOTOGUZZI NUOVO FALCONE 500 DEL 1970
CARATTERISTICHE E PRESTAZIONI PRINCIPALI
MOTORE: monocilindrico ciclo Otto 4 tempi
CILINDRATA: Cm³ 499
POTENZA: CV 26 a 4800 giri/min.
CAMBIO: 4 marce
VELOCITA’ MAX: Km/h 130
PARTICOLARITA’: Presentata al Salone di Milano nel 1969 nella versione Militare, nel 1971 fu commercializzata la versione civile che si differenziava per le linee più moderne e filanti. Una delle caratteristiche che fanno più apprezzare il Nuovo Falcone è la sua semplicità costruttiva che ne permette la manutenzione anche da parte dei meno esperti di meccanica.
Fu adottata dai Bersaglieri, Carabinieri, Vigili Urbani, Guardia di Finanza e altri Corpi Militari.
IL CONCERTO
Ieri sera, al Teatro di San Carlo di Napoli, simbolo della cultura e dell’identità napoletana, si è tenuto un concerto celebrativo organizzato dall’Esercito Italiano a sostegno di Fondazione Umberto Veronesi ETS.
Una serata dedicata alla musica che è stata altresì occasione per promuovere la raccolta fondi a sostegno delle Pink Ambassador, il progetto di Fondazione Veronesi che da più di dieci anni coinvolge donne che hanno sconfitto un tumore tipicamente femminile e hanno accettato la sfida di allenarsi con tenacia per 6 mesi con l’obiettivo di arrivare a correre una gara podistica competitiva, seguite da un team tecnico d’eccellenza.
In questi anni il gruppo di Pink Ambassador, che ad oggi conta più di 1.000 donne suddivise in 22 città italiane, è cresciuto sempre di più e rappresenta una vera e propria rete di sostegno fra donne che desiderano condividere la propria esperienza a sostegno della ricerca scientifica e della prevenzione, per dimostrare l’importanza della diagnosi precoce e dei corretti stili di vita nella lotta contro i tumori, trasmettendo un messaggio di coraggio.
L’evento al Teatro di San Carlo, condotto da Veronica Maya, è stato un momento molto importante per celebrare i valori che accomunano l’Esercito Italiano e Fondazione Veronesi nell’obiettivo di accrescere la cultura della prevenzione e il sostegno alla ricerca d’eccellenza a beneficio di tutta la nostra società. Il concerto è stato magnificamente eseguito dalla Banda dell’Esercito, alla presenza del capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello e di numerose autorità civili e militari.
Si tratta di un nuovo appuntamento istituzionale che vede affiancate le due Istituzioni in una collaborazione che ha preso forma ufficialmente lo scorso maggio, a Roma presso lo Stato Maggiore dell’Esercito, attraverso la firma di un Protocollo di Intesa.
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