La BREXIT mantiene alta la tensione tra il Regno Unito e l’Unione Europea

Di Pierpaolo Piras 

Londra. Ultimamente, i rappresentanti del Regno Unito e della Unione Europea si sono incontrati in un clima di cordialità per definire alcune regole commerciali, il cosiddetto “backstop” (una sorta di complicata frontiera tra Irlanda del nord e Inghilterra), emerse nel corso del processo di separazione britannico (Brexit) , iniziato il 1° gennaio 2021.

I colloqui sono avvenuti tra il ministro del Gabinetto , Michael Gove, dei conservatori inglesi, con il vicepresidente della Commissione Europea, lo slovacco Maros Sefcovic.

L’oggetto da rifinire riguarda l’annoso e critico problema dei rapporti commerciali post brexit, così come sono stati già definiti con il cosiddetto “protocollo dell’Irlanda del Nord”.

Non tutti i punti critici sono stati risolti ma le due parti hanno dichiarato alla stampa che sono previsti altri incontri all’insegna della positività degli intenti.

I tempi sono ristretti: Ma il Taoiseach irlandese, Micheál Martin, ha detto che qualsiasi pausa nell’applicazione dell’accordo raggiunto potrebbe limitarsi a pochi mesi, aggiungendo esaustivamente alla BBC che : “Non può essere un anno”.

Il vocabolo “Taoiseach” appartiene alla lingua originaria irlandese e sta per “capo”. Di fatto è un termine usatissimo anche dal popolo per indicare il Primo Ministro.

In precedenza, il ministro Gove aveva richiesto una revisione profonda degli accordi siglati per la definizione minuziosa dei controlli fisici da effettuare sulle merci in transito reciproco tra l’Irlanda del Nord e la Gran Bretagna, proponendo la sospensione della sua applicazione per almeno due anni. Il rifiuto di tale ipotesi ha ridotto i tempi diplomatici e accelerato l’incontro di questi giorni.

L’obiettivo primario è la definizione di un protocollo commerciale unanimemente, chiaramente e totalmente condiviso al fine di evitare un confine “duro” tra l’Irlanda del Nord e la Repubblica d’Irlanda.

È stato giudicato inopportuno l’intervento  del Primo Ministro dell’Irlanda del Nord, Arlen Foster, secondo il quale il suddetto protocollo dovrebbe essere abolito e non regolamentato.

Detto in sintesi, questo complicato protocollo sull’Irlanda del Nord è stato progettato per garantire che la sola frontiera aperta rimanesse quella sull’isola d’Irlanda dopo la Brexit.

Ma per farlo funzionare, le due parti hanno convenuto che solamente l’Irlanda del Nord rimarrà nel mercato unico delle merci, a differenza del restante territorio del Regno Unito.

Al fine di evitare i violenti scontri che in passato hanno gravemente insanguinato la terra tra le due Irlande, si sta cercando, tuttora, di escludere qualsivoglia segno , specie fisico, di frontiera tra la Repubblica d’ Irlanda e le province più settentrionali dell’ Ulster, ammettendo allo stesso tempo la necessità di spostare i controlli doganali nel mezzo del mare d’Irlanda (l’unico geograficamente possibile) che, dopo la brexit, separa queste due nazioni, repubblica d’Irlanda e UK,  lasciando tutti i protagonisti  in questo perdurante disaccordo doganale.

La prima conseguenza è stata l’esecuzione di controlli fisici su alcune tipologie di merci che viaggiavano nei due sensi tra la Gran Bretagna e l’Irlanda del Nord.

Dall’entrata in vigore delle nuove norme, questo stato normativo, ancora imperfetto, ha suscitato tensioni acute nei porti dell’Irlanda del Nord, con interruzioni di alcune importanti forniture alimentari e consegne online.

Talché, si è reso necessario sospendere l’attività commerciale di alcuni porti irlandesi dopo le azioni aggressive nei confronti degli ispettori posti al controllo delle merci.

Il confine irlandese

Quali sono gli accordi per l’Irlanda del Nord?

Il venerdì santo del 10 aprile 1998 venne siglato un accordo tra Regno Unito ed il governo irlandese (Good Friday Agreement). Dopo alcuni giorni, gli elettori della Repubblica d’Irlanda lo hanno recepito e approvato con una modifica al loro dettato costituzionale.

Il Partito Unionista nordirlandese (DUP), separatista, fu l’unico ad opporsi.

Tale accordo poneva fine alle sanguinose ostilità tra cattolici e protestanti in tutta l’Irlanda con pesanti perdite economiche per entrambi i protagonisti. L’auspicato “Accordo del venerdì santo” decretava finalmente la scomparsa di ogni più piccolo segno o manifestazione di un confine  posto tra le due Irlande, del nord e del sud.

In effetti, da allora, la circolazione delle merci è avvenuta senza il minimo dei problemi, facilitato anche dai disposti della unione doganale europea.

Tuttavia, come conseguenza della brexit, realizzata definitivamente il 01-01-2021, si è reso necessario correggere quella parte dell’accordo che definiva il controllo delle merci in transito verso sud  dall’Irlanda del nord la quale, però, attualmente non fa più parte della Unione europea. La frontiera diventava di fatto e ancora una volta, un terreno di scontro, inaccettabile per entrambe le esasperate popolazioni irlandesi.

Quali prodotti alimentari in transito vengono controllati?

Si tratta di controlli molto severi quando si tratta di carne di qualsiasi tipo, latte, pesce e uova e relativi derivati. L’ultimo incontro ufficiale dell’11 febbraio scorso ha riconosciuto la inadeguatezza dei controlli verso la Repubblica d’Irlanda e pertanto anche verso la Unione Europea.

 Sussistono criticità relative alla sicurezza degli alimenti?

Gli unionisti hanno assunto una posizione dura contro i nuovi controlli che infatti sono stati sospesi fin dall’inizio di febbraio. Sussistono come sempre le ragioni di ordine ideologico che non tollerano alcun segno di frontiera fisica.

E per gli alimenti dei supermercati?

Per garantire la continuità degli approvvigionamenti e adattarsi alle nuove norme è stato concesso un periodo tolleranza di tre mesi, mentre per le carni conservate e stagionate (tipo le salsicce) il periodo di tregua è stato allungato a sei mesi.

Non è stato definito ciò che dovrà accadere dopo tali sospensioni delle regole.

Maros Sefcovic_

Quali sono i contrasti sulle forniture dei vaccini?

Dopo i noti problemi di approvvigionamento di vaccini Astra Zeneca, la UE aveva disposto numerosi controlli sugli esportazioni di merci prodotte al suo interno.

La Unione Europea lo ha disposto citando l’articolo 16 del trattato sull’Irlanda del Nord che consente all’UE o al Regno Unito di sospendere qualsiasi parte dell’accordo che causi “difficoltà economiche, sociali o ambientali”.

Oggi, sembra che tale criticità abbia trovato una soluzione. Ne sapremo di più al termine del incontro G7 iniziato in data odierna.

Come funziona il sistema di vaccini dell’UE?

Il regime, istituito nel giugno 2020, consente all’UE di negoziare l’acquisto di vaccini per conto dei suoi Stati membri. Dice che questo può contribuire a ridurre i costi ed evitare la concorrenza tra di loro.

Gli Stati membri non sono costretti a aderire al programma, ma tutti i 27 Paesi dell’UE hanno scelto di farlo, compresa l’Italia.

Tutti i Paesi sono ancora autorizzati a concludere accordi separati con i produttori di vaccini con i quali l’UE non ha un accordo. Ecco il motivo per il quale l’Ungheria ha deliberato di acquistare due milioni di dosi del vaccino russo Sputnik-V.

Quanto bisogna attendere per avere il vaccino AstraZeneca di produzione inglese?

Il vaccino Oxford- AstraZeneca è stato approvato per l’uso nell’UE il 29 gennaio scorso.

Precedenti politici

Sulla confusione di questi momenti grava ancora una volta l’inadeguatezza politica dei governanti inglesi, dal precedente governo della Primo Ministro, Theresa May, a quello attuale, Boris Johnson, il quale da quando è diventato Primo Ministro, ha detto che intende rinegoziare l’accordo sulla Brexit di May, principalmente per rimuovere il “backstop irlandese”.

Il primo grave errore è stato compiuto il 21 ottobre scorso allorché  il Regno Unito e l’UE hanno concordato un nuovo accordo privo di un’intesa sul backstop.

L’indecisione di entrambi nel sistemare la critica questione doganale e la fretta di realizzare la brexit, minaccia di rinnovare un conflitto secolare e sta mettendo a dura prova la pazienza degli irlandesi.

Precedenti storici

Come dato storico del quale gli irlandesi sono tuttora sensibilmente a conoscenza,  è necessario tener conto che il Parlamento irlandese controllato dai protestanti ottenne l’indipendenza legislativa dalla Gran Bretagna nel 1782, ma il tentativo di ribellione violenta nel 1798 fece sì che sia il parlamento britannico che quello irlandese approvassero gli Atti di Unione nel 1800. Ciò ha portato alla fusione dei loro parlamenti e alla creazione dell’attuale Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord.

 

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