Macedonia del Nord: un anno fa l’entrata nella NATO. Ora punta ad entrare nella UE. Il Paese investe risorse per la realizzazione di un’ampia area d’addestramento

Roma. Nel 2020, dopo circa 30 anni di annose trattative, la Macedonia del Nord è diventato il 30° Paese membro dell’Alleanza Atlantica.

Ed oggi, in occasione del primo anniversario, il ministro della Difesa Radmila Shekerinska, è stata invitata al NATO Defense College di Roma per una “lecture of opportunity” ai corsisti del Senior Course.

il ministro della Difesa della Macedonia del Nord, Radmila Shekerinska

Dopo i saluti di benvenuto da parte del comandante del College, il Generale Olivier Rittimann, il ministro ha rivolto un intenso discorso alla platea riunita, ricordando da principio come la partecipazione di ufficiali militari e civili provenienti dal suo Paese siano stati numerosi negli anni.

Il Generale Olivier Rittimann, Comandante del NATO Defense College

“E’ un grandissimo privilegio come ministro della Difesa di un Paese che ha beneficiato molto di questa Alleanza – ha detto – parlare qui davanti a voi, non solo in quanto centro di conoscenza e cooperazione militare, ma anche come istituzione in cui si sviluppa una cultura del pensiero critico, elemento cruciale di questi tempi”.

Il ministro Sherekinska ha poi condiviso con i presenti il percorso che il suo Paese ha affrontato per diventare un membro dell’Alleanza.

E’ stato, senza dubbio, un lungo e tortuoso processo durato 30 anni, ma risultato finalmente nel successo sperato, e da cui il ministro ha voluto condividere soprattutto le due lezioni più importanti: esercitare la giusta leadership e la capacità di cambiare.

La platea nel corso dell’intervento del ministro

“Abbiamo lottato tre decenni per diventare un Paese membro della NATO, è vero – ha proseguito -. Le nostre ambizioni nei confronti dell’Alleanza Atlantica sono nate all’inizio degli anni ’90 dal protrarsi delle guerre jugoslave e dall’impegno di questo nuovo Paese a pianificare, decidere e agire sulla base dei valori occidentali. Siamo stati estremamente pazienti, 30 anni sono un periodo lungo.”

L’evento del primo anniversario dell’adesione della Macedonia del Nord alla NATO è stato l’altro grande tema affrontato dal ministro, in carica dal 2017.

“In meno di 3 anni – ha ricordato – siamo riusciti a trasformare un Paese diviso, in guerra con i propri vicini e con se stesso. Uno Stato in cui il progresso non era nemmeno contemplato, dove i media erano controllati o spaventati. Siamo riusciti a trasformarlo in un Paese di cittadini liberi, che ha mostrato apertura verso i propri vicini confinanti, e che riesce a risolvere un problema dopo l’altro”.

La Macedonia del Nord si classifica tra gli Stati con il tasso più elevato di consenso alla membership della NATO.

La Macedonia del Nord intende entrare nella UE

Ora, questo Stato è molto concentrato sul prossimo obiettivo: arrivare alla membership nell’Unione Europea e ricominciare con i negoziati per l’adesione.

Per il ministro questa “è l’unica strada per uscire da uno status quo che è costato tanto alla nostra regione e continente”.

Skopje sta investendo molte risorse in un’ area di addestramento nella zona centrale del Paese che, secondo esperti statunitensi, è attualmente considerata la migliore area di addestramento sul continente europeo in termini di dimensione, sicurezza, capacità e gestione dei confine.

“Quest’area – ha spiegato la Sherekinska – rappresenta una grandissima risorsa, ma non pagherà se verrà considerata solo come risorsa per le Forze Armate macedoni, ed è per questo che desideriamo svilupparla come una risorsa NATO e stiamo procedendo in questa direzione”.

Il ministro lo definisce un investimento e una capacità che rafforzerà “il fianco Sud dell’Alleanza e contribuirà al beneficio di tutti i nostri alleati”.

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