Mali: una nuova missione per le nostre Forze Speciali europee in un’area a forte tensione

Di Fausto Vignola*

Bamako. Lo scorso 21 maggio il Governo italiano ha deliberato “l’autorizzazione e la proroga delle missioni internazionali 2020” stabilendo non solo il prolungamento di quelle già in atto ma definendo anche nuovi impegni nazionali all’estero.

I 5 capi di Stato del G5 Sahel

Il tutto è stato trasmesso alle Camere per la discussione e le conseguenti decisioni.

Con il documento vengono introdotte ben tre nuove missioni: una di terra (Sahel) e due aeronavali nel Golfo di Guinea e nelle acque prospicenti la Libia.

La missione in Sahel, denominata Task Force “Takuba”, presenta una configurazione particolare perché prevede la presenza di Forze Speciali europee attirando l’attenzione di osservatori e analisti.

La “Takuba” è stata illustrata dal Presidente francese Emmanuel Macron all’inizio di quest’anno nel corso del vertice di Pau, città del sud della Francia, sede della componente terrestre delle Forze Speciali d’oltralpe.

Macron incontra i militari impegnati in Mali

Erano presenti i Capi di Stato del Burkina Faso, Niger, Ciad, Mali e Mauritania, membri della Forza Multinazionale del G5 Sahel impegnata da tempo nell’area a fianco della missione francese  “Barkane”, oltre al  Segretario generale delle Nazioni Unite, il presidente della Commissione dell’Unione Africana e quello del Consiglio europeo.

Missione contro il terrorismo nel Sahel

Il summit ha evidenziato un importante momento di evoluzione per le attività di contrasto al terrorismo nel Sahel dove si registra un rapido deteriorarsi della situazione della sicurezza, l’aumento delle perdite per la coalizione ed anche del propagarsi di sentimenti antifrancesi fra la popolazione locale.

Il risultato più evidente è stata la creazione della “Coalizione per il Sahel” che, dal punto di vista operativo, prevede che  le due componenti militari francofone che operano da anni nell’area, le operazioni “Barkane” e “G5 Sahel”, si integrino sotto un Comando congiunto con lo scopo di migliorare la gestione delle risorse e dell’intelligence.

Concordata con il nostro Paese durante il vertice italo-francese di Napoli dello scorso febbraio e a seguito di una specifica richiesta del Presidente Macron, la Task Force Europea “Takuba” dovrebbe raggiungere la Capacità Operativa Iniziale nel corso dell’estate.

Emmanuel Macron e Giuseppe Conte

E’ dunque questo il momento in cui i contingenti dei Paesi aderenti dovrebbero prendere posizione nell’area di competenza e avviare le proprie attività in attesa della fine dell’anno quando è previsto il conseguimento della Piena Capacità Operativa.

In merito alle adesioni risulta importante evidenziare la posizione della Germania che, dopo qualche esitazione, ha definitivamente rinunciato a far parte del contingente. Al momento, sono sul terreno truppe francesi ed estoni mentre il Regno Unito si è impegnato a fornire sostegno per il trasporto aereo particolarmente di tipo sanitario.

Dovrebbero aggiungersi anche la Svezia, la Repubblica Ceca mentre l’Italia prevede di contribuire con 200 militari, 20 mezzi terrestri e 8 mezzi aerei.

Scopo della Task Force (TF) Europea “Takuba” è il contributo al contrasto della minaccia terroristica nel Sahel, regione dove, nonostante il dispiegamento di numerose missioni internazionali (solamente l’Italia è presente nell’area con una missione bilaterale in Niger, partecipa alla missione dell’MINUSMA dell’ONU, nonché a quelle dell’UE EUTM Mali, EUCAP Sahel Mali e EUCAP Sahel Niger) e un dispositivo francese di circa 4.500 uomini, la situazione rimane piuttosto fluida.

In questo quadro, la TF “Takuba”, principalmente composta da forze speciali europee, si dispiegherà nella così detta “regione dei tre confini“ (Liptako Gourma) ovvero la zona  di contatto delle frontiere del Mali, Niger e Burkina Faso dove  si stanno concentrando attacchi alle forze di sicurezza e alla popolazione civile provocando un alto numero di vittime.

Dal punto di vista operativo la Task Force avrà il compito di consigliare, assistere e accompagnare le Forze armate maliane, agendo in coordinamento con i partner del G5 Sahel, della MINUSMA e delle missioni EU EUTM Mali, EUCAP Mali, EUCAP Niger.

Importante notare che, per quanto riguarda l’attività di comando e controllo, la Task Force “Takuba” sarà posta sotto il comando dell’Operazione “Barkhane” – a guida francese – elemento di punta nella lotta contro i gruppi armati terroristi mentre la “Coalizione per il Sahel” fornirà il nuovo quadro politico, strategico e  operativo di riferimento.

Soldati francesi impiegati nel’Operazione Barkhane

Una volta sul terreno, sarà fondamentale che il nostro personale, di cui sono ben note la preparazione e l’esperienza sul campo, possa disporre di regole d’ingaggio utili a creare un efficace equilibrio fra gli interessi della missione e quello nazionale, ma sarà anche interessante osservare se e come si svilupperà il coordinamento con altre forze francesi d’élite già attive nell’area, quali la Task Force “Sabre” e il 2° Reggimento Paracadutisti della Legione Straniera.

Come accennato, la decisione definitiva per il dispiegamento della missione non è stata ancora presa.

Su di essa interverranno i nuovi e i rilevanti fatti recentemente accaduti nell’area, l’attentato a un gruppo di turisti francesi in Niger che ha provocato otto morti e il sollevamento dei militari in Mali contro il Presidente Ibrahim Boubacar Keita e il suo establishment, in atto nel momento in cui si scrive.

Un’immagine della situazione a Bamako, dopo il sollevamento militare di ieri

*Generale di Brigata Carabinieri (Ris)

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