Marina Militare: intervista al C.F. Davide Da Pozzo Comandante di Nave Alpino.

di Lia Pasqualina Stani

   Ultimata la Campagna in Nord America, la Fregata Europea Multi Missione (FREMM) della Marina Militare Alpino, tra pochi giorni rientrerà a Taranto nel suo attuale porto di assegnazione, alle dipendenze della Seconda Divisione Navale (COMDINAV DUE).

Nave Alpino, fregata missilistica, è la quinta unità della Classe Bergamini, costruita dopo il Virginio Fasan, il Carlo Margottini e il Carabiniere, specializzata nella lotta antisommergibile. Con la campagna oltreoceano, per due mesi in Nord America è stata ambasciatrice delle tradizioni, dei valori, della cultura, dello stile, delle capacità e della tecnologia della Nazione. Rappresenta un pezzo d’Italia che  si muoverà per il mondo.

Ponte di Volo di Nave Alpino

Nave Alpino come le altre Unità della Classe FREMM che l’hanno preceduta e la seguiranno, è nuova forza per la flotta, consentendo alla Marina Militare di assolvere ai propri compiti d’istituto, preservando una adeguata capacità marittima nazionale intesa come binomio flotta e cantieristica/industria nazionale.

Il settore della produzione navale della cantieristica della difesa in Italia realizza le navi in Liguria tra Riva Trigoso e La Spezia in modo tecnologicamente avanzato, ed è supportato dal completamento di apparati tecnici sviluppati dal comparto industriale difesa. Nave Alpino è stata costruita nello stabilimento Fincantieri di Riva Trigoso, dopo il varo del 13 dicembre 2014, è stata trasportata presso lo stabilimento del Muggiano a La Spezia per il completamento dell’allestimento e le prove di collaudo. La fregata considerata una delle più moderne navi della sua categoria, è stata commissionata nell’ambito dell’accordo di cooperazione internazionale italo francese con il coordinamento dell’Organizzazione congiunta per la cooperazione in materia di armamenti (Occar)che vede come “prime contractor” Orizzonte sistemi navali (Osm che per il 51 per cento è partecipata da Fincantieri ed il 49 per cento da Leonardo) e Dcns per la Francia. La nave è una delle più moderne della flotta della Marina Militare, frutto di una fortunata cooperazione che ha consentito la realizzazione di un prodotto apprezzato a livello internazionale. La Campagna di Nave Alpino in Nord America aveva una missione specifica dal punto di vista addestrativo, operativo e promozionale.

Arrivo a Baltimora

Sotto gli occhi attenti dei membri del Congresso USA e degli ufficiali della US Navy che hanno valutato anche le capacità dell’unità costruita da Fincantieri tra Riva Trigoso ed il Muggiano, la Campagna oltreoceano è stata condotta con perizia e determinazione da tutto l’equipaggio di Nave Alpino, al comando del Capitano di Fregata Davide Da Pozzo. Classe 1975, spezzino. Ha partecipato alle missioni Active Endeavour nel 2001 ed Enduring Freedom nel 2005. Già comandante di Nave Sentinella e capo reparto operazioni di Nave Scirocco, ha avuto esperienze internazionali come esperto in starategia marittima e relazioni con i Paesi Nato e UE. Dal 2016 è tornato a La Spezia come capo ufficio operazioni ed addestramento della Prima Divisione Navale. Attualmente è al comando di una delle FREMM che da La Spezia ha iniziato a navigare per rappresentare l’Italia e promuovere l’eccellenza tecnologica del Paese.

Report Difesa che seguirà Nave Alpino sino al rientro in sede, ha voluto conoscere da vicino il comandante di questa FREMM che in questi due mesi ha saputo coordinare il mezzo, ovvero la nave e il suo equipaggio costituito da professionisti preparati ed affidabili.

 

Quali erano gli obiettivi di nave Alpino ad inizio di questa Campagna in Nord America? Quanti e quali altri obiettivi sono stati raggiunti?

La campagna di Nave Alpino si poneva molteplici obiettivi di significativa importanza, i principali dei quali possono essere riassunti come segue:

–     contributo alla sicurezza marittima e supporto agli interessi marittimi nazionali attraverso la presenza e sorveglianza tridimensionale delle aree d’interesse e delle linee di comunicazione marittime, la deterrenza e il contrasto delle attività illecite, la raccolta di dati d’interesse operativo e informativo;

–     esercizio del tradizionale ruolo della diplomazia navale per consolidare le relazioni bilaterali con Paesi amici e condurre attività di cooperazione internazionale tese a rafforzare la conoscenza, la consapevolezza e il sostegno del pubblico nei confronti della Marina;

–     rafforzamento dei legami con le comunità italiane negli Stati Uniti d’America;

–     supporto al Sistema Italia, attraverso una presenza competitiva tesa a promuovere le eccellenze dell’industria nazionale, in particolare il comparto cantieristico impegnato nella gara per l’acquisizione, da parte della US Navy, di una nuova classe di fregate;

–     incremento dell’addestramento dell’Equipaggio andando a operare in contesti nuovi e altamente stimolanti e interagendo con le Marine dei Paesi visitati.

A questo si aggiunge una serie di traguardi raggiunti nel corso della campagna:

–     conferma delle elevate capacità della Nave in termini operativi, di piattaforma e di affidabilità nel portare a termine efficacemente prolungati periodi di dispiegamento fuori area;

–     consapevolezza di poter operare alla pari con la US Navy, mantenendo aree – come ad esempio la caccia antisommergibile o il controllo del traffico mercantile – di assoluta eccellenza;

–     ultimo ma non meno importante, la campagna ha rappresentato un’esperienza professionale, umana e culturale straordinaria per tutto l’Equipaggio, in particolare per gli elementi più giovani.

 

La campagna di Nave Alpino proietta l’immagine della Marina Militare, delle Forze Armate e del Sistema Paese in aree di non usuale gravitazione. Qual è la capacità operativa dell’Unità più apprezzata dalle delegazioni del Congresso degli Stati Uniti e dagli ufficiali della US Navy?

Nel suo complesso Nave Alpino rappresenta – per soluzioni costruttive, sistema di combattimento e di piattaforma – un salto generazionale che, a detta degli stessi americani, non ha nulla da invidiare alle più recenti e sofisticate costruzioni della US Navy e presenta anzi alcuni aspetti di assoluta eccellenza. La controparte è rimasta in particolare molto colpita dalla capacità dell’Unità di poter assolvere efficacemente svariati compiti e missioni operando per lunghi periodi senza particolare supporto e con un Equipaggio ridotto. In sintesi sono state quindi apprezzate le doti di flessibilità operativa, autonomia logistica, vivibilità e manutenibilità. Ovviamente un cenno dedicato merita l’attenzione dedicata alle capacità di lotta antisommergibile e alle ottime prestazioni rilevate durante attività reali di sorveglianza subacquea.

Quali risultati umani e professionali sono stati raggiunti dall’equipaggio di Nave Alpino? Quali potenzialità dell’equipaggio si sono rivelate vincenti in questi oltre due mesi di navigazione oltreoceano?

Questa attività prolungata fuorisede ha permesso ai singoli elementi di conoscersi meglio e rafforzare la capacità di operare sinergicamente come un unico organismo, ovvero un Equipaggio che ha contribuire con impegno e professionalità a proiettare un’immagine positiva del Paese e della Forza Armata. Questo risultato è stato raggiunto grazie alla disponibilità, alla voglia di fare bene e alla competenza di ogni Marinaio, alla capacità di interagire in modo professionale e efficace con tutti gli interlocutori, sia civili che militari. A questo vorrei aggiungere il nostro tradizionale senso dell’ospitalità e la capacità di lavorare senza far mai mancare un sorriso.

La campagna oltreoceano della FREMM è oramai conclusa. Ad oggi che bilancio si può fare? Quali risultati ha ottenuto l’unità?

Con un pizzico di orgoglio e poca modestia dico che Nave Alpino ha rappresentato al meglio l’Italia, il suo popolo, le sue tradizioni, le sue eccellenze e la sua Marina. Lo ha fatto grazie all’impegno quotidiano di un Equipaggio di professionisti – persone entusiaste che hanno garantito in ogni occasione il raggiungimento degli obiettivi prefissati – e grazie ad una magnifica Nave tecnologicamente all’avanguardia e perfettamente all’altezza delle migliori Unità di altri importanti Paesi.

Incontro con la U.S.S Constitution

Ci può descrivere le sensazioni provate durante l’incontro nella rada di Boston tra la U.S.S. Constitution – che rappresenta la tradizione e la storia della US Navy e più in generale degli USA – e la FREMM Alpino, gioiello tecnologico delle eccellenze italiane?

Per tutti noi è stato un grandissimo onore salutare in mare uno straordinario simbolo americano per tutto quello che questa splendida Nave rappresenta per la Marina e l’intera America. L’incontro con la USS Constitution nella rada di Boston ha sugellato un momento storico di grande importanza simbolica: da un lato la nave in grado di navigare più antica del mondo, dall’altra il nuovissimo gioiello della tecnologia italiana. Indubbiamente è stato un privilegio poter incrociare la USS Constitution, un ricordo che porteremo sempre con noi.

Cosa significa per il C.F. Davide Da Pozzo essere il Comandante di nave Alpino e quanto orgoglio c’è nel sapere di essere il primo Comandante a vivere questa particolare ed importante esperienza oltreoceano?

È difficile descrivere con semplici parole l’orgoglio e l’onore che provo nell’essere il Comandante di questa Nave e soprattutto di questo Equipaggio. La campagna negli USA è stata un’esperienza impegnativa ed entusiasmante, che si colloca all’interno di una storia della Nave più ampia, fatta di attività operative reali, addestramento, manutenzioni, azioni quotidiane piccole e grandi. Il successo di ciascuna di queste cose passa dall’impegno, dalla dedizione e dalle capacità di tutti gli uomini e donne che ho l’onore di avere sulla mia Nave. L’orgoglio per aver portato a termine questa campagna si unisce inevitabilmente alla gratitudine per l’eccellente operato dei miei marinai.

Tra alcuni giorni è previsto il rientro a Taranto. Quale “traccia” lascia questa esperienza al Comandante ed al “suo” equipaggio?

Siamo onorati di essere stati scelti per rappresentare l’Italia e la Marina in un contesto sfidante come questo. Rientriamo in Italia con la consapevolezza e l’orgoglio di aver mostrato l’eccellenza nazionale in un Paese così importante e suggestivo. L’equipaggio porterà per sempre con sé questa esperienza umana e professionale. Da parte mia non posso che confermare la soddisfazione, l’onore e l’orgoglio per essere il Comandante dell’Alpino.

Com’è stata l’accoglienza ricevuta dalle comunità italiane residenti all’estero?

Le comunità italiane hanno dimostrato immensa gioia nel poter visitare un pezzo d’Italia in America. In molti avevano seguito con grande interesse la notizia della campagna in Nord America di Nave Alpino, e numerosissimi sono giunti a bordo dimostrando sempre grande ospitalità e voglia di far conoscere all’Equipaggio la città in cui eravamo giunti.

È stata un’esperienza emozionante. Qualcuno ha donato libri, tutti hanno manifestato la massima ospitalità, in particolare i vecchi marinai in congedo. Per tutti l’Alpino ha rappresentato idealmente e materialmente un pezzo della nostra Italia. Ho visto persone con gli occhi lucidi nel vedere sventolare la Bandiera, è stato bello ed emozionante.

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