Marina Militare. Scuola Comando Navale di Augusta. Parlano due allievi comandanti: “Essere un ufficiale è una vocazione e non un lavoro”

Di Salvatore Pappalardo

Augusta (Siracusa). Nostro servizio – Si è da poco conclusa la 283^  Scuola Comando Navale ad Augusta (Siracusa). I futuri comandanti delle Unità Navali si sono districati tra teoria e prove in mare con le unità presenti a COMFORPAT (Comando delle Forze da Pattugliamento per la Sorveglianza e la Difesa Costiera).

“Diventare un Ufficiale di Marina prevede un iter formativo-professionale molto articolato ed intenso. In particolare io sono un pilota di elicotteri – racconta a Report Difesa il Tenente di Vascello Leonardo Dicarlo – , attualmente destinato al IV Gruppo Elicotteri di Grottaglie (Taranto) ed abilitato all’impiego di elicotteri SH90″.

Subito dopo il conseguimento della laurea nell’Accademia navale di Livorno, ha frequentato le scuole di volo della US Navy negli Stati Uniti, in particolare presso la Base Aerea di Pensacola in Florida e quella di Corpus Christi in Texas. Conseguiti i brevetti di pilotaggio, al rientro dagli Stati Uniti, è stato destinato al V Gruppo Elicotteri di Sarzana, dove ha iniziato a volare sul SH90, conseguendo la prima abilitazione che mi ha consentito di imbarcare come pilota operativo sulle navi della Squadra Navale.

“E così – prosegue nel suo racconto il Tenente di Vascello Leonardo Dicarlo – ho partecipato alle varie missioni in cui opera la Marina: Mare Sicuro, Sea  Guardian, Atalanta, navigando  in Mediterraneo, Mar Nero ed Oceano Indiano.  In qualità di pilota, ho partecipato ad innumerevoli missioni in volo, tra cui quelle di ricerca e soccorso in mare, di salvataggio di naufraghi, di evacuazioni mediche da unità navali anche civili di personale ferito o in gravi condizioni di salute, pattugliamenti, contrasto alla pirateria e caccia ai sommergibili”.

Dal 2016 l’ufficiale è stato assegnato al IV Gruppo Elicotteri di Grottaglie, dove ha conseguito la qualifica “Combat Ready”, con la quale ha raggiunto il traguardo di volare come capo equipaggio, ovvero come comandante dell’elicottero. “Sono molto soddisfatto – sottolinea l’ufficiale – delle esperienze professionali che la Marina Militare mi ha consentito di vivere”.

Un momento delle lezioni  teoriche della Scuola Comando Navale

Come si immagina il suo prossimo periodo da comandante?, chiediamo. “Lo vedo come una nuova entusiasmante esperienza – risponde il Tenente di Vascello, Leonardo Dicarlo -. Essendo un ufficiale pilota della Marina, negli ultimi 8 anni ho sempre vissuto le navi nell’ottica professionale del volo, praticamente come piattaforma di decollo e di appontaggio. Da quest’anno, sarò comandante di un’unità navale e, quindi, dovrò considerarla da ogni punto di vista: operativo e logistico. La dovrò studiare nei minimi dettagli e soprattutto dovrò conoscere e vivere con ogni membro dell’equipaggio. Con ognuno di loro le proprie qualità, professionalità e storia personale e familiare”.

“Nella mia esperienza in Forza Armata – conclude – ho avuto modo di capire che il personale. La gente che vive e lavora sulle navi, rappresenta il vero cuore pulsante della nostra realtà. Il mio anno di comando lo vedo come una sfida ed un impegno a saper condurre nel migliore dei modi il mio futuro equipaggio e la mia futura Unità. Sicuramente, lo immagino un periodo molto intenso ed impegnativo ma altrettanto ricco di soddisfazioni personali oltre che professionali”.

Oltre all’ufficiale pilota, Leonardo Dicarlo abbiamo avuto modo di conoscere la sua collega, il Tenente di Vascello Giulia Bonfà,

“Vivo questo periodo con tanto entusiasmo e profondo orgoglio – ci dice -. La Scuola di Comando Navale è quel momento che inizi ad immaginare dalla prima volta che ne senti parlare, già in Accademia Navale da allievo. Io e i miei colleghi siamo un gruppo affiatato e lavoriamo in sinergia. Siamo guidati in questo percorso da un team di istruttori che mette a nostra disposizione la propria esperienza e le proprie conoscenze professionali”.

“Ogni giorno – prosegue – ci alleniamo nell’arte della manovra su navi di diverse tipologie che hanno quindi differenti caratteristiche e peculiarità, nella gestione dell’equipaggio nelle varie fasi di approntamento e gestione delle attività marinaresche in condizioni meteorologiche diverse. Insomma, l’obiettivo di questa scuola è quello di darci la giusta preparazione di base per raggiungere quella confidenza e quella sicurezza necessarie ad affrontare il nostro futuro incarico di comandanti. Riassumerei questa esperienza con tre aggettivi: sinergia, resilienza, orgoglio”.

Manovre in mare

Cosa si sente di suggerire ai giovani che guardano ad un loro futuro come Ufficiale della Marina Militare?, domandiamo

“Essere un ufficiale di Marina non è un lavoro bensì una vocazione. È qualcosa che senti dentro; quando ho fatto questa scelta sentivo il desiderio di essere parte di questa Forza Armata, di condividere gli ideali di Patria, Onore, rispetto. Per citarne solo alcuni. Più che un suggerimento mi piacerebbe esortare i giovani ad amare il nostro Paese, l’Italia è circondata nella sua quasi totalità dal mare. E’ al centro del Mediterraneo e l’economia del nostro Paese è basata sul trasporto via mare, ne consegue che la garanzia di sicurezza via mare è fondamentale per il benessere dell’Italia”.

“Far parte della Marina Militare – evidenzia il Tenente di Vascello, Bonfà – è solo uno di quegli ingranaggi che rendono questo possibile. Se nel leggere queste mio parole un giovane sente un friccico, passatemi la parola dialettale, nel cuore, beh probabilmente la sua scelta, di diventare ufficiale di Marina, è quella giusta! L’importante è credere in sé stessi e passo dopo passo seguire la propria rotta verso l’obiettivo, mai arrendersi, gli ostacoli si superano e se qualcosa non va come noi ci aspettiamo è importante avere la capacità di reinventarsi, adattarsi ai cambiamenti e ricominciare, se il vostro sogno è essere un ufficiale di Marina, siate entusiasti, preparatevi e rincorrete questo sogno fino a raggiungerlo”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Autore