Marocco: scoperta in Marocco la più antica struttura difensiva del Nord Africa al di fuori della Valle del Nilo

RABAT (MAROCCO).  In Marocco, nuovi scavi condotti a Oued Beht, hanno portato alla luce un sistema di fossato e terrapieno risalente a 3.500 – 4.000 anni fa, ulteriormente fortificato in epoca medievale da un imponente muro in pietra.

Carta del Marocco con la posizione del sito di Oued Beht (Elaborazione: T. Wilkinson, Archivio OBAP)

La scoperta, frutto del lavoro di un’équipe internazionale alla quale partecipa anche il CNR, aggiunge un nuovo e importante tassello alla ricostruzione della storia profonda del Maghreb. I risultati sono pubblicati sulla rivista Libyan Studies.

A Oued Beht, nel Marocco nord-occidentale, un gruppo internazionale di archeologi di cui fa parte l’Istituto di scienze del patrimonio culturale del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR ISPC)  ha riportato alla luce il più antico sistema difensivo finora noto in Nord Africa, risalente a oltre 3.500 anni fa.

La scoperta aggiunge un nuovo tassello alla storia di uno dei più importanti insediamenti preistorici del Mediterraneo occidentale.

I risultati sono frutto della terza campagna di scavo dell’Oued Beht Archaeological Project (OBAP) e sono pubblicati sulla rivista Libyan Studies.

Con il CNR ISPC hanno realizzato lo studio l’Institut National des Sciences de l’Archéologie et du Patrimoine del Marocco, l’Università di Cambridge e l’ISMEO (Associazione Internazionale di Studi sul Mediterraneo e l’Oriente), sotto la direzione di Giulio Lucarini, Youssef Bokbot e Cyprian Broodbank.

“Il sito di Oued Beht ha attirato l’attenzione della comunità scientifica internazionale sin dal 2021 quando, su un crinale che domina l’omonimo corso d’acqua nella provincia di Khémisset, è venuto alla luce un insediamento esteso su circa dieci ettari, databile tra la metà del IV e gli inizi del III millennio a.C., dove viveva una fiorente comunità di agricoltori che intratteneva rapporti fin nella penisola iberica”, spiega Giulio Lucarini dell’Istituto di scienze del patrimonio culturale del CNR e dell’ISMEO.

L’area del sito di Oued Beht delimitata dalle strutture difensive, con il villaggio di Aït Siberne sullo sfondo (foto: A. Garcia-Molsosa e T. Wilkinson, Archivio OBAP)

La nuova campagna di scavi ha poi permesso di risolvere un enigma che durava da quasi un secolo. “Rimanevano da accertare l’epoca di costruzione e la funzione delle strutture difensive che delimitano un’ampia area quadrangolare nel settore meridionale del sito. Al di sotto della muratura visibile, sono stati individuati un ampio fossato e un terrapieno, realizzati tra l’inizio e la metà del II millennio a.C., circa 3.500 – 4.000 anni fa. Si tratta della più antica struttura difensiva finora individuata in Nord Africa al di fuori della Valle del Nilo: il sistema sbarrava l’estremità meridionale dell’insediamento, sfruttando la conformazione naturale del crinale e rendendone più agevole la difesa. Diciassette nuove datazioni al radiocarbonio hanno permesso di ricostruirne la sequenza costruttiva e di definirne con maggiore precisione la cronologia – prosegue il co-direttore del progetto e primo autore dello studio – Le comunità del II millennio a.C. del Maghreb nord-occidentale erano quindi in grado di concepire e realizzare grandi opere, su una scala finora non documentata”.

Le dimensioni del complesso testimoniano una notevole capacità di pianificazione e organizzazione del lavoro, riflettendo una società articolata capace di strutturare lo spazio insediativo secondo precise esigenze e strategie. Nel corso del tempo, infatti, il nucleo dell’abitato venne spostato dall’area

Sezione del terrapieno e del fossato di Oued Beht (disegno: A. Brucato, L. Farr, M. Radi, Archivio OBAP)

“Nello stesso periodo, anche al di là del Mediterraneo, nella penisola iberica meridionale, le comunità El Argar si organizzavano in insediamenti fortificati, sviluppavano attività metallurgiche e andavano incontro a forme sempre più complesse di organizzazione sociale –  conclude Lucarini -. L’imponente muro in pietra di epoca medievale che sovrasta il terrapieno e la scoperta di un cimitero dello stesso periodo documentano una successiva frequentazione del sito, gettando nuova luce sulla storia delle comunità rurali del Maghreb medievale”.

Il progetto si svolge in collaborazione con il Ministero della Gioventù, della Cultura e della Comunicazione del Marocco e con la comunità locale di Aït Siberne, Khémisset ed è finanziato dal CNR, dai Ministeri degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dell’Università e della Ricerca, dal McDonald Institute for Archaeological Research e dall’Università di Cambridge.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna in alto