Di Chiara Cavalieri
ANKARA. Il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ha recentemente evidenziato l’importanza dell’integrità territoriale della Siria, avvertendo gli Stati Uniti riguardo ai rischi associati al sostegno ai gruppi terroristici presenti nella regione.
Questa dichiarazione è emersa durante un incontro a porte chiuse con i rappresentanti dell’AKP, il Partito di governo turco, provenienti dalle regioni dell’Egeo e del Mediterraneo.
Fidan ha ribadito che la Turchia non tollererà la creazione di alcuno Stato terrorista nell’area, sottolineando l’impegno di Ankara nel mantenere la stabilità e la sicurezza in Siria.
A tal proposito, ha espresso preoccupazione per il supporto statunitense a organizzazioni considerate terroristiche, paragonando tale assistenza a una “maschera di ossigeno” per i gruppi armati.
Secondo Fidan, senza il supporto degli USA , questi gruppi non sarebbero in grado di sopravvivere.
Le sue affermazioni giungono in un momento critico, con l’escalation della violenza ad Aleppo che ha sollevato timori in Turchia per un possibile aumento dei flussi di rifugiati.

Il Comando Generale dell’Esercito siriano ha annunciato che le fazioni armate hanno preso il controllo di gran parte dei quartieri della città di Aleppo.

Inoltre, si registrano significativi casi di sfollamento nella stessa Aleppo, con molti residenti che si stanno dirigendo verso l’area di Al-Safira, a Sud della città, a causa dell’intensificarsi delle operazioni militari.
Fonti locali hanno confermato lo sfollamento di tutti i residenti delle città di Nubl e Al-Zahraa, situate a Nord di Aleppo, mentre le Forze Democratiche Siriane (SDF) si stanno schierando nelle due città.
Infine, il quotidiano Al-Watan ha riportato che aerei da guerra congiunti siriani e russi hanno condotto raid su vari obiettivi terroristici nella regione, segnalando un’intensificazione delle operazioni militari contro le fazioni armate, che controllano attualmente anche la città di Maarat al-Numan e l’aeroporto di Abu al-Duhur, situati a Sud-Est di Idlib.
Il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ha avuto recentemente colloqui telefonici con il suo omologo russo, Sergei Lavrov, in cui si è discusso approfonditamente della situazione attuale in Siria e degli accordi di Astana.

Questo dialogo, come reso noto dal Ministero degli Esteri turco in un comunicato ufficiale, si inserisce nel contesto delle continue tensioni e conflitti che caratterizzano il Paese medio orientale.
Gli accordi di Astana, avviati nel 2017 e promossi dai Paesi garanti quali Russia, Turchia e Iran, mirano a trovare una soluzione pacifica alla crisi politica in Siria. Tuttavia, la situazione sul campo rimane complessa e instabile.
Recentemente, l’Esercito siriano ha denunciato attacchi significativi da parte di organizzazioni terroristiche armate, in particolare nella regione meridionale di Aleppo e Idlib.
I cosiddetti liberatori di Aleppo sono jihadisti vicini ad al Qaeda che per il solo fatto di osteggiare gli elementi curdi (sostenuti dagli americani) vengono supportati dai turchi.
Ricapitolando: Assad ha un Esercito poco efficiente ma gode dell’appoggio dei russi che non vogliono perdersi la loro unica base navale sul Mediterraneo, e da Iran (sciiti come Assad anche se ma la maggioranza dei siriani è sunnita).

Da questo complicato mosaico, che include il problema colossale di oltre 4 milioni di rifugiati siriani in Turchia, non si esce, e la cosa teoricamente migliore sarebbe un accordo Erdogan-Assad che rassicurasse i Turchi sulla fascia di sicurezza lungo tutto il confine in funzione anti curda . Ma i due sono reciprocamente sospettosi e ne hanno il motivo .
Secondo quanto riportato, le Forze militari siriane hanno affrontato attacchi su più fronti, orchestrati da gruppi come il Fronte Al-Nusra, sostenuti da un numero considerevole di terroristi stranieri e dotati di arsenali pesanti, inclusi droni.

L’Esercito ha confermato che le battaglie si sono intensificate, con pesanti perdite tra le proprie fila. Per far fronte alla situazione, le Forze armate hanno avviato un’operazione di ridistribuzione per rafforzare le linee di difesa e proteggere sia i civili che i soldati, preparando nel contempo un eventuale contrattacco.
In aggiunta, si segnalano ingenti casi di sfollamento di Aleppo, dove molti residenti stanno cercando di fuggire verso aree più sicure. In particolare, le città di Nubl e Al-Zahraa, situate a Nord, sono state evacuate a causa della crescente presenza di militanti.
Al contempo, le Forze Democratiche siriane (SDF) hanno esteso il loro controllo su alcune aree strategiche.
Infine, è importante sottolineare che gli aerei da guerra congiunti siro-russi hanno condotto raid aerei contro obiettivi terroristici nei pressi di Jisr al-Shughur, contribuendo così a intensificare le operazioni militari nella regione.
Recenti rivelazioni di un esperto militare, noto sulla piattaforma “X” con il nome di Calibre Obscura, offrono un’importante panoramica delle tattiche e delle armi impiegate dalle fazioni dell’opposizione armata siriana durante l’attacco alla città di Aleppo.
Queste informazioni suggeriscono un’evoluzione significativa nelle strategie militari adottate dai ribelli, che sembrano aver integrato metodi di guerra moderni, simili a quelli utilizzati dalle forze occidentali.
Secondo Calibre Obscura, le fazioni armate stanno aumentando l’uso di droni per il comando, il controllo e la sorveglianza in prima linea.
Questo approccio consente loro di eludere le capacità delle forze del regime siriano, migliorando notevolmente l’efficacia delle loro operazioni. I piccoli droni suicidi, in particolare, vengono utilizzati per interrompere i contrattacchi delle forze governative, inclusa la 25^ Divisione d’élite.
L’esperto militare ha anche sottolineato come le forze di opposizione gestiscano unità d’élite che svolgono ruoli cruciali di sorveglianza e ricognizione, spesso operando in sinergia con squadre di droni.
Queste unità non solo indirizzano attacchi di artiglieria, ma utilizzano anche dispositivi di visione notturna termica, migliorando le operazioni notturne e la raccolta di informazioni.
Calibre Obscura ha evidenziato l’uso di armi pesanti da parte delle forze di opposizione, tra cui razzi e proiettili di mortaio con un diametro che varia tra 110 e 240 mm.
Questi armamenti sono impiegati nelle operazioni di fuoco indiretto e, sebbene l’artiglieria pesante tradizionale rimanga limitata, l’uso dinamico delle risorse disponibili ha permesso di compensare tali mancanze.
Inoltre, sebbene il numero di carri armati sia ridotto, questi giocano un ruolo tattico significativo in determinati scenari.
Un aspetto chiave delle operazioni delle forze ribelli è la loro capacità di operare sotto un comando unificato, simile alle dottrine militari occidentali.
Calibre Obscura ha evidenziato la presenza di Centri di Comando centrali collegati in rete, che consentono operazioni coordinate e strategiche. Questa struttura organizzativa è paragonabile a quella delle Forze ucraine, e permette una gestione sistematica della defezione e della resa.
Inoltre, i notevoli miglioramenti nella sicurezza delle informazioni operative hanno contribuito a prevenire fughe di notizie, garantendo il successo in missioni sensibili.
Una sofisticata strategia di comunicazione integra gli sforzi militari, contribuendo a costruire una narrativa efficace della campagna.
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