Myamar: Il colpo di Stato ha deteriorato il quadro economico ed i diritti umani. L’opinione pubblica e internazionale reagisce

Di Pierpaolo Piras

Naypyidaw. L’immagine è di quelle iconiche. Che raccontano di un’epoca , di un luogo e di persone.

Il Myanmar torna al centro della Geopolitica dell’Asia

E sta facendo il giro del globo attraverso le testate giornalistiche delle nazioni libere e democratiche.

La foto evidenzia la figura minuta di una piccola monaca di religione cattolica, Nu Ann RozTawng, ricca solo di fede religiosa, di grande speranza e di un indomito coraggio: ciò che gli occorreva per andare incontro, totalmente disarmata, e cercare di fermare un munitissimo schieramento di militari in assetto antisommossa, pronto a far fuoco verso i manifestanti inermi.

Ciò che poi avvenne comunque.

Un’immagine iconica che ha ricordato immediatamente la protesta (tra il 14 aprile e 4 giugno del 1989) di un giovane cinese, anch’egli totalmente disarmato, in Piazza Tienanmen, a Pechino, capitale della Cina.

La protesta (tra il 14 aprile e 4 giugno del 1989) di un giovane cinese, a Piazza Tienanmen

La figura quest’ultimo appare in posizione eretta che impedisce col suo corpo il procedere di una colonna di possenti carri armati, tutti intenti a soffocare nel sangue l’anelito di libertà richiesto dai manifestanti nei confronti del governo dispotico cinese.

L’episodio attuale è avvenuto il 28 febbraio scorso nella città di Myitkyina dello Stato della Repubblica dell’Unione del Myanmar (o Birmania).

Una suora si inchina davanti alla Polizia birmana

Situata geograficamente a Nord, Myitkyina, circa 150 mila abitanti, oltre che capoluogo della regione birmana del Kachin, è un importante centro commerciale e di transito, autostradale e ferroviario, delle merci da e verso il vicino confine con la Repubblica Popolare Cinese.

I disordini stanno attanagliando il Myanmar, con i manifestanti finiti in piazza per sfidare il potentato dei militari.

Lo stesso che dopo aver violato il governo democratico nel colpo di Stato del 1° febbraio scorso, hanno espulso dal potere e arrestato la leader civile legittimamente eletta, Aung San Suu Kyi.

Dopo l’occupazione militare delle istituzioni statali, l’Esercito ha consegnato il potere nelle mani del suo capo, il Maggiore Generale Min Aung Hlaing, considerato estremamente violento già in occasione degli eccessi praticati nella sanguinosa repressione del popolo Rohingya.

Il Maggiore Generale Min Aung Hlaing, comandante dell’Esercito birmano

L’escalation delle violenze è cresciuta in tutte le città più importanti della Birmania mentre è aumentata la pressione internazionale sulla giunta militare.

Come si sono svolti gli ultimi eventi politici?

Il partito di Suu Kyi Suu Kyi ha guidato il ritorno al governo non più dei militari ma di civili liberamente eletti, riportando una schiacciante vittoria elettorale, inizialmente nel 2015 e successivamente con un margine di voti ancora maggiore nel 2020.

Aung San Suu Kyi

Grazie a questa larga affermazione politica, il governo di Suu Kyi avrebbe poi esercitato il potere esecutivo per un secondo mandato quinquennale a partire dal mese scorso.

Il colpo di Stato ha invertito anni di lenti ma sicuri progressi verso una democrazia più compiuta ed un maggiore benessere economico in una nazione che nei cinque decenni aveva languito sotto il rigoroso governo militare: il Myanmar lo ha pagato con l’isolamento internazionale e rilevanti sanzioni economiche.

Qual è l’importanza geostrategica del Myanmar ?

La crisi politica del Myanmar continua a causare incertezza.

Questo Stato svolge un ruolo vitale promuovendo la pace e la sicurezza nella vasta area dell’India nord-orientale con ovvie ricadute positive sull’ economia in tutta l’area intorno a sé, India nord-orientale e Bangladesh.

Ha un confine lungo 1.640 chilometri on Stati chiave del nord-est del continente indiano e del Golfo del Bengala come Mizoram, Manipur, Nagaland e Arunachal Pradesh.

Garantisce la sicurezza nel nord-est dell’India e del Bangladesh, affrontando fenomeni criminali come la fornitura di armi ai movimenti insurrezionalisti, contrastando la strisciante invasione cinese nel nord-est e prevenendo il traffico di droghe  lungo il confine con la Cina.

La Birmania è uno dei maggiori produttori mondiali di morfina ed eroina pura.

Il suo ruolo è importante in quanto è la porta d’accesso dei Paesi dell’ASEAN (Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico) un’organizzazione politica, economica e culturale delle nazioni situate nel Sud-est asiatico.

L’ASEAN è nata nel 1967 come strumento di promozione della cooperazione, l’assistenza ed il progresso economico delle nazioni di quell’area.

Lunga la costa con il Golfo del Bengala, il Myanmar incrementa la forniture di beni e servizi tramite con l’utilizzo (in crescita) del porto di Sittwe, creando proficui collegamenti marittimi (petrolio e gas naturale) con i porti indiani.

Il Kaladan Road Project

Non meno geopoliticamente preziosa è la realizzazione della grande opera denominata  “Kaladan Road Project” , un progetto da 484 milioni di dollari che collegherà via mare il porto orientale indiano di Calcutta con il porto birmano di Sittwe nello Stato di Rakhine.

Il “Kaladan Road Project” è un progetto da 484 milioni di dollari

In Myanmar, il progetto collegherà successivamente il porto di Sittwe alla città di Paletwa nello stato di Chin attraverso la rotta sul fiume Kaladan, e poi da Paletwa su autostrada camionabile per lo stato di Mizoram nel nord-est dell’India.

Il territorio è perennemente funestato dal conflitto locale con la popolazione minoritaria e mussulmana del popolo Rohingya e con i movimenti militanti come l’Eesercito di salvezza Arakan.  Tra questi ultimi l’ARSA, creato dal pakistano Lashkar-e-Toiba, che ha legami con Jamaat-ul-Mujahideen in Bangladesh e i mujahedidi indiani in India.

Le reazioni internazionali

La destabilizzazione creata dal colpo di Stato ha suscitato vaste reazioni nella  comunità internazionale

Negli Stati Uniti, secondo la migliore tradizione dei Democratici, l’amministrazione di Joe Biden, Presidente degli USA, ha elevato i diritti umani come priorità anche in politica estera. In questo frangente ha avanzato esplicitamente il rischio di emanare provvedimenti penalizzanti la gerarchia militare del Myanmar con sanzioni non specificate.

António Guterres, Segretario generale delle Nazioni Unite, ha affermato che gli sviluppi del colpo di Stato “rappresentano un duro colpo per le riforme democratiche in Myanmar”.

Il segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres

Il primo ministro britannico Boris Johnson ha scritto su Twitter che “il voto del popolo deve essere rispettato e i leader civili rilasciati”.

Il premier britannico Boris Johnson

La Cina, uno dei maggiori investitori del Paese, ha risposto con misurata prudenza:  storicamente intrattiene relazioni politiche ed economiche del tutto cordiali sia con la signora Aung San Suu Kyi che con la gerarchia militare che oggi la tiene sotto custodia, privata della libertà.

Il Myanmar è stata la prima tappa di un tour regionale di “buona volontà” a gennaio  da parte del ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, che si è impegnato a fornire vaccini gratuiti per il coronavirus di produzione cinese.

La Birmania è un Paese multilingue e multietnico tra i più poveri al mondo, popolato da 54.645.000 abitanti, superficie di 676.577 chilometri quadrati, in gran parte rappresentato da foreste tropicali.

La maggioranza dei cittadini è di fede buddista mentre i cattolici sono il 4%.

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