NATO SFA COE: un seminario su fattore religioso e sicurezza

Roma. Nelle giornate del 5 e del 6 maggio si è tenuto, presso la Casa Dell’Aviatore dello Stato Maggiore Aeronautica, un seminario volto ad analizzare il ruolo che il fattore religioso può svolgere nella gestione delle crisi, nella risoluzione dei conflitti, nella costruzione della pace e nei processi di stabilizzazione post-conflitto, con particolare attenzione all’area d’interesse strategico del Mediterraneo Allargato e al Medio Oriente.

Durante l’evento, organizzato su sessioni plenarie, autorevoli relatori provenienti da Libano, Iraq, Giordania, Marocco e Tunisia, invitati dal RSC, hanno animato il dibattito insieme a rappresentanti di importanti centri di ricerca e università (da Finlandia, Francia, Italia, Somalia, Stati Uniti), del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso (PCDI), e della NATO (Shape, NATO Strategic Direction-South Hub), invitati dal Direttore del Centro, Col. Massimo Di Pietro, per identificare, con i coordinatori scientifici, il Presidente del RSC, dott. Emiliano Stornelli, e la dott.ssa Sihem Djebbi, un insieme di elementi funzionali alla corretta applicazione della SFA in aree di crisi.

Alcuni degli ospiti invitati all’evento

In particolare, l’iniziativa ha inteso sottolineare come iniziative di dialogo interreligioso e il ruolo dei leader religiosi possano rappresentare in situazioni di conflittualità, un fattore abilitante per uscire dalla contesa radicale, dalla violenza e dall’estremismo e per costruire situazioni di comprensione reciproca, tolleranza e coesistenza pacifica.

Pertanto, come anche ribadito dalle autorità militari convenute, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, Presidente del Centro Studi Esercito, già Capo di Stato Maggiore dell’Esercito e il Generale di Divisione Stefano del Col, già Comandante di UNIFIL, risulta fondamentale promuovere la collaborazione tra militari e civili e considerare la dimensione positiva della religione anche nel campo sociale e politico, per incoraggiare il dialogo e la creazione di un rapporto di fiducia tra i leader religiosi basato sul mutuo rispetto.

Un momento del semonario

Alla conclusione dei tre panels (riguardanti la specificità del dialogo interreligioso nella risoluzione dei conflitti e nella costruzione di una pace duratura; i fenomeni della radicalizzazione e dell’estremismo violento; gli ammaestramenti per promuovere la riconciliazione e la convivenza pacifica) è seguita una costruttiva riflessione degli accademici e degli esperti rivolta a fornire importanti spunti per lo sviluppo concettuale e dottrinale del NATO SFA COE nell’analisi dei cosiddetti drivers di instabilità.

Il seminario può considerarsi una pietra miliare per iniziare a considerare quello religioso come ulteriore fattore facilitatore dei processi di stabilizzazione e consolidamento delle Istituzioni nelle aree di crisi, al pari di altri fattori abilitanti che la NATO enuclea tra i cosiddetti Cross-Cutting Topics.

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