Cina: aerei caccia di Pechino all’indonesia. Il gioco strategico di Giacarta tra J-10 e Rafale. Domani arriverà il Presidente francese Emmanuel Macron

Di Giuseppe Gagliano*

GIACARTA. L’Indonesia, il gigante del Sud-Est asiatico, si trova al centro di una partita geopolitica ad alta tensione, dove il rafforzamento delle sue Forze Armate si intreccia con le ambizioni globali di Cina, Francia e Stati Uniti.

Secondo indiscrezioni riportate, oggi,  l’Aeronautica Militare indonesiana avrebbe dato un consenso preliminare per l’acquisto di 42 caccia J-10C di fabbricazione cinese, prodotti dalla Chengdu Aircraft Industry Group.

Un velivolo J-10C cinese

 

Se confermato, questo contratto segnerebbe un punto di svolta: i J-10C cinesi volerebbero fianco a fianco con i 42 Rafale francesi, già ordinati da Giacarta nel 2022 e in fase di consegna.

Questo sviluppo, che coincide con l’imminente visita del Presidente francese Emmanuel Macron in Indonesia, rivela le complesse dinamiche di un Paese che cerca di bilanciare interessi strategici, economici e militari in un’area dominata da crescenti tensioni, soprattutto con la Cina, nel Mar Cinese Meridionale.

Un doppio binario militare: J-10C e Rafale

Rafale in volo

L’Indonesia, con il suo arcipelago di oltre 17 mila isole e una posizione strategica al crocevia dell’Indo-Pacifico, sta investendo massicciamente nella modernizzazione delle sue Forze Armate.

Negli ultimi anni, il Paese ha diversificato le sue fonti di armamenti, cercando di ridurre la dipendenza da fornitori tradizionali come Stati Uniti e Russia.

L’acquisto di 42 Rafale francesi, iniziato con un contratto firmato nel febbraio 2022, è parte di questa strategia.

I primi 6 velivoli sono stati consegnati nel settembre 2022, seguiti da altri 18 nell’agosto 2023, con la tranche finale di 18 prevista per il 2026.

Questi caccia multiruolo, prodotti da Dassault Aviation, sono stati scelti per sostituire i vecchi F-5, F-16 e Sukhoi Su-27/Su-30, offrendo capacità avanzate come il missile SCALP a lungo raggio e il radar AESA RBE2, ideali per operazioni aeree e marittime.

L’ipotetico acquisto dei J-10C cinesi, tuttavia, rappresenta una mossa audace. Il J-10C, un caccia di generazione 4.5, è dotato di un radar AESA KLJ-10A e del missile aria-aria PL-15E, con una gittata di circa 145 km nella versione da esportazione.

La sua recente performance nei cieli del Kashmir, dove il Pakistan ha rivendicato l’abbattimento di tre Rafale indiani il 7 maggio scorso, ha attirato l’attenzione internazionale.

Un Rafale dell’Aeronautica indiana

 

Questo episodio, sebbene l’India abbia negato le perdite, ha messo in discussione l’efficacia dei Rafale contro i sistemi cinesi, alimentando dibattiti a Giacarta sull’opportunità di integrare i J-10C nella flotta indonesiana. Se il contratto con la Cina sarà finalizzato, l’Indonesia diventerebbe il secondo Paese, dopo il Pakistan, a operare il J-10C, rafforzando la presenza di Pechino nel mercato globale degli armamenti.

Le motivazioni strategiche di Giacarta

La decisione di valutare i J-10C non è solo tecnica, ma profondamente politica.

L’Indonesia si trova in una posizione delicata: da un lato, cerca di contrastare le crescenti assertività cinesi nel Mar Cinese Meridionale, in particolare intorno alle Isole Natuna, dove si sono registrate tensioni sui diritti di pesca.

Dall’altro, non può ignorare l’importanza economica della Cina, suo principale partner commerciale e investitore nella Belt and Road Initiative.

L’acquisto di J-10C potrebbe essere un gesto di equilibrio diplomatico, un modo per mantenere buoni rapporti con Pechino senza alienare gli alleati occidentali, come Stati Uniti e Francia, che partecipano a esercitazioni congiunte come la Super Garuda Shield.

Inoltre, il costo gioca un ruolo cruciale.

Un J-10C, con un prezzo stimato di circa 78 milioni di dollari, è significativamente più economico di un Rafale, che costa circa 244 milioni di dollari per unità.

Questo aspetto ha generato discussioni tra l’opinione pubblica indonesiana, con molti utenti sui social media che mettono in dubbio l’investimento nei Rafale dopo la loro presunta sconfitta in Kashmir.

Alcuni a Giacarta spingono per una flotta mista, che combini l’avanzata tecnologia francese con l’economicità e la comprovata efficacia dei sistemi cinesi, creando una forza aerea versatile e meno dipendente da un singolo fornitore.

La visita di Macron: un’occasione cruciale

La visita di Emmanuel Macron a Giacarta, prevista per domani, avviene in un momento di grande fermento.

Il Presidente francese Emmanuel Macron

 

La Francia ha investito molto nella partnership con l’Indonesia, non solo con i Rafale, ma anche con la vendita di due sottomarini Scorpene al Naval Group francese nel 2024. Macron, che ha fatto della promozione dell’industria della Difesa francese un pilastro della sua politica estera, cercherà probabilmente di rassicurare il Presidente indonesiano Prabowo Subianto sull’affidabilità dei Rafale, specialmente dopo le critiche emerse a seguito degli scontri India-Pakistan.

La Francia potrebbe offrire ulteriori incentivi, come supporto logistico o addestramento avanzato, per consolidare il contratto esistente e scongiurare un’eventuale sospensione dell’ordine dei Rafale, come paventato da alcune fonti.

Tuttavia, la presenza dei J-10C nell’agenda di Giacarta rappresenta una sfida per Parigi.

La Cina, attraverso la Chengdu Aircraft Corporation, sta sfruttando il successo del J-10C per espandere la sua influenza in Asia e oltre, con paesi come l’Egitto e l’Uzbekistan che mostrano interesse per il caccia.

La visita di Macron, quindi, non sarà solo un’occasione per rafforzare i legami bilaterali, ma anche un tentativo di contenere l’avanzata cinese nel mercato degli armamenti indonesiano.

Presidente Cestudec  (Centro Studi Strategici)

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