Niger: manifestazioni pro Russia in occasione dei festeggiamenti per i 63 anni dell’indipendenza dalla Francia. Il Senegal pronto a sostenere un intervento armato su ordine di ECOWAS

NIAMEY. Il Niger ha festeggiato il 63° anniversario dell’indipendenza dalla Francia avvenuta il 3 agosto 1963. E a Niamey sono state centinaia i manifestanti che hanno sostenuto i golpisti che lo scorso 26 luglio hanno preso il pitere, destituendo il Presidente in carica, Mohamed Barzoum.

Manifestazioni pro Russia in Niger

La folla ha raggiunto la centralissima Place de l’Indépendance sventolando bandiere russe. Come è accaduto, domenica scorsa, la manifestazione è stata coordinata e organizzata dal movimento M62 (nome completo: Union sacrée pour la sauvegarde de la souveraineté et de la dignité du peuple – Unione sacra per la salvaguardia della sovranità e la dignità del popolo).

Si tratta di una coalizione nazionalista che raccoglie una ventina di organizzazioni sindacali e della società civile.

Tra i manifestanti sono state notate persone che indossavano abiti con l’immagine del Generale Abdourahmane Tiani, Comandante della Guardia presidenziale ed ora a capo della giunta del Comitato nazionale per la salvaguardia della patria (CNSP) che ha deposto Bazoum.

La gente issaca cartelli con su scritto La Francia doit partir”  (La Francia deve andarsene)

La comunità internazionale, intanto, ha espresso grande preoccupazione per la presenza di jiadhisti nel Paese in cui si vive con 2 dollari al giorno, nonostante le enormi risorse naturali, come l’uranio.

Intanto, il leader del colpo di Stato Tiani, ha condannato le sanzioni imposte al Paese dalla Comunità degli Stati dell’Africa occidentale (ECOWAS), definendole “illegali, ingiuste e disumane”.

Il Generale Abdourahmane Tiani, Comandante della Guardia presidenziale ed ora a capo della giunta del Comitato nazionale per la salvaguardia della patria

In un discorso trasmesso in televisione, il Generale ha insistito sul fatto che i cittadini francesi non hanno nulla da temere.

Nel discorso alla TV ha detto che il suo governo non cederà nè alle pressioni regionali nè a quelle internazionali per rimettere al suo posto Mohamed Bazoum.

Ma l’ambasciatore nigerino in USA, Kiari Liman Tinguiri, ha preso posizione contro la giunta affermando che le sanzioni diplomatiche ed economiche imposte dai vicini del suo Paese, in seguito al colpo di Stato, stanno iniziando a dare i loro frutti.

Anche il Presidente americano, Joe Biden prende posizione sulla questione nigerina. “La difesa dei valori democratici fondamentali e la difesa dell’ordine costituzionale, della giustizia e del diritto di riunione pacifica sono essenziali per il partenariato tra il Niger e gli Stati Unit – ha detto -. Chiedo che il Presidente Bazoum e la sua famiglia vengano immediatamente rilasciati e che venga preservata la democrazia del Niger, duramente conquistata”.

Il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden

“La difesa dei valori democratici fondamentali e la difesa dell’ordine costituzionale, della giustizia e del diritto di riunione pacifica sono essenziali per il partenariato tra il Niger e gli Stati Uniti”, aggiunge Biden, “chiedo che il Presidente Bazoum e la sua famiglia vengano immediatamente rilasciati e che venga preservata la democrazia del Niger, duramente conquistata”.

“Le sanzioni hanno iniziato ad avere effetto a Niamey –  ha dichiarato Tinguiri in un’intervista rilasciata mercoledì a Bloomberg Tv -. La giunta militare, che ha lanciato questo tentativo di colpo di Stato, tornerà alla ragione e restituirà il potere per evitare inutili sofferenze al nostro popolo”.

In caso di intervento militare in Niger, deciso da ECOWAS, il Senegal invierà truppe. Lo ha detto il ministro degli Esteri senegalese, Aissata Tall Sale.

Il ministro degli Esteri senegalese, Aissata Tall Sale

Parlando ai giornalisti, la titolare della diplomazia del Paese africano ha citato gli impegni internazionali nei confronti dell’ECOWAS e il fatto che il golpe è stato “troppo e perciò i nostri soldati andranno lì”.

I soldati senegalesi potrebbero partecipare ad un’azione militare contro i golpisti del Niger

Intanto, secondo quanto riferito dall’ambasciatore francese in Niger, il Comandante della Forza Quds delle Guardie rivoluzionarie dell’Iran, Generale Ismail Qaani, era sul volo della Lybian Airlines numero 422 da Tripoli a Niamey, ieri sera.

Il Comandante della Forza Quds delle Guardie rivoluzionarie dell’Iran, Generale Ismail Qaani

Intanto, dopo 31 anni la Russia apre di nuovo una sua Ambasciata in Burkina Faso.

 

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