Polizia di Stato: operazione antidroga a Milano. In carcere 12 persone di nazionalità italiana e albanese. Smantellata la rete di spaccio all’interno dei “Palazzi” del quartiere Sant’Eusebio di Cinisello Balsamo

Milano. La Polizia di Stato ha eseguito, oggi, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP presso il Tribunale di Milano, su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale del capoluogo lombardo e della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) a carico di 12 persone, di nazionalità italiana e albanese.

Mezzi della Polizia di Stato in operazione

Sono ritenuti, alcuni, partecipi ad un’associazione per delinquere dedita alla gestione della piazza di spaccio all’interno dei “Palazzi” del quartiere Sant’Eusebio di Cinisello Balsamo (Milano) e, altri, al gruppo di fornitori che importavano cocaina dall’Olanda.

Nel corso dell’attività investigativa sono stati eseguiti, inoltre,  7 arresti in flagranza di reato, tra i quali quelli dei principali partecipi dell’organizzazione criminale italiana ed il sequestro di circa 10 chili di cocaina.

Smantellata una piazza di spaccio di cocaina molto grande a Milano

Nei confronti di due dei cittadini albanesi destinatari della misura cautelare, in quanto dimoranti in Albania, è stato emesso un provvedimento di autorizzazione alla diffusione internazionale delle ricerche.

Grazie alla collaborazione del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia e dell’Ufficio dell’Esperto per la Sicurezza a Tirana della Direzione Centrale della Polizia Criminale, il collaterale organo di Polizia Albanese (Dipartimento Polizia Criminale e Interpol Tirana) contestualmente all’esecuzione della misura cautelare in Italia, ha rintracciato i due albanesi nelle città di dimora ed ha provveduto a dare esecuzione all’arresto provvisorio in esecuzione della misura, in attesa dell’estradizione in Italia.

Contestualmente alla misura cautelare personale, sono state eseguite numerose perquisizioni delegate dall’Autorità Giudiziaria procedente sia a carico dei destinatari delle misure cautelari che a carico di persone legate a vario titolo agli stessi.

L’operazione di polizia giudiziaria, condotta dal personale della Sezione Antidroga della Squadra Mobile e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, è la prosecuzione di pregresse operazioni di polizia giudiziaria, coordinate sempre dalla DDA meneghina, conclusesi nel 2016 e nel 2017 con l’emissione di misure cautelari che hanno avuto ad oggetto l’organizzazione criminale capeggiata da Luca Guerra, considerato  egemone nella gestione della piazza di spaccio all’interno dei “Palazzi” di Cinisello Balsamo.

Fu arrestato il 1° aprile 2016 . Ma anche dal carcere ha continuato ad esercitare una notevole influenza.

La gestione della piazza di spaccio è passata poi nelle mani di Giuseppe Sanfilippo che, secondo quarto emerso dalle indagini, aveva  assunto totalmente la direzione delle attività illecite ed i rapporti con i fornitori, sino al suo arresto il 5 luglio 2016, per il tentato omicidio dell’albanese Marjan Prendi.

Successivamente la gestione della attività criminali è passata ad altri.

L’organizzazione criminale ha dimostrato, nel corso dell’indagine, di avere una struttura solida, organizzata per favorire il commercio di droga h 24 all’interno dell’agglomerato di case popolari, tra i cortili degli stabili ricompresi nel quadrilatero tra le vie Cilea, A. Da Giussano, Risorgimento e Giolitti, costituita da diversi soggetti “impiegati” in vere e proprie “turnazioni” per lo smercio, per il deposito dei proventi dello spaccio, per la custodia, il confezionamento della droga e con il ruolo di “vedette”, finalizzato a monitorare l’eventuale arrivo di persone sospette o di pattuglie delle Forze di Polizia.

I grandi introiti generati dallo spaccio nel quartiere, superiori ad almeno 10 mila euro giornalieri (intesa come plusvalenza derivante non solo dalla rivendita della droga, ma anche dalle spese accessorie quali il contributo ai pusher e le vedette) hanno determinato anche diversi attriti tra i vertici dell’organizzazione, sia per la redistribuzione dei compensi, sia per la suddivisone delle quote di potere non ritenute eque, che hanno portato nel tempo anche al verificarsi di alcune aggressioni a mano armata.

Le indagini hanno permesso di individuare un altro gruppo criminale, di etnia albanese, capeggiato da Ermal Uruci, come fornitore di droga degli italiani.

Oltre a diverse transazioni di droga concluse tra gli albanesi e gli italiani, il 13 novembre 2016 è stato effettuato un sequestro al valico del Monte Bianco di un carico di droga proveniente dall’Olanda,

Si trattava di 8.6 chili di cocaina, destinati alla piazza di Milano, con conseguente arresto del corriere albanese.

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