Prima Guerra mondiale: L’affondamento del transatlantico britannico RMS Lusitania (7 maggio 1915)

Di Paola Ducci*

DUBLINO. Il Mare d’Irlanda era calmo come raramente accade in primavera.

Dall’interno dell’U 20 la superficie appariva come una lastra di metallo liquido, interrotta solo dal ritmo regolare del periscopio.

In missione da giorni e con ordini chiari: colpire ogni nave britannica che potesse contribuire allo sforzo bellico del nemico.

l’RMS Lusitania arriva a New York per il suo viaggio inaugurale

Il blocco sottomarino non era una scelta, ma una necessità strategica.

La Royal Navy soffocava la Germania e la Germania rispondeva come poteva.

Fu nel primo pomeriggio che venne avvistata la sagoma del Lusitania. Non serviva consultare i manuali per riconoscerla: lunga, elegante, veloce. Apparentemente una innocua nave passeggeri ma forse anche un potenziale vettore di munizioni e materiali bellici.

Le autorità britanniche avevano già dimostrato di usare i civili come scudo e i tedeschi avevano avvertito gli americani: quelle acque erano zona di guerra.

La nave procedeva a velocità ridotta, come se ignorasse deliberatamente il pericolo. Era un comportamento inspiegabile. Forse contavano sulla loro fama, o sulla convinzione che un U Boot non avrebbe osato. Ma la guerra non concede privilegi.

L’U-Boot si immerse e fu ordinata la preparazione del tubo lanciasiluri.

La distanza era ideale: circa settecento metri. Un colpo solo sarebbe bastato. All’ordine di fuoco, l’U 20 tremò appena. Poi, il silenzio. Solo il rumore sordo dell’elica della nave nemica.

Un U Boat tedesco con l’equipaggio

Il siluro colpì il Lusitania sotto il ponte di comando. Un’esplosione netta, pulita. Ma subito dopo ne seguì un’altra, più violenta, interna. La nave si inclinò rapidamente.

La guerra aveva fatto il suo corso.

Il 7 maggio 1915, nel pieno della Prima Guerra mondiale, il transatlantico britannico RMS Lusitania venne affondato da un siluro lanciato dal sommergibile tedesco U20 al largo della costa irlandese.

L’episodio, che provocò la morte di 1.198 persone, divenne uno dei momenti più controversi della guerra sottomarina e contribuì a modificare profondamente il clima politico internazionale.

Il Lusitania, appartenente alla Cunard Line, era una delle navi passeggeri più grandi e veloci dell’epoca.

Un’immagine del RMS Lusitania

Partito da New York e diretto a Liverpool, trasportava quasi duemila persone tra passeggeri e membri dell’equipaggio.

Sebbene fosse formalmente una nave civile, il suo ruolo nella logistica britannica era ambiguo: trasportava anche materiali considerati di possibile uso militare, come munizioni leggere e componenti industriali.

Questo elemento, noto ai Servizi tedeschi, alimentò la percezione che il transatlantico potesse essere un obiettivo legittimo secondo le regole della guerra navale del tempo.

Parallelamente, la Germania aveva dichiarato il blocco navale sottomarino contro il Regno Unito, accusato di soffocare l’economia tedesca attraverso il controllo delle rotte commerciali. Gli U Boot erano autorizzati a colpire navi britanniche o sospettate di trasportare rifornimenti per lo sforzo bellico.

Le autorità tedesche avevano persino pubblicato avvisi sui giornali statunitensi, ricordando che le acque attorno alle isole britanniche erano considerate zona di guerra.

Nel primo pomeriggio del 7 maggio l’U 20 avvistò il Lusitania mentre procedeva lungo la costa meridionale dell’Irlanda.

La nave, forse per eccesso di fiducia o per ordini non aggiornati, non adottava manovre evasive e viaggiava a velocità ridotta.

Alle 14:10 circa il comandante del sommergibile ordinò il lancio di un siluro.

L’ordigno colpì il lato di dritta della nave, sotto il ponte di comando. Subito dopo si verificò una seconda esplosione interna, la cui natura è ancora oggetto di dibattito: potrebbe essere stata causata da munizioni, da vapori di carbone o da danni strutturali.

Il Lusitania affondò in 18 minuti, troppo rapidamente perché l’equipaggio potesse mettere in mare tutte le scialuppe. Le condizioni relativamente calme del mare non bastarono a evitare un elevato numero di vittime.

Le operazioni di soccorso, condotte da unità civili e militari irlandesi, recuperarono centinaia di superstiti ma non poterono impedire che l’evento assumesse proporzioni tragiche.

Le conseguenze politiche furono immediate.

Nel Regno Unito e negli Stati Uniti l’affondamento venne presentato come un atto di barbarie contro civili inermi.

La Germania, dal canto suo, difese la legittimità dell’azione sostenendo che la nave trasportasse materiali bellici e che fosse stata avvertita dei rischi. La verità, come spesso accade in tempo di guerra, si collocava in una zona grigia: il Lusitania era una nave passeggeri, ma non completamente estranea allo sforzo logistico britannico.

L’episodio non portò immediatamente gli Stati Uniti in guerra ma contribuì a erodere la neutralità dell’opinione pubblica e a rafforzare la percezione della Germania come potenza aggressiva. Due anni dopo, nel 1917, Washington avrebbe dichiarato guerra all’Impero tedesco e l’affondamento del Lusitania sarebbe stato ricordato come uno dei passaggi decisivi nel deterioramento dei rapporti.

L’evento è considerato un caso emblematico di “guerra totale”, in cui la distinzione tra obiettivi militari e civili è, soprattutto oggi, sempre più labile.

L’affondamento del Lusitania rimane un punto di svolta nella storia della guerra navale e un monito sulle conseguenze politiche e umane delle strategie di blocco e controblocco che caratterizzarono il conflitto.

*Editor per l’Ufficio Storico dello Stato Maggiore della Difesa

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