REGNO UNITO: WILLIAM TAYLOR L’EROICO TENENTE DELLA GUARDIA COSTIERA BRITANNICA CHE SALVÓ IL BRIGANTINO “LIDIA” E IL SUO EQUIPAGGIO (1865)

Di Gerardo Severino*

CORK (IRLANDA).  Il 17 maggio del 1866, Vittorio Emanuele II, da pochi anni Re d’Italia, nel corso di una speciale udienza concessa al ministro della Marina, conferì, fra le altre onorificenze, anche una Medaglia d’Argento al Valor di Marina all’allora Sotto Tenente della Guardia Costiera britannica William Taylor, comandante della Stazione di Roberts Cove [ 1].

Scene di vita marinaresca nel porto di Cork (metà Ottocento)

Si trattava di uno di villaggi più importanti della Contea di Cork, oggi gettonatissima e bellissima località della Repubblica d’Irlanda, ma che a quei tempi rappresentava un luogo estremo, ove erano frequenti naufragi e altre sciagure del mare, come quella che riguardò il brigantino a palo “Lidia”, del Compartimento Marittimo di Genova, per il cui salvataggio fu per l’appunto premiato l’ufficiale della Royal Navy al quale dedichiamo il presente articolo.

Da Genova alle Americhe passando per il Regno Unito. Storia del brigantino “Lidia

 Il “Lidia” (talvolta citato anche come “Lydia”) era un brigantino a palo (in realtà una goletta a tre alberi) appartenente alla flotta mercantile italiana, varato intorno alla metà dell’Ottocento ed appartenente al Compartimento Marittimo di Genova.

Agli inizi degli anni Sessanta lo troviamo affrontare le rotte transoceaniche, adibito sia al traporto di merci che di passeggeri, ragion per cui toccava anche alcuni porti del Nord Europa, Irlanda compresa.

Nel 1863, grazie ad una “Statistica” dei bastimenti partiti dal porto di Genova, apprendiamo, ad esempio, la notizia secondo la quale, il 30 aprile dello stesso ’63, al comando del Capitano Bernardo Guagnino, il “Lidia” era salpato alla volta di Lima, con a bordo 16 uomini d’equipaggio, 23 passeggeri in camera e 14 in corridoio. In quel frangente storico, la stazza del brigantino dichiarata è di 177 tonnellate[2].

Ebbene, il 29 dicembre del 1865, il brigantino “Lidia”, partito giorni prima dall’America, quasi certamente privo di passeggeri, era prossimo al porto di Cork, ove, molto probabilmente, avrebbe dovuto imbarcare delle merci destinate in Italia.

Il porto di Cork in una stampa di metà Ottocento

E fu proprio lungo quella costa, esattamente nei pressi di Roberts Cove, il tratto di costa già teatro di numerosi naufragi a causa dell’esposizione ai venti e alle fortissime correnti atlantiche,  che un violento fortunale spinse il natante italiano sui pericolosissimi scogli dei quali la zona è caratterizzata.

Avvertito evidentemente da qualche abitante della zona, il Luogotenente Taylor ordinò l’immediata uscita delle lance a remi delle quali la sua Stazione era dotata.

Sia lui che i marinai della locale Guardia Costiera, rischiando seriamente di essere capovolti dalla furia del mare, riuscirono a raggiungere in tempo il bastimento, prima che questi s’infrangesse sugli scogli. Grazie anche alla generosa marineria locale, oltre allo stesso brigantino, furono così tratti in salvo tutte e 16 le persone che facevano parte dell’equipaggio, compreso lo stesso coraggioso Capitano, Bernardo Guagnino, membro di una storica famiglia di Marittimi di Celle Ligure (Savona), il quale, appena tornato a Genova, relazionò immediatamente il Regio Ufficio di Porto, affinché si facesse promotore di una proposta di onorificenza in favore del Luogotenente Taylor.

Il brigantino “Lidia” prese il mare per altri anni ancora, almeno sino al 1870, epoca nella quale, quasi certamente affondò, assieme a tutto l’equipaggio.

Di tale importante bastimento se ne fa, infatti, cenno in un Annuario Marittimo del 1872, ove si legge: “Essendo partito nel settembre 1870 da Costantinopoli per l’Inghilterra, e non avendo da quell’epoca in poi altra notizia sulla sorte del naviglio, lo si ritiene affatto perduto con tutto l’equipaggio” [3].

Il Capitano Guagnino, nonostante la drammatica esperienza vissuta a migliaia di chilometri di distanza dalla sua amata Celle Ligure, evidentemente sbarcato dal “Lidia”, continuò ancora per molti anni ad affrontare i rischi del mestiere, capeggiando altri importanti bastimenti, con i quali avrebbe solcato i mari di mezzo mondo. Si spense nella sua stessa città di nascita il 12 settembre del 1913, ottantaseienne, salutato non solo dalla cittadinanza locale, ma anche dai tanti marittimi rimasti a vivere nella zona, alcuni dei quali protagonisti del comune naufragio subito in Irlanda quasi cinquant’anni prima.

 William Taylor, un eroico ufficiale dei Guarda Coste inglesi (1819 – 1891)

 L’eroico ufficiale protagonista del salvataggio del “Lidia”, William Taylor, nacque a Lowestoft, nella contea di Suffolk, agli inizi del 1819, figlio di James Taylor e di Susan Culley.

Fu battezzato il 7 febbraio, vivendo nel proprio villaggio sino in età giovanile, quando decise di arruolarsi nella Royal Navy, per poi essere destinato al glorioso Corpo della Guardia Costiera.

Questo era stato formato il 15 gennaio 1822, per conto del Tesoro, ufficialmente al fine di combattere il fiorente contrabbando, attraverso la fusione di tre precedenti servizi (il “Preventive Water Guard”, il “Riding Officers” e il “Revenue Cruisers”).

La medaglia d’argento al Valor di Marina

Nel 1831 l’Ammiragliato assunse il controllo della Guardia Costiera, potendola così utilizzare anche come riserva della Royal Navy [4].

Qui operò, come marinaio semplice, per vari anni, passando da una Stazione all’altra, sia in Inghilterra che, infine, in Irlanda.

Promosso “Chief Officer” (primo ufficiale) il 31 luglio del 1861, William Taylor fu destinato alla Stazione della Guardia Costiera di Roberts Cove, per l’appunto in Irlanda, ove prestò servizio sino al 1867, anno in cui assunse il comando della Stazione di Dunny Cove.

E fu proprio in quest’ultima località che l’uomo si sarebbe reso protagonista di altre decisive azioni filantropiche.

Il 7 febbraio del 1872, assieme ad altri quattro uomini della Guardia Costiera riuscì, a bordo della lancia di servizio, a trarre in salvo l’equipaggio (otto uomini) del brigantino “Cecile”, appartenente al Compartimento Marittimo di Liverpool, naufragato nelle acque di Rosscarbery Bay.

Per tale azione l’ufficiale verrà premiato con la concessione di una medaglia d’argento da parte della Royal National Lifeboat Institution [ 5].

Nel febbraio di due anni dopo, quindi, nel corso del 1874, Taylor e i suoi marinai salvarono eroicamente altri sette membri dell’equipaggio del brigantino “Harriet Williams”.

Anche in tale circostanza gli fu conferita una seconda medaglia (second-service clasp) sempre da parte della Royal National Lifeboat Institution.

Andato in congedo nel 1876, William Tayilor e la sua famiglia rimasero a vivere nella stessa Dunny Cove, nella propria abitazione  al civico n. 2 di Morrison Gland Cork, ove si sarebbe spento il 25 ottobre del 1891, a causa di un cancro.

Due giorni dopo fu sepolto presso il Cimitero di St. Finbarr’s, a Cork.

Da quel momento in poi di lui non se ne parlò più, come molto spesso è capitato, capita e capiterà ai veri Eroi del Bene.

NOTE

[1] Cfr. Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia, n. 141 del 23 maggio 1866, pag. 1.

[2] Cfr. “Stato dei bastimenti partiti dal porto di Genova, durante l’anno 1863, per l’estero con passeggieri a bordo”, in Antonio Luigi Bruzza, Origine e progresso della Igiene Navale, Genova, Tipografia di Gaetano Schenese, 1864, pag. 138.

[3] Cfr. “Prospetto dei navigli a lungo corso e di grande cabotaggio venduti all’estero, naufragati o perduti in altro modo durante l’anno 1881”, in Annuario Marittimo per l’anno 1872 dell’I.R. Governo Marittimo di Trieste, Trieste, Stabilimento Letterario Artistico, 1872, pag. CXI.

[4] Nel 1829 furono pubblicate le prime istruzioni ufficiali che sancirono il loro ruolo attivo nel salvataggio tramite funi e razzi. Nel 1923, infine, il Corpo passò sotto il Board of Trade, focalizzandosi sempre più sulla salvaguardia della vita umana e sul salvataggio dai relitti.

[5] Cfr. The Shipwrecked Mariner. A Quarterin Maritime Magazine, vol. XIX, London, 1872, pag. 167.

*Colonnello (Aus) della Guardia di Finanza. – Storico Militare. Membro del Comitato di Redazione di Report Difesa

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