Relazioni Egitto-Israele: incontro tra Al-Sisi e Ron Lauder, presidente del Congresso ebraico mondiale. Tutti retroscena e le implicazioni geopolitiche tra i due Paesi

Di Chiara Cavalieri

IL CAIRO. Il recente incontro tra il Presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi e Ron Lauder, presidente del Congresso ebraico mondiale, ha sollevato numerosi interrogativi sulle reali motivazioni che ci potrebbero essere stati dietro questa visita.

Un momento della visita. Il Presidente egiziano Al Sisi con Ron Lauder, presidente del Congresso ebraico mondiale

 

I media israeliani, in particolare il sito di informazione Kikar, hanno rivelato che l’incontro non sarebbe stato solo di cortesia diplomatica, ma avrebbe avuto l’obiettivo specifico di smorzare le tensioni sorte a seguito delle dichiarazioni dell’Ambasciatore israeliano a Washington, Yehiel Leiter.

L’incontro tra Al-Sisi e Lauder riflette la complessità delle relazioni tra Israele ed Egitto, due paesi legati da un trattato di pace strategico, ma spesso attraversati da tensioni geopolitiche.

L’Egitto, da un lato, continua a rafforzare la propria posizione militare nel Sinai per contrastare minacce regionali, mentre Israele mantiene una linea di monitoraggio costante.

Il ruolo di mediazione di Lauder dimostra la volontà di evitare una crisi diplomatica, ma il futuro delle relazioni bilaterali dipenderà anche dalle decisioni politiche di entrambe le nazioni nei prossimi mesi.


Le accuse di Yehiel Leiter e la reazione egiziana

L’Ambasciatore israeliano a Washington, Yehiel Leiter ha recentemente accusato l’Egitto di violare deliberatamente gli accordi di pace con Israele, denunciando la costruzione di basi militari nel Sinai destinate allo stoccaggio di armi offensive. Queste dichiarazioni hanno suscitato l’irritazione dei funzionari egiziani, spingendo il Governo de Il Cairo a cercare una mediazione diplomatica.

L’Ambasciatore israeliano a Washington, Yehiel Leiter.

 

Secondo il giornale israeliano Yedioth Ahronoth, Lauder sarebbe stato inviato in Egitto proprio per placare queste tensioni e ribadire il suo sostegno alla posizione de Il Cairo, elogiando gli sforzi del Paese nordafricano nel processo di pace mediorientale.

Durante l’incontro con Al-Sisi e il capo dell’intelligence egiziana, il Generale Hassan Rashad, Lauder ha espresso apprezzamento per il ruolo di mediazione svolto dall’Egitto tra Israele e Hamas.

Inoltre, ha mostrato interesse per il piano egiziano che sarà presentato al prossimo Summit arabo d’emergenza riguardante il futuro di Gaza e i piani di ricostruzione.

Secondo fonti egiziane, Lauder sarebbe apparso visibilmente imbarazzato dalle dichiarazioni di Leiter e avrebbe sottolineato più volte l’importanza che Israele attribuisce all’accordo di pace con l’Egitto.

Il Piano egiziano per la ricostruzione di Gaza

Il Presidente Abdel Fattah Al-Sisi ha confermato che l’Egitto sta preparando un Piano globale per ricostruire Gaza senza sradicare i palestinesi che vi risiedono.

Questo annuncio è stato fatto durante l’incontro con Ronald Lauder, il capo del World Jewish Congress.

La discussione si è concentrata sul ripristino della stabilità regionale e sugli sforzi dell’Egitto per implementare il cessate il fuoco a Gaza, compresi gli scambi di ostaggi e prigionieri e la facilitazione degli aiuti umanitari.

Al-Sisi ha sottolineato l’importanza di ricostruire Gaza senza sfollare i suoi residenti e ha esortato tutte le parti a mantenere il cessate il fuoco. Ha messo in guardia dai rischi di escalation e ha affermato che l’istituzione di uno stato palestinese basato sui confini del 1967, con Gerusalemme Est come capitale, è l’unico modo per raggiungere una pace duratura.

Dopo l’incontro, Lauder ha espresso la sua disponibilità a consultarsi con l’Egitto su questioni rilevanti, riconoscendo il ruolo chiave del Paese nel raggiungimento della pace in Medio Oriente.

L’Egitto e la modernizzazione militare nel Sinai

Un altro elemento di forte discussione è il rafforzamento della presenza militare egiziana nel Sinai.

Un altro quotidiano israeliano Maariv ha raccolto il parere del Colonnello (della riserva) e orientalista israeliano Moshe Elad, il quale ha spiegato che, sebbene il rafforzamento militare nel Sinai costituisca una violazione tecnica degli accordi di pace, non implica necessariamente che l’Egitto si stia preparando a un conflitto con Israele.

Il Colonnello (della riserva) e orientalista israeliano Moshe Elad,


Elad ha evidenziato che l’Egitto sta affrontando una grave crisi economica e sta cercando aiuti internazionali per alleviare la pressione economica, rendendo improbabile una strategia bellica contro Israele. Ha inoltre sottolineato che la modernizzazione dell’esercito egiziano fa parte di una strategia di sicurezza nazionale più ampia, che include anche il rafforzamento della presenza egiziana in Libia, dove Il Cairo sostiene il Generale Khalifa Haftar.

Haftar e Al Sisi



Reazioni e prospettive future

Le dichiarazioni di Leiter hanno generato non solo tensioni diplomatiche, ma anche un dibattito interno in Israele.

Il quotidiano Israel Hayom ha riportato che il video contenente le accuse dell’Ambasciatore è stato rimosso, probabilmente per evitare un’escalation con Il Cairo. Tuttavia, le immagini satellitari e le valutazioni delle agenzie di sicurezza israeliane continuano a monitorare attentamente la situazione nel Sinai.

Yuval Steinitz, ex ministro dell’Energia e capo dell’Autorità israeliana per lo sviluppo delle armi “Rafael”, ha sottolineato che Israele deve rimanere vigile di fronte ai rinforzi militari egiziani.

Anche l’ex Ambasciatore israeliano in Egitto, David Govrin, ha espresso preoccupazione per l’aumento delle truppe egiziane nel Sinai, ritenendolo un elemento di potenziale instabilità.

Relazioni “pragmatiche2 tra i due Paesi 

Le relazioni tra Egitto e Israele sono caratterizzate da una cooperazione pragmatica in vari settori, nonostante alcune tensioni politiche. Ecco alcuni esempi che testimoniano questo modus operandi collaborativo:

Fornitura di gas naturale: Nel giugno 2022, l’Unione Europea, l’Egitto e Israele hanno firmato un memorandum d’intesa per la cooperazione nel commercio, trasporto ed esportazione di gas naturale verso l’Europa. Questo accordo prevede che il gas israeliano venga trasportato in Egitto tramite gasdotto, liquefatto e poi inviato via mare ai mercati europei.

Inoltre il Ministero dell’Energia israeliano ha accettato di aumentare le forniture di gas naturale all’Egitto di ulteriori 4 miliardi di metri cubi all’anno, per un periodo di 11 anni.

L’accordo, approvato dal Ministero, entrera’ in vigore nel luglio 2025, dopo aver completato i lavori di espansione della capacità produttiva e l’estensione di un terzo gasdotto dal bacino di Tamar.

Questo annuncio è arrivato sei mesi dopo che l’ex ministro dell’Energia e delle Infrastrutture, Israel Katz, aveva accettato di espandere l’esportazione di gas dal giacimento di Tamar verso l’Egitto da due miliardi di metri cubi a circa 3,5 miliardi di metri cubi all’anno, con la possibilità di aumentare di un ulteriori 0,5 miliardi di metri cubi, che ha concordato lo scorso dicembre, circa due settimane prima di lasciare il Dipartimento dell’Energia.

Incidenti al confine e comunicati congiunti: Il confine tra Israele ed Egitto, lungo 266 chilometri nel Negev, è stato generalmente stabile negli ultimi 45 anni.

Tuttavia, in occasione di incidenti, come il lancio di missili su Eilat o l’uccisione di militari israeliani nel contrastare il contrabbando di armi e droga al confine, i due paesi hanno spesso rilasciato comunicati congiunti per gestire la situazione e mantenere la stabilità regionale.Una questione di grande preoccupazione per l’apparato di Difesa israeliano èè infatti ‘aumento del traffico di armi lungo il confine egiziano.

Il contrabbando, che include fucili, pistole, granate a mano e altro, si è evoluto attraverso tecniche sofisticate, tra cui l’impiego intensivo di droni per il trasporto illecito di armamenti.

Collaborazione in materia di sicurezza: I capi dello Shin Bet e del Mossad israeliani effettuano regolarmente visite a Il Cairo, e viceversa, indicando un rapporto di fiducia tra le agenzie di intelligence dei due paesi. Questa cooperazione è cruciale per affrontare minacce comuni e mantenere la sicurezza regionale.

Gestione discreta degli incidenti : Quando si verificano incidenti che coinvolgono cittadini o militari dei due Paesi, come l’arresto di turisti israeliani in Egitto o scontri al confine, le autorità di entrambi gli Stati tendono a gestire le situazioni con discrezione, attraverso i canali diplomatici 

Il Presidente egiziano Abdel Fattah El-Sisi ha inviato un messaggio di “rinnovato rispetto e apprezzamento allo spirito dell’eroico martire, il Presidente Mohamed Anwar Sadat”, nell’anniversario della vittoria di ottobre.In un discorso a margine della consegna delle nuove lauree militari, ha affermato che Sadat è “un eroe che ha rivendicato dignità e terra, attraverso la guerra e la pace, con coraggio e visione strategica”

Il Presidente egiziano Mohamed Anwar Sada

Israele ha concesso in diverse occasioni all’Egitto di aumentare la presenza militare nel Sinai, consentendo l’ingresso di unità di combattimento altamente addestrate.

Queste misure sono state adottate per affrontare l’ISIS nella regione, per chiudere i tunnel di contrabbando a Rafah e, più recentemente, dopo il 7 ottobre, a causa delle tensioni nel Corridoio di Filadelfia.

Fonti dell’apparato di Difesa e dell’Esercito israeliano, citate da un quotidiano ebraico, indicano che l’Egitto sta affrontando numerose difficoltà sia interne che esterne.

Inoltre, fonti militari israeliane hanno osservato un recente ritiro delle forze egiziane dal confine con Israele, suggerendo una riduzione della presenza militare egiziana nell’area.Le stesse fonti sottolineano che il confine egiziano presenta una maggiore profondità strategica rispetto ad altri confini, rendendo necessario un periodo di diversi giorni per lo spiegamento di un Esercito nel Sinai.

Nonostante le dinamiche in evoluzione, la divisione “Adom 80”, responsabile delle operazioni dell’Esercito israeliano lungo il confine egiziano, continua a mantenere un alto livello di coordinamento con le controparti egiziane.

Questo dialogo si estende anche alle forze navali israeliane ed egiziane, che operano congiuntamente lungo il confine marittimo al largo di Rafah.

Durante la guerra a Gaza, le navi militari di entrambi i paesi hanno collaborato per impedire il passaggio di persone da Gaza all’Egitto, con conseguenze tragiche: decine di individui sono stati uccisi o sono annegati nel tentativo di attraversare il confine.

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