BUCAREST. La Romania svolta a destra. Nelle elezioni presidenziali, tenutesi ieri, il candidato di estrema destra e filorusso, Calin Georgescu, è riuscito a smentire tutti i pronostici e a conquistare un 22,5% delle preferenze seguito dal primo ministro di centrosinistra Marcel Ciolacu, che ha ottenuto il 19,55%.

Ora i due si sfideranno nel ballottaggio in agenda per l”8 dicembre.
Anche se in questa occasione Calin Georgescu non dovesse essere eletto comunque il risultato finora ottenuto è più che positivo.
La destra romena anche con l’altro candidato nazionalista George Simion, è sulla buona strada per prendere circa un terzo dei voti.
Questo risultato, qualora fosse confermato, costituirebbe un bel problema portico nelle relazioni tra il Paese, dove vivono circa 19 milioni di persone, l’Unione Europea e la NATO.
Il Partito socialdemocratico di Ciolacu ha plasmato la politica della Romania per più di tre decenni. Ma con le crescenti preoccupazioni per l’inflazione e per la guerra nella vicina Ucraina (ricordiamo che tra i due Paesi c’è un confine di 650 chilometri), l’estrema destra sembra aver guadagnato terreno.
Negli ultimi giorni Georgescu si era molto impegnato su TikTok chiedendo lo stop agli aiuti all’Ucraina e aveva espresso un certo scetticismo anche sull’adesione della Romania all’Alleanza atlantica.
IL RUOLO DELLA ROMANIA NELLA NATO
Era il 2002 e nel summit di Praga la Romania ricevette un invito ad aprire i negoziati di adesione alla NATO insieme a Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Slovacchia e Slovenia.
Due anni dopo, divenne ufficialmente membro dell’Alleanza atlantica depositando il suo strumento di adesione al Trattato del Nord Atlantico presso il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti a Washington DC il 29 marzo 2004.
Si tenne una cerimonia di alzabandiera per la Romania presso il Quartier Generale della NATO il 2 aprile 2004.

Da questo momento il Paese celebra il “Giorno della NATO “, ogni anno la prima domenica di aprile.
Tra il 2 e il 4 aprile 2008, ospitò il Summit NATO a Bucarest, che è stato il più grande evento di politica estera organizzato dalla Romania, ma anche il più grande Summit nella storia della NATO.
Vi parteciperanno 26 Stati membri, 23 Stati partner, alti rappresentanti di organizzazioni internazionali e Paesi che avevano contribuito alle operazioni NATO in Afghanistan, a livello di capo di Stato (23), primo ministro (22), ministro degli Affari Esteri (7 ), ministro della Difesa (Kazakistan) e direttore politico (Irlanda).
Il vertice fu un evento unico non solo per la Romania, ma anche per la NATO.
Fu il più grande Summit dell’Alleanza, sia in termini di numero di partecipanti (oltre 6.500) sia in termini di format organizzati.
Per la prima volta nella storia dell’Alleanza, oltre alle riunioni del Consiglio Nord Atlantico, del Consiglio di partenariato euro-atlantico, della Commissione NATO-Ucraina e del Consiglio NATO-Russia, si tenne una riunione allargata degli Stati e delle organizzazioni che parteciparono all’Operazione dell’Alleanza in Afghanistan, alla quale presero parte l’allora Segretario generale delle Nazioni Unite, il presidente della Commissione Europea, il Segretario generale del Consiglio dell’UE, il direttore della Banca Mondiale, insieme al Presidente afghano Hamid Karzai e ad alti funzionari degli Stati di contatto: Australia, Giappone, Nuova Zelanda, Giordania.

Da Bucarest spiegano che l’adesione del Paese all’Alleanza, insieme al partenariato strategico con gli Stati Uniti e all’adesione all’UE, sono le fondamenta della politica estera del Paese.
L’Alleanza del Nord Atlantico è il principale garante della sicurezza della Romania, sostengono ancora da Bucarest, la relazione transatlantica rappresenta il legame strategico che conferisce coerenza e consistenza alle azioni della NATO. In questo senso, la Romania intende rafforzare il suo profilo nella NATO, sia attraverso contributi concettuali che operativi.
La Romania ospita le seguenti strutture NATO sul suo territorio: Force Integration Unit (NFIU) della NATO, Headquarters Multinational Division South-East (MND SE HQ), Headquarters Multinational Brigade South-East/MN BDE, sotto il Multinational Command of the Brigade/MN BDE HQ.
Inoltre, partecipa alla presenza avanzata rafforzata in Polonia, operando nel Battle Group guidato dagli Stati Uniti.
Ed ancora, la partecipazione della Romania allo sviluppo della componente europea del sistema di difesa missilistica americano rappresenta un successo del Paese, sostengono ancora dalla capitale rumena, consolidando la posizione di alleato affidabile all’interno della NATO.
Al Summit NATO di Varsavia (2016), fu dichiarata la capacità operativa iniziale del sistema di difesa missilistica balistica della NATO.
Si trattava di un passo significativo verso un BMD NATO che offrisse una capacità più avanzata per difendere popolazioni, territori e forze alleate di fronte a un potenziale attacco missilistico balistico. La decisione fu stata resa possibile dal trasferimento del Comando e Controllo (C2) dell’installazione Aegis Ashore da Deveselu alla NATO.
La struttura ospitata dalla Romania rappresentava una parte significativa del potenziamento delle capacità della NATO sul campo.
Per garantire la capacità dell’Alleanza di rispondere efficacemente alle sfide poste dal nuovo ambiente di sicurezza strategica, al Summit del Galles del 2014 gli Alleati adottarono il “Pledge on Defense Investment”.
Infine, la Romania partecipa agli sforzi per aumentare la resilienza e le capacità di difesa per i partner orientali e meridionali dell’Alleanza, implementa i pacchetti di assistenza NATO per Georgia, Repubblica di Moldavia e Ucraina.
Per quanto riguarda la guerra tra Russia e Ucraina la Ronania ha svolto un ruolo importante nello sviluppo della difesa informatica dell’Ucraina.
Ovvero è stato Paese coordinatore statale per il NATO – Ukraine Trust Fund on Cyber Defense, nella prima fase del progetto, conclusa nel 2017.
E’ stato, sempre per conto dell’Alleanza atlantica punto di contatto NATO (CPE) in Kuwait da gennaio 2019, per un periodo di due anni. Allo stesso tempo, ha svolto più volte il ruolo di ambasciata del punto di contatto NATO in Azerbaigian (4 mandati consecutivi, dal 1° gennaio 2009 al 31 dicembre 2016) e in Georgia (due mandati consecutivi tra il 1° gennaio 2013 e il 31 dicembre 2016).
È stato il primo Paese a entrare nel programma NATO Partenariato per la Pace, appena entrata nell’Alleanza 20 anni fa.
Fa parte anche della Organization for Security and Cooperation in Europe (OSCE) e del North Atlantic Cooperation Council (NACC).
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