Siria: scontri nel Paese. Preoccupazione dell’Egitto e dichiarazioni di Israele sui drusi

Di Chiara Cavalieri 

DAMASCO. L’Egitto, come molti paesi arabi, ha espresso profonda preoccupazione per gli scontri avvenuti nel governatorato di Latakia, nella Repubblica Araba Siriana, che hanno provocato numerose vittime e feriti.

Il Ministero degli Affari Esteri egiziano ha rilasciato una dichiarazione ufficiale in cui riafferma il proprio sostegno allo Stato siriano, alle sue istituzioni nazionali e alla stabilità del Paese di fronte alle sfide alla sicurezza.

L’Egitto ha inoltre ribadito il suo rifiuto di qualsiasi azione che possa compromettere la sicurezza e la stabilità del popolo siriano.

Dichiarazione del Ministero degli Esteri egiziano


Il Cairo ha sottolineato l’importanza di contrastare ogni forma di violenza e di anteporre l’interesse nazionale siriano a ogni altra considerazione, esortando tutte le parti a lavorare per superare questa fase critica di transizione. Ha inoltre richiamato la necessità di avviare un processo politico di transizione inclusivo, che garantisca la partecipazione di tutti i segmenti della società siriana senza esclusioni e che tuteli i diritti di tutte le minoranze e confessioni religiose presenti nel Paese.

Scontri a Latakia e Jableh: una notte di sangue sulla costa siriana
Nella notte tra giovedì e venerdì, la regione costiera siriana è stata teatro di scontri violenti tra le forze di sicurezza e gruppi armati affiliati all’ex ufficiale Suheil al-Hassan, uno dei più importanti leader dell’esercito sotto il governo di Bashar al-Assad. Il Dipartimento di Pubblica Sicurezza siriano ha confermato che gli scontri a Jableh e nelle aree circostanti hanno causato morti e feriti tra le forze governative.

Baniyas National Hospital vandalizzato nella campagna di Tartous


Nel tentativo di stabilizzare la situazione, il Ministero della Difesa siriano ha annunciato l’attuazione di un piano per contenere gli scontri, cercando di evitare l’estensione delle operazioni militari all’interno delle città, al fine di garantire la sicurezza della popolazione civile. Una fonte governativa ha riferito che l’esercito siriano è riuscito a revocare l’assedio attorno alla città di Qardaha dopo intensi combattimenti nella zona.

Timori egiziani sulla spartizione della Siria
Il parlamentare egiziano e giornalista Mustafa Bakri ha commentato con preoccupazione la situazione in Siria, definendola “estremamente difficile”. Durante il suo programma televisivo “Fatti e Segreti” su Sada El Balad,

Bakri ha dichiarato che gli scontri sulla costa siriana potrebbero preludere alla divisione del Paese.

Ha sottolineato la necessità di preservare l’unità della Siria, affermando che qualsiasi frammentazione potrebbe avere conseguenze devastanti.

Il parlamentare egiziano Mustafa Bakri


Secondo Bakri, Israele starebbe monitorando attentamente gli sviluppi e potrebbe intervenire qualora la situazione degenerasse, coinvolgendo anche attori esterni. Ha inoltre evidenziato il rischio che le potenze straniere alimentino conflitti settari tra sunniti, sciiti, arabi e curdi, mettendo in pericolo la coesione del Paese.

Il parlamentare ha ricordato il legame storico tra Egitto e Siria, sottolineando come i due Paesi abbiano condiviso una fase di unità politica nella Repubblica Araba Unita. “Non dobbiamo dimenticare che la Siria era la parte settentrionale della Repubblica Araba Unita e che l’esercito siriano era il primo esercito, mentre qui c’erano il secondo e il terzo esercito”, ha affermato.

Dichiarazioni israeliane sulla comunità drusa in Siria

A seguito dell’escalation delle tensioni nella città siriana di Jaramana, vicino a Damasco, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Yisrael Katz hanno ordinato all’esercito di prepararsi a difendere la comunità drusa locale, sostenendo che sia minacciata dalle forze governative siriane.

Ministro della Difesa israeliano Yisrael Katz
Ministro della Difesa israeliano Yisrael Katz

 

In una dichiarazione ufficiale, Netanyahu e Katz hanno affermato: “Non permetteremo al regime terroristico dell’Islam radicale in Siria di danneggiare i drusi… Se il regime danneggia i drusi, noi faremo del male a lui.”

Anche il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha ribadito che Israele mantiene buoni rapporti con la comunità drusa e ha esortato il governo siriano a rispettare i diritti delle minoranze. Durante una conferenza stampa congiunta con il suo omologo croato Gordan Radman, Sa’ar ha dichiarato: “Israele ha buoni rapporti con la minoranza drusa, poiché nel nostro Paese esiste una comunità drusa. È molto importante che il nuovo regime a Damasco rispetti i diritti delle minoranze, compresi quelli dei drusi.”

Le dichiarazioni di Sa’ar sono giunte poco dopo l’annuncio delle forze di sicurezza siriane di aver avviato operazioni di sicurezza a Jaramana per arrestare sospetti responsabili di attacchi nella città. Secondo le autorità siriane, gli scontri nella zona hanno avuto luogo dopo l’uccisione di un ufficiale delle forze governative.

I dignitari e gli sceicchi di Jaramana hanno rilasciato una dichiarazione in cui condannano le violenze e chiedono giustizia: “Condividiamo la grande tragedia avvenuta nella nostra città, che ha causato la morte di Ahmed Deeb Al-Khatib e il ferimento di altre due persone per mano di individui che non appartengono alle nostre tradizioni e ai nostri valori.” Hanno inoltre sollecitato le autorità a consegnare i responsabili alla giustizia per evitare ulteriori escalation di violenza.

Jaramana: una città simbolo della convivenza interreligiosa

Jaramana è abitata da una popolazione multiconfessionale, con una forte presenza di drusi e cristiani. La città è diventata rifugio per migliaia di siriani provenienti da altre regioni devastate dalla guerra. La sua posizione strategica e la composizione demografica la rendono particolarmente sensibile agli sviluppi del conflitto.

Le tensioni in questa area si inseriscono in un contesto più ampio di instabilità che continua a caratterizzare la Siria, con il rischio crescente di nuove frammentazioni e di un coinvolgimento di attori esterni. Mentre l’Egitto ribadisce il suo sostegno all’integrità territoriale della Siria, le dichiarazioni israeliane sollevano interrogativi sulla possibilità di un intervento nella regione, con potenziali ripercussioni sugli equilibri geopolitici del Medio Oriente.

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