Di Alessandro Margottini
VARESE. Una maxi operazione volta al contrasto del traffico internazionale di stupefacenti. I finanzieri del Comando di Varese hanno intercettato un flusso di spedizioni – provenienti dalla Cina – dietro cui si celava un totale da 6 tonnellate di precursori di droga. Si tratta di sostanze dalle quali si sarebbero potute produrre oltre 63 milioni di pasticche di MDMA, meglio conosciuta come “ecstasy”.

Una quantità tale di pasticche che avrebbe letteralmente inondato il mercato continentale delle droghe sintetiche, con profitti illeciti tranquillamente stimabili in oltre 630 milioni di euro.
Le spedizioni in questione, arrivate nell’area “Cargo City” dell’Aeroporto di Malpensa, sono state intercettate dalle fiamme gialle in servizio nell’hub lombardo nonostante fossero state abilmente “camuffate” in confezioni perfettamente sigillate che, anche visivamente, le indicavano come provenienti da una produzione di tipo industriale.
La forma e la consistenza di tale “produzione” ha però ingenerato sospetti in operatori di polizia esperti come quelli della GDF in servizio a Malpensa, anche perché quei granelli – che si presentavano sia come polvere bianca, sia come scaglie giallastre, non sembravano coerenti con quanto dichiarato all’importazione (“polyester powder coating” nello specifico) ovvero un prodotto utilizzato per la normale colorazione del poliestere.
In ragione di ciò sono state subito richieste apposite analisi chimiche, rese particolarmente complesse dalla natura della sostanza, che hanno perciò richiesto il preziosissimo supporto dell’autorevole Istituto JRC (Joint Research Centre) di Ispra (VA), le cui risultanze hanno confermato come quel “colorante” fosse in realtà piperonil-metil chetone (PMK) direttamente impiegato nella produzione di droghe di tipo sintetico.

Il PMK è infatti un precursore chimico utilizzato per produrre un famigerato stupefacente come il MDMA (acronimo di 3,4-metilenediossimetanfetamina), ed è per di più elencato nella Convenzione delle Nazioni Unite contro il traffico illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope che specificamente ne vieta produzione, distribuzione e detenzione.
Accertata la natura illecita della sostanza, dapprima destinata a una società con sedi a Milano e nel Varesotto e successivamente ad un recapito olandese, si è dunque proceduto, in accordo con gli inquirenti della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Busto Arsizio nonché con il Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP), a un “monitoraggio transfrontaliero” con l’indispensabile collaborazione la Polizia olandese (Korps Landelijke Politiediensten – KLPD).
Una collaborazione che ha peraltro permesso all’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale (Eurojust), proprio nei Paesi Bassi, di avviare parallele indagini che hanno poi portato al sequestro di oltre 267 kg di stupefacenti e precursori di stupefacenti come PMK, ketamina, methylamine, MDMA e marijuana, oltre che all’arresto di due cittadini cinesi ritenuti implicati nel traffico.
Parallelamente alle attività di polizia in territorio olandese i militari della GDF varesina hanno altresì individuato una seconda spedizione contenente 2.124 kg di BMK, anche questo precursore dell’anfetamina e della metanfetamina (due delle più comuni droghe “da sballo” clandestinamente prodotte in Europa).
I sequestri di tali sostanze non si sono comunque fermati qui giacché gli stessi militari, autorizzati dall’Autorità Giudiziaria procedente, hanno organizzato una “consegna controllata” che li ha condotti sin nei magazzini dell’importatore dove hanno infatti rinvenuto e sequestrato altri 4.213 kg di PMK.
All’esito delle operazioni si è dunque provveduto a notificare l’avviso di conclusione delle indagini preliminari al rappresentante legale della società milanese responsabile delle suddette spedizioni di PMK e BMK, che sarebbero state successivamente rivendute in Olanda.
Nella vicenda è altresì opportuno segnalare come per il PMK e il BMK sia stata diramata un’allerta europea per la loro caratteristica di essere precursori di droga, oltre al fatto che con un solo kg di prodotto è possibile produrre 10.000 pastiglie di MDMA.
Va in ogni caso rammentato che, per il principio della presunzione di innocenza costituzionalmente garantito, la colpevolezza delle persone sottoposte ad indagine non potrà essere dichiarata prima di un’eventuale e definitiva sentenza irrevocabile di condanna.
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