Spazio: rischi elevati di collisioni tra satelliti e rottami abbandonati in orbita. L’ESA lancia l’allarme

Di Assunta Romano

Parigi. Immaginiamo di percorrere una strada dove più che auto circolanti ci siano carcasse di automobili, bici ed altri veicoli da rottamare.

E’ con questa l’immagine che l’ESA (European Space Agency) rappresenta nello “Space Environment Report 2021” l’insieme dei rifiuti spaziali che gravita intorno al nostro pianeta.

La sede dell’ESA

Il rapporto relaziona ogni anno sulle attività spaziali in essere e su come  incidono nella produzione e/o riduzione dei rifiuti.

Con la pubblicazione nel 2002 delle “Linee guida per la regolamentazione della gestione e smaltimento dei rifiuti spaziali”, l’Inter-Agency Debris Coordination Committee (IADC) aveva dato indicazioni su come le missioni spaziali dovessero essere concepite per evitare la produzione di rifiuti. Purtroppo sono pochi coloro che le osservano.

La presenza di satelliti commerciali presenti nell’orbita terrestre bassa (orbita attorno alla Terra di altitudine compresa tra i 300 e 1000 chilometri è aumentata notevolmente negli ultimi due anni.

Si tratta per lo più  di piccoli satelliti lanciati in grandi costellazioni costituite da migliaia di altri satelliti.

 

Rifiuti spaziali

Il loro peso va dai 100 ai 1.000 chili di gran lunga inferiore ad altri spediti in orbita decenni fa il cui peso superava i 1.000 chili.

Alcuni sono progettati per autodistruggersi al rientro nell’atmosfera mentre altri necessitano di speciali manovre da remoto a cui spesso non seguono adeguate procedure per lo smaltimento dei detriti che ne conseguono.

I milioni di frammenti presenti tuttora nell’orbita terrestre sono la diretta conseguenza di “eventi di frammentazione” prodotti nel passato.

Razzi o satelliti che sono esplosi perché non si è provveduto a svuotarne i serbatoi di carburante o a scollegarne le batterie.

La tipologia di rifiuti spaziali (fonte ESA)

La collisione avvenuta tra i satelliti Cosmos-2251 e Iridium 33, nel 2009, generò una grande nuvola di rottami provenienti anche da razzi spaziali e dall’esplosione intenzionale di Fengyun 1C, un satellite meteorologico cinese.

Il numero sempre molto crescente di satelliti che gravitano nell’orbita terrestre bassa aumenta in modo esponenziale il rischio di possibili collisioni con rifiuti presenti nella loro traiettoria.

Il rischio di collisioni è quasi inesistente ad alta quota, nella cosiddetta “orbita geostazionaria” dove sono presenti i satelliti di comunicazione.

Si tratta di uno spazio con elevato valore commerciale dove le aziende che vi investono sono particolarmente attente a non produrre rifiuti che potrebbero compromettere le missioni future.

I satelliti devono compiere speciali e costose manovre per evitare collisioni con rottami spaziali e sono centinaia a settimana  gli alert generati per evitarle.

Il futuro che si prospetta non è affatto incoraggiante.

Per garantire l’accesso globale a Internet, molte aziende hanno aumentato il numero di satelliti nello spazio.

Gli attuali sistemi utilizzati per prevenire collisioni potrebbero risultare inadeguati nel giro di pochi anni e le stesse Linee guida per la gestione dei rottami diventare  insufficienti in mancanza di un maggiore rispetto dello spazio comune.

L’impegno dell’ ESA in questo settore si produrre a breve dei risultati di particolare importanza.

L’Agenzia sta sviluppando un sistema automatico che impedisca le collisioni, oltre a nuove tecnologie che consentano di rifornire di carburante, riparare e potenziare i satelliti in orbita. L’obiettivo è di prolungare la durata delle missioni per ridurre il numero dei lanci di nuovi satelliti.

Tra i progetti in corso la preparazione di missioni per il  recupero e la messa in sicurezza  di navicelle inutilizzate ed altri rottami   per rendere lo spazio  un ambiente sicuro per tutti.

PER APPROFONDIRE

https://www.esa.int/Safety_Security/Space_Debris/ESA_s_Space_Environment_Report_2021

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