ANZIO. Una cerimonia partecipata e carica di emozione quella che si è svolta ad Anzio in occasione del 4 Novembre, Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Una mattinata dedicata alla memoria, al sacrificio di quanti hanno perso la vita servendo il Paese e ai valori di pace, unità e solidarietà, con la presenza di numerosi cittadini, autorità, associazioni combattentistiche e d’arma e tanti alunni delle scuole del territorio.

La cerimonia ha preso il via con il solenne alzabandiera, accompagnato dal Complesso Musicale Artistico e dalla Corale Polifonica «Città di Anzio», che hanno contribuito a rendere ancora più suggestivo e sentito il momento commemorativo.
Presenti le associazioni combattentistiche e d’arma e uno schieramento dell’Esercito Italiano composto dai militari del 13° Reggimento “HUMINT” della Brigata Informazioni Tattiche di Anzio, a testimonianza del profondo legame tra la città e le Forze Armate.

Uno dei momenti più intensi della mattinata è stato dedicato al ricordo dei quattro militari italiani che hanno perso la vita in Bosnia il 29 ottobre scorso, a seguito del tragico incidente che ha coinvolto un elicottero CH-47 Chinook, impiegato nell’ambito della missione internazionale EUFOR Althea: il sergente maggiore Simone Ruggia e il sergente maggiore Claudio Marchesi, dell’Esercito Italiano, il capitano Franco Adriano Zecchillo e il sergente maggiore Laura Procacci, appartenenti al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana.
A loro è stato dedicato un momento commemorativo particolarmente toccante: gli alunni delle scuole hanno deposto una rosa per ciascuno dei quattro Caduti, accompagnati da due sergenti dell’Esercito appartenenti alla Brigata Informazioni Tattiche di Anzio e da due volontari del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana.

In apertura della cerimonia, il sindaco di Anzio, Aurelio Lo Fazio, ha, infatti, chiesto a tutti i cittadini presenti di osservare un minuto di silenzio in memoria dei quattro militari scomparsi. Un momento di raccoglimento collettivo che ha coinvolto l’intera comunità, sottolineando il valore del sacrificio di chi serve il Paese anche lontano dalla propria terra.
Nel corso del suo intervento, Lo Fazio ha voluto sottolineare il significato profondo della ricorrenza, ricordando che il 4 Novembre non rappresenta soltanto una data da celebrare, ma un’occasione per riflettere sul passato, sul presente e sulle responsabilità verso il futuro.
«Il 4 novembre non è soltanto una data da ricordare. È una giornata che ci richiama al dovere della memoria, alla responsabilità del presente e all’impegno per il futuro – ha detto il sindaco – Abbiamo ricordato poco fa i quattro deceduti in Bosnia. Il loro sacrificio ci impegna a tenere presente che la pace non è mai una conquista definitiva, né un bene che possiamo considerare scontato. È un valore da difendere e costruire ogni giorno, anche lontano dai nostri confini».
Parole che hanno richiamato il significato della commemorazione e il valore del servizio svolto dalle donne e dagli uomini delle Forze Armate, ricordando come la pace sia un bene da custodire quotidianamente, attraverso l’impegno e la responsabilità di tutti.

Il sindaco di Anzio, Aurelio Lo Fazio, insieme al sindaco di Nettuno, Nicola Burrini, ha deposto la corona d’alloro in memoria di tutti i Caduti, rendendo omaggio a quanti hanno sacrificato la propria vita per la Patria.
La cerimonia, sentita e particolarmente coinvolgente, ha visto la presenza di numerosi cittadini e di tantissimi studenti, la cui partecipazione ha rappresentato uno degli aspetti più significativi della mattinata. La deposizione delle rose da parte dei ragazzi ha dato un significato ancora più profondo alla commemorazione, ricordando che la memoria non appartiene soltanto al passato, ma deve essere custodita e tramandata alle nuove generazioni.

Anzio ha celebrato così il 4 Novembre nel segno della riconoscenza e della memoria, con un pensiero rivolto a tutti i Caduti e, in modo particolare, ai quattro militari scomparsi in Bosnia. Un ricordo che ha unito istituzioni, Forze Armate, associazioni e cittadini, affidando anche ai più giovani il compito di mantenere viva la memoria di chi ha servito il Paese fino all’estremo sacrificio.

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