ROMA. L’Organizzazione mobile e speciale (art.174 D.Lgs.66/2010) comprende i Reparti dedicati ai servizi di ordine pubblico, al concorso nella protezione civile, al supporto all’Arma territoriale nel controllo del territorio, alle investigazioni qualificate, anche nei comparti di specialità, nonché i Reparti di proiezione all’estero.
Report Difesa ha intervistato il suo Comandante, Generale di Divisione Stefano Iasson.

Signor Generale, il suo Comando costituisce un “fiore all’occhiello” dell’Arma dei Carabinieri. Quali sono le peculiarità del Reparto che comanda?
La Divisione Unità Mobili Carabinieri è la Grande Unità complessa dell’Arma che più significativamente combina ed estrinseca le capacità istituzionali nel campo del mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica e le capacità di impiego squisitamente militare, in Patria e all’estero.
Queste due peculiari anime della Divisione si armonizzano in un altissimo livello di addestramento e in una estrema versatilità di impiego operativo, sia in supporto alle esigenze dell’Arma territoriale, sia nel concorso alle operazioni di natura militare.
Inoltre, la Divisione assomma capacità specialistiche e di alta qualificazione professionale e militare, che risiedono nel Gruppo Intervento Speciale, nel 1° Reggimento Carabinieri paracadutisti “Tuscania”, entrambi nel Comparto Operazioni Speciali della Difesa, nei Reggimenti di proiezione, 7° “Trentino Alto Adige” e 13° “Friuli Venezia Giulia”, quindi negli assetti di primo intervento antiterrorismo, con tiratori scelti, di diretto supporto operativo, di Difesa Integrata del Territorio e di Polizia Militare, presenti in tutti i Reggimenti e Battaglioni.
E il 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo esalta le più antiche tradizioni dell’Arma, oltre ad essere prezioso e insostituibile assetto per le operazioni in zone impervie e per il controllo delle aree verdi urbane ed extraurbane.
La Divisione Unità Mobili opera inoltre nel diretto concorso alle attività di protezione civile, attraverso assetti dedicati e proiettabili all’emergenza da tutti i Reparti, e in particolare attraverso tre Poli Logistici per l’Emergenza: Vibo Valentia, pienamente operativo, Bari, in fase di validazione e Torino, in fase di sviluppo, oltre a quello di supporto generale offerto dal Reparto Supporti della 2^ Brigata Mobile a Livorno. Ciascuna di queste articolazioni può costituire e proiettare, attraverso un Modulo Operativo Campale, un campo attrezzato e shelterizzato polifunzionale per il soccorso alle popolazioni colpite da eventi eccezionali e a tutela della loro sicurezza.
Inoltre, la Divisione ha cospicue capacità per il soccorso in montagna, ultimamente addestrate nell’esercitazione integrata “Arma 1814 Ski Challenge” presso il Centro di Addestramento Alpino di Selva di Val Gardena.

La Divisione è un fiore all’occhiello per l’Arma grazie all’elevato livello di addestramento, alle capacità ad ampio spettro, all’esperienza ed all’expertise maturata in ogni campo e a tutti i livelli, catalizzate dall’eccezionale motivazione, dal convinto spirito di disciplina e dall’esemplare senso di appartenenza di tutti i militari, elementi di coesione ed integrazione che sono alla base degli altissimi risultati.
Avere alle dipendenze varie Brigate, Reggimenti e Reparti dell’Arma significa avere sul tavolo tante esperienze umane e professionali. Ne ha qualcuna da potere raccontare?
I militari alle mie dipendenze sono il vero valore, il fondamento di ogni successo, nella somma delle loro esperienze personali, familiari e professionali, nelle loro spiccate individualità e nel loro aggregarsi, condividere e valorizzare nei Reparti il loro importantissimo apporto. Nella loro coesione, nel loro spirito di emulazione, nella loro vocazione al servizio e al sacrificio, nella loro tensione alla crescita professionale risiedono l’efficienza e l’efficacia multidimensionale della Divisione.
Conosco moltissimi di loro dalle mie precedenti esperienze di comando, li ho visti e seguiti negli aspetti personali e professionali, e al contempo incontro i militari durante le mie frequenti visite ai Reparti, vedo arrivare i nuovi Ufficiali, Marescialli e Carabinieri e ne apprezzo la passione, immediata, per la destinazione di impiego ricevuta.
Provo sentito orgoglio per l’entità e la qualità del patrimonio umano che mi viene affidato in qualità di Comandante della Divisione, e intervengo ogni qualvolta un mio atto di comando, un mio parere o una mia decisione possano essere utili a dare consiglio e supporto morale, ad agevolare il servizio, a favorire l’accoglimento di un’aspirazione personale o professionale, a riunire famiglie lontane.
In questo modo è come se li avessi tutti presenti, e il problema del singolo diventa un impegno per la Divisione, uno stimolo per me a fare il massimo per i miei militari, a meritare in pieno il loro rispetto, che non deve essere rivolto unicamente al grado e all’incarico che rivesto.
Discutere con loro, collettivamente o singolarmente, mi permette di apprezzarne, dalla loro viva voce, impressioni, suggerimenti e proposte.
Valuto con piacere i resoconti delle attività operative, ove spesso spiccano atti di eroismo, e sempre comportamenti ineccepibili, caratterizzati da decisione e abnegazione.
Conferire, o proporre, ricompense e riconoscimenti ai miei militari è un momento importantissimo della mia attività di comando, fonte per me di grande soddisfazione, perché posso far arrivare ai singoli un segno tangibile di compiacimento per il loro impegno.
I matrimoni, l’arrivo dei figli, mi danno la soddisfazione di vedere svilupparsi nei militari i valori di una loro famiglia, nella più grande famiglia dell’Arma.
L’addio a chi ci lascia, ai nostri caduti, sempre presenti, e il loro ricordo costituiscono un ulteriore legame con i militari e una fonte di esempio che illumina il nostro futuro.
Ho raccontato, pur nella generalità, le esperienze umane e professionali che quotidianamente impreziosiscono il mio ruolo di Comandante della Divisione Unità Mobili, un privilegio che voglio e devo continuare, attraverso un’attenta azione di comando incentrata sul patrimonio umano, ad esercitare al massimo delle mie capacità.
I militari della 2^ Brigata Mobile che Lei ha comandato qualche anno fa sono un’eccellenza dell’Arma. Cosa li rende tali?
Ho avuto l’onore di comandare la 2^ Brigata Mobile dal 2019 al 2023, oltre ad aver trascorso diversi anni al Tuscania, in patria ed all’estero, fino a comandarne il Battaglione Paracadutisti dal 2009 al 2011, quindi ad aver comandato il 7° Reggimento “Trentino Alto Adige” fino al 2015.
Conosco benissimo la 2^ Brigata Mobile, l’ho vista nascere e svilupparsi attraverso i suoi Reparti, e ho visto maturare le sue risorse umane nell’addestramento, nell’esperienza, nelle missioni all’estero.
L’eccellenza della Brigata è la sintesi di uno sforzo integrato e sinergico delle sue componenti specialistiche.
Comincio dal 1° Reggimento Carabinieri paracadutisti Tuscania, che assomma capacità specialistiche ulteriori rispetto all’aviolancio, quali mobilità anfibia e montana, e opera nel Comparto Operazioni Speciali della Difesa.
I militari del “Tuscania” sono specializzati come Paracadutisti militari ed Esploratori.
Il Gruppo Intervento Speciale è poi l’espressione di componenti provenienti dal Tuscania che raggiungono un livello di preparazione ancora più avanzato e conseguono il brevetto di “Incursori”, per poter condurre operazioni speciali di polizia, antiterrorismo e nel Comparto Operazioni Speciali al livello più importante, in osmosi operativa con gli omologhi Reparti Speciali esteri.
I Reggimenti 7° “Trentino Alto Adige” e 13° “Friuli Venezia Giulia” hanno un addestramento altamente selettivo e impegnativo, che conferisce ai loro militari la specializzazione di “Operatore in Area di Crisi”, che li abilita ad un ampio spettro di missioni internazionali.
La 2^ Brigata Mobile inoltre, attraverso le sue articolazioni di comando, logistiche ed amministrative, in particolare il Reparto Supporti, è poi in grado di pianificare, organizzare, assemblare, proiettare e sostenere, in Patria e all’estero, aliquote integrate dei propri Reparti.
La Brigata ha inoltre il proprio Centro Addestramento, che elabora e perfeziona le dottrine di impiego, compiendo ricerche e sperimentazioni su mezzi, materiali, equipaggiamento ed armamento, ed è deputato a formare e aggiornare, tra l’altro, gli assetti antiterrorismo dell’Arma, oltre ad offrire pacchetti addestrativi ad hoc a forze di polizia estere e formazione Hostile Environment Awareness Training a livello diplomatico e alle Organizzazioni internazionali.

Il Tuscania, il GIS, i Reggimenti 7° e 13° partecipano regolarmente a missioni estere a vocazione Capacity-Building, oltre che ad esercitazioni interforze congiunte nazionali ed internazionali, fornendo elementi ai gruppi di pianificazione, organizzazione e condotta delle attività.
Un complesso di compiti che impegna tutte le componenti della 2^ Brigata Mobile, perfettamente addestrate e animate da altissima motivazione, accrescendo, missione dopo missione, emergenza dopo emergenza, l’esperienza e l’expertise del personale.
Alcuni Reparti alle Sue dipendenze hanno anche una proiezione all’estero. In quali ambiti e con quali compiti?
L’impegno operativo all’estero interessa tutti i Reparti della Divisione Unità Mobili, a cominciare dai Reparti della 2^ Brigata Mobile, i cui Reggimenti 7° “Trentino Alto Adige” e 13° “Friuli Venezia Giulia” costituiscono il nerbo delle missioni addestrative e di supporto alle operazioni di pace, e sono stati proiettati nell’Asia Centrale ed in Medio Oriente, quindi, a seguire, con il 1° Reggimento Carabinieri paracadutisti “Tuscania” e con il Gruppo Intervento Speciale, che costituiscono aliquote pregiate delle missioni operative e forniscono concorso all’addestramento di specializzazione delle Forze di Polizia e Sicurezza estere. Inoltre, aliquote integrate di tutti i Reparti della Brigata hanno la responsabilità della tutela delle Sedi diplomatiche ad alto rischio, sotto forma sia di protezione e scorta ai Rappresentanti diplomatici sia di vigilanza e sicurezza agli Uffici ed alle residenze.
La 1^ Brigata Mobile concorre alle operazioni all’estero nelle missioni addestrative, in area saheliana e mediorientale, nelle squisite competenze di ordine pubblico, tecniche, tattiche e procedure di intervento operativo di polizia e prima risposta antiterrorismo, oltre ad inviare componenti pregiate ove richiesto, e alimentando il Reggimento Multinational Specialized Unit in area balcanica.

Agli assetti di prima risposta antiterrorismo dei Reggimenti e dei Battaglioni della 1^ Brigata Mobile compete anche il concorso alla tutela delle Sedi diplomatiche a rischio significativo, in sinergia con i colleghi della 2^ Brigata Mobile.
Anche il 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo viene proiettato in funzione addestrativa nei confronti delle Unità montate estere per i servizi di ordine pubblico e di polizia, come recentemente in area saheliana.

La 1^ Brigata Mobile concorre inoltre alla vigilanza dei Centri di Permanenza e Rimpatrio in Albania.
La proiezione estera, che viene pianificata e diretta nelle linee generali a livello divisionale, privilegia la rotazione negli incarichi a beneficio della diversificazione delle esperienze, di una gestione ottimale del personale, dei tempi di recupero e ricondizionamento al rientro e nel rispetto delle esigenze famigliari. Anche in questa tipologia di impiego, l’Arma ha acquisito elevato merito e ampia, privilegiata considerazione a livello nazionale ed internazionale, per merito delle componenti enucleate ed armonizzate dalla Divisione Unità Mobili.

Un sentito ricordo ai nostri ultimi Caduti nelle operazioni all’estero, il Carabiniere Scelto Medaglia d’Oro al Valor Militare Vittorio Iacovacci, del 13° Reggimento “Friuli Venezia Giulia”, che ha protetto fino all’estremo sacrificio l’Ambasciatore d’Italia S.E. Luca Attanasio, in Goma (Repubblica Democratica del Congo), il 22 febbraio 2021, e l’Appuntato Scelto Manuele Braj, anche lui del 13° Reggimento, Medaglia d’Oro per le Vittime del terrorismo, Croce d’Onore alle Vittime di atti di terrorismo o di atti ostili impegnate in Operazioni militari e civili all’estero, Medaglia d’Oro del Comando di EUROGENDFOR, meritate su una torre di osservazione avanzata del campo di addestramento di Adraskan, in Afghanistan, il 25 giugno 2012. Il rispettoso ricordo dei nostri Caduti, a noi sempre presenti, ci guidi negli impegni futuri, in Patria e all’estero, che sapremo affrontare con responsabilità, decisione e rispetto dei diritti umani, secondo il mandato che ci verrà assegnato in difesa della pace, del progresso democratico e delle popolazioni che ci ospiteranno.
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