ROMA. Nel 1866 scoppiava un’altra guerra con l’Austria per risolvere con le armi la questione Veneta.
In questa campagna la figura di Vittorio Emanuele II, il Re Galantuomo, predominò intera superando l’insufficienza degli uomini e la contrarietà degli eventi. Consigliativi dal nobile generoso intento di concorrere comunque alla grande lotta, buon numero di finanzieri non assorbiti dall’esercito regolare o dai reparti militari del Corpo, disertarono per vestire la camicia rossa.
Ed è fama che Garibaldi si opponesse al loro rinvio al corpo con la frase “ce ne vorrebbero di soldati di questa stoffa!.
Altrettanto fecero moltissime Guardie di Finanza del Veneto, abbandonando il servizio dell’Austria, e quelle che rimasero al loro posto, rifiutarono poi di prendere le armi contro le truppe italiane.
Animati dal loro tradizionale spirito militare e patriottico, quei valorosi giovani versarono molto sangue per la conquista delle gloriose tappe di Caffaro, Montebello d’Arzo, Starò, Condino, Ampollo e Bezzecca.
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