LA MADDALENA. Sul finire di una caldissima estate di cent’anni orsono, in una sperduta località costiera della Sardegna perdeva la vita, nel corso di un conflitto a fuoco, un giovanissimo militare della Regia Guardia di Finanza, Angelo Michele Sechi, di appena ventuno anni d’età.
Per quanto morto in servizio, nel tentativo di arrestare dei cacciatori di frodo, il giovane Maddalenino non ricevette nessuna Medaglia al Valor Militare alla Memoria, per quanto il suo esempio fosse stato ugualmente “sfruttato” dal Regime in chiave mediatica, tanto che sarà lo stesso Mussolini a consegnare alla povera madre del caduto una simbolica Medaglia della Federazione Fascista dei Cacciatori Italiani, tenendo presente che l’omicidio fu “volutamente” attribuito a cacciatori di frodo,
anziché a pericolosi banditi, fenomeno che il Fascismo aveva tutto l’interesse di pretendere di aver “debellato per sempre”, alla strega della Mafia in Sicilia, dopo l’azione repressiva del famoso Prefetto Mori.
Quella che segue è la sua vicenda umana e professionale.
©️RIPRODUZIONE RISERVATA

