Stati Uniti: licenziato il capo del Consiglio nazionale Sicurezza, Steve Bannon

Washington. Steve Bannon è stato licenziato, oggi, dal suo incarico di capo del Consiglio nazionale per la sicurezza degli Stati Uniti. La notizia è stata diffusa da alcuni media americani che hanno citato fonti della Casa Bianca. La decisione è stata presa dopo le critiche sul ruolo che stato assegnato a questo radicale  stratega del presidente americano Donald Trump.

Steve Bannon.

Nella riorganizzazione del Consiglio, Trump lo ha rimosso a sorpresa, sminuendo allo stesso tempo anche il ruolo del suo consigliere alla Sicurezza Nazionale, Tom Bossert.

Il direttore dell’intelligence Dan Coats ed il presidente del Joint Chiefs of Staff Joseph Dunford tornano a essere definiti “partecipanti regolari” delle riunioni del Consigli.

In un memorandum di sette pagine datato 4 aprile, Trump ha illustrato le modifiche all’organizzazione del Consiglio per la Sicurezza Nazionale.

Questi cambiamenti potrebbero rendere piu’ bilanciato l’approccio dell’amministrazione alla politica estera. Nello stesso tempo dovrebbero segnare una vittoria per la corrente moderata di Ivanka Trump, la figlia del presidente entrata a far parte ufficialmente dello staff da una settimana.

Steve Bannon era ritenuto anche un islamofobo. La sua entrata era sta criticata aspramente perchè era ritenuto un consigliere politico ma senza esperienze su questioni militari.

Raymond McMaster era stato nominato consigliere per la Sicurezza nazionale, alla fine di febbraio, dopo la caduta del generale Michael Flynn, legato alla cosiddetta “trama russa”.

Raymond McMaster

Tra Mc Master e Bannon non correva, tra l’altro buon sangue. A proposito dei rapporti con la Russia, ritiene che questo Paese sia solo un avversario. Respinge poi con forza termini quali terrorismo radicale islamico. “Non accetto – ha detto alla prima riunione con il personale del suo Consiglio – che si punisca un’intera religione”.

Dall’inizio alcuni esperti avevano pronosticato una caduta di Bannon.

Importante anche il ruolo del segretario della Difesa, James Mattis che ha sempre respinto il radicalismo di Bannon.

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