STEADFAST DART: LA COMPLESSA ATTIVITA’ LOGISTICA CONDOTTA DALL’ESERCITO ITALIANO AL FINE DI SCHIERARE LE PROPRIE FORZE NELLE AREE DELL’ESERCITAZIONE

Di Fabrizio Scarinci

BREMA (GERMANIA). Testare su larga scala la capacità della NATO di proiettare rapidamente forze credibili e interoperabili ovunque si renda necessario rafforzare la postura di deterrenza dei suoi Stati membri rappresenta, chiaramente, uno degli obiettivi principali dell’esercitazione Steadfast Dart 26.

Due elicotteri d’attacco AW-129D “Mangusta” impegnati in una dimostrazione tenutasi nell’ambito della Steadfast Dart 26

In tale contesto, che ha visto ben tredici Paesi alleati schierare nelle aree della Germania settentrionale destinate alla conduzione di tali manovre oltre 10.000 unità di personale, l’Esercito Italiano ha, senza dubbio, fornito un’ottima prova delle proprie capacità logistiche, con il NATO Rapid Deployable Corps e la Multinational Division South che sono stati traferiti in Bassa Sassonia e nell’area di Brema in appena 40 giorni, tra gennaio e febbraio.

Mezzi in fase di trasferimento

Coordinata e condotta dal Comando Operativo di Vertice Interforze con il Comando dei Supporti Logistici (struttura alle dipendenze del Comando Logistico dell’Esercito a cui è affidato il compito di assicurare in operazioni il supporto logistico della 3^ Linea di Sostegno, cosiddetto “supporto di Teatro”, e di garantire il supporto logistico di 2^ Linea a favore di Grandi Unità quali Divisioni o Corpi d’Armata), tale attività ha comportato l’impiego di tre unità navali, 24 aeromobili (tra velivoli cargo e passeggeri), tre convogli ferroviari e undici autocolonne stradali.

Uno sforzo, dunque, notevole che ha consentito di movimentare circa 6.000 metri lineari di materiali, mezzi e attrezzature in condizioni meteorologiche decisamente impegnative, segnate da nevicate lungo le principali direttrici terrestri e aeree, nonché da onde fino a dodici metri sull’Oceano Atlantico.

Mezzi in attesa di essere imbarcati

Entrando più nel dettaglio, sul suolo tedesco l’Esercito è arrivato, complessivamente, a schierare qualcosa come 3.000 uomini, accompagnati da 580 veicoli (tra cui svariate decine di Lince, diversi cingolati BV-206 e vari mezzi del genio), un certo numero di obici da 155 mm FH-70 e alcuni elicotteri (tra i quali, almeno due AW-129D “Mangusta”, altrettanti NH-90 e un Ch47F “Chinook”).

A conti fatti, si tratta, quindi, di una delle più grandi operazioni di proiezione mai compiute dalla Forza Armata nel corso della sua storia repubblicana.

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