STORIA: LA “SEZIONE NUOTO” DELLA SCUOLA MAGISTRALE MILITARE DI SCHERMA E DI EDUCAZIONE FISICA DI NETTUNO (1911-1915)

Di Gerardo Severino*

NETTUNO (ROMA).  “A parte l’ovvia osservazione che il nuoto dovrebbe essere compreso obbligatoriamente nell’allenamento delle nostre milizie di terra, di qualsiasi arma; appare evidente che, per quelle fra esso le quali devono operare in località rivierasche, sopra imbarcazioni e via dicendo, il saper nuotare e un requisito indispensabile”.

Cartolina Germersheim (Germania) scuola di nuoto militare nel Reno 1913

 Con questa frase si concluse un’interessante redazionale, apparso nel 1913 sulla rivista Il Finanziere, dedicato alle problematiche relative all’addestramento delle Guardie di Finanza [1].

Ciò avveniva a distanza di appena due anni da una storica iniziativa varata dal Ministero della Guerra, dalla quale, sicuramente in futuro, ne avrebbe tratto beneficio anche la stessa Regia Guardia di Finanza, così come il mondo militare d’allora.

A partire dal 1911, con la trasformazione della gloriosa “Scuola Centrale Militare di Educazione Fisica”, sorta a Roma nel 1887, con la denominazione di “Scuola Magistrale Militare di Scherma”, in “Scuola Magistrale Militare di Scherma e di Educazione Fisica”, la cittadina di Nettuno, a pochi chilometri della più celebre Anzio (Roma), iniziò ad ospitare, attraverso una speciale Sezione distaccata della Scuola, corsi di nuoto per militari.

La spiaggia di Nettuno ove furono organizzati i corsi di nuoto

Era stata, quella, una scelta adottata anche da altri Eserciti europei, primo fra tutti quello tedesco, che aveva aperto una speciale Scuola di Nuoto per militari a Germersheim, sul fiume Reno.

Ai corsi di nuoto, per i quali si rese necessario l’apporto diretto di chi, come l’Ufficiale di porto alla sede della stessa Anzio, conosceva benissimo il mare e i suoi segreti, furono destinati non già gli ufficiali, i sottufficiali e la truppa che in quei frangenti storici venivano distaccati presso la più celebre “Scuola Centrale di Tiro d’Artiglieria” di Nettuno, bensì gli allievi della prestigiosa “Scuola Militare Centrale di Scherma e di Educazione Fisica”, operante in Roma.

Scuola Centrale di Tiro d’Artiglieria di Nettuno

Al di là di ciò, come vedremo, molto stretto sarebbe stato il legame con la prima citata “Scuola d’Artiglieria”, il cui comando aveva sede presso lo storico “Palazzo del Presidio”, sito nella centralissima Piazza Mazzini, 46, lo stesso che oggi ospita il Comando di Compagnia della Guardia di Finanza.

 Brevi cenni sulla “Scuola Centrale di Tiro d’Artiglieria” di Nettuno

L’idea di istituire a Nettuno, alle porte di Roma, una “Scuola di Tiro” era sorta verso la fine degli anni ’80 dell’Ottocento, sulla scia delle iniziative intraprese dall’allora Ministero della Guerra onde “garantire” la sicurezza militare della Capitale attraverso un sistema di fortificazioni. Essendo, la zona di Anzio e Nettuno facilmente raggiungibile anche per via ferroviaria, ma soprattutto dotata di ampi spazi di terreno, onde organizzarvi anche un poligono d’Artiglieria in grosso stile, fu, con Regio decreto del 24 giugno 1888, che proprio nella cittadina laziale fu istituita la “Scuola Centrale di Tiro d’Artiglieria”.

La Scuola entrò ufficialmente in funzione il successivo 1° luglio, con lo scopo di “far conoscere agli ufficiali e ai graduati di truppa le qualità balistiche delle bocche da fuoco in servizio, rendere familiare l’uso delle tavole da tiro, addestrare il personale nell’impiego di materiale ed uniformare nei Corpi l’applicazione pratica dei Regolamenti sul tiro e la condotta del fuoco>>.

In mancanza di una struttura edilizia idonea allo scopo, la sede del Comando, dello Stato Maggiore, così come degli alloggiamenti del personale addetto e per i frequentatori del nuovo Istituto d’addestramento fu fissata in alcuni locali privati reperiti nel circuito cittadino.

Per le esercitazioni e, soprattutto, per le sperimentazioni d’Artiglieria si rese, invece, necessario realizzare, sebbene ad alcuni chilometri di distanza, in un vastissimo terreno già di proprietà del Comune e della famiglia del Principe Paolo Borghese, nei pressi della storica Torre Astura, a quei tempi già Caserma della Regia Guardia di Finanza, un apposito poligono, meglio noto come “Balipedio”, peraltro tuttora operante.

Al comando del Tenente Generale Enrico Giovannetti, la Scuola iniziò il suo primo corso il 15 novembre dello stesso 1888, ospitando i primi 70 allievi, ufficiali e sottufficiali, provenienti dai vari Reggimenti d’Artiglieria stanziati sul territorio nazionale [2].

Da quel momento in avanti, la Scuola divenne un importantissimo punto di riferimento per il Regio Esercito e per lo stesso Ministero della Guerra, il quale evidentemente pensò proprio a tale struttura, allorquando, nel 1911, si decise di dotare la “Scuola Magistrale di Scherma e di Educazione Fisica” di una speciale “Scuola Nuoto”.

Roma – La vecchia sede della Scuola Centrale Militare di Educazione Fisica (1914)

 Dai “Corsi di Nuoto” presso la Regia Scuola di Parma alla “Scuola Magistrale Militare Nuoto” di Nettuno (1911 – 1915)

Un interessante riferimento – l’unico, a dire il vero – riguardo all’addestramento dei militari (Regio Esercito e Regia Marina) alla pratica del nuoto ci perviene dalla gloriosa <<Enciclopedia Militare>>, ancora oggi pilastro insostituibile per chiunque si approcci alla ricerca storica in ambito militare. Ebbene, così veniva spiegata, nell’ambito della voce “Nuoto” l’opera della Marina Militare italiana, con particolare riferimento alla formazione e all’istruzione natatoria militare.

“Nelle marine militari non esistono norme speciali per l’insegnamento del nuoto. All’avvicinarsi della stagione propizia le Autorità superiori delle piazze marittime e delle basi navali, dopo aver controllato la temperatura dell’acqua, emanano disposizioni riguardanti gli specchi d’acqua e le ore in cui i militari possono prendere il bagno di mare ed allenarsi al nuoto.

I singoli comandi provvedono ad organizzare gruppi col personale che deve imparare cd assegnano gli istruttori.

Alla fine della stagione tutte le autorità rimettono al Comando superiore del C.R.E.M. un rapporto speciale di carattere statistico sul numero dei marinai che hanno seguito la Scuola di nuoto e il numero di quelli che hanno imparato a nuotare”[3].

In realtà, l’addestramento del nuoto fra i soldati ci porta al lontano ottobre del 1869, allorquando la vecchia “Scuola Militare di Fanteria” [4], fu riordinata e mutata nel nome in “Scuola Centrale di Tiro, Sherma, Ginnastica e Nuoto per la Fanteria”, operando, con tale denominazione, sino al 30 settembre del 1873, data nella quale, per effetto dell’ennesima Legge ordinativa, furono soppressi i corsi di ginnastica e scherma.

Nel 1911, in virtù del Regio decreto del 6 luglio, venne “rinnovata” la parte “V” del Regolamento Organico per le Scuole Militari. In relazione a ciò la “Scuola Magistrale di Scherma” fu denominata “Scuola Magistrale di Scherma e di Educazione Fisica”, alla quale venne assegnato il compito di preparare i Sottufficiali del Regio Esercito, della Regia Marina e della Regia Guardia di Finanza che aspiravano alla nomina di “Maestro di Educazione Fisica” (scherma e ginnastica). Ciò sarebbe avvenuto attraverso un corso della durata di tre anni accademici.

In quel frangete storico, in quel di Nettuno, al Comando della “Scuola Centrale d’Artiglieria da Campagna” – questo era il nome esatto allora in uso – si trovava il Colonnello Giulio Strazzeri[5], al quale evidentemente si rivolse il Ministero della Guerra, volendo finalmente ripristinare i corsi di nuoto, oramai interrotti da anni, almeno in ambito Regio Esercito.

Fu così che, presi i necessari accordi, il Colonnello Persico Carmine Salonna, Comandante della “Scuola Magistrale di Scherma e di Educazione Fisica”, giunto appositamente da Roma, verificò di persona l’idoneità logistica della Caserma del Presidio, la quale – per chi non conosca bene Nettuno – è ubicata a qualche manciata di metri dalla spiaggia prospicente, oggi sede di un frequentatissimo lido.

Fu, quindi, proprio nei pressi di questa spiaggia che a partire dall’estate dello stesso 1911 ebbero inizio i primi corsi di nuovo per gli allievi Maestri di Ginnastica. A tenerli fu, in primis, l’Ufficiale di porto di 1^ classe Casciano Casciani, a capo del locale Ufficio Circondariale Marittimo, il quale, coadiuvato da qualche sottufficiale dello stesso Corpo delle Capitanerie, rimase ad Anzio sino all’estate del 1915, data nella quale verrà sostituito dal Capitano di Porto, Cav. Corrado Corradini Bartoli.

Il 1914 sarebbe stato l’anno nel quale anche la Regia Guardia di Finanza, il Corpo con il quale avevamo dato inizio al presente saggio, operò una scelta davvero coraggiosa, memore delle tante sciagure accorse ai propri militari, sia durante il servizio d’istituto, sia nella vita privata, proprio a causa della mancata pratica nel nuoto. Lasciamo, quindi, la parola alla loro rivista:

“Roma. Martedì 21 corrente, alle ore 6,30 ant. ha avuto inizio presso la sede tiberina della benemerita “Soc. Rari Nantes Ostia”, con previo accordo col Comando Generale della R. Guardia di Finanza, l’insegnamento del nuoto e del salvataggio per gli appartenenti alla Legione degli allievi Guardie di Finanza residenti in Roma. La Società, d’accordo con il Consiglio direttivo della “Natatorium” (Società Italiana di Salvamento) inizierà pei detti allievi un corso di lezioni teorico-pratiche con il metodo e con il concorso del benemerito prof. Gualdi.

Sara compito della geniale iniziativa insegnare agli allievi oltre che il nuoto per sé stesso, anche i vari mezzi di salvataggio dei pericolanti in acqua, e i sistemi di pronto soccorso per gli asfittici. Siamo sicuri che tale iniziativa utilissima ed encomiabilissima, incontrerà il massimo favore; non solo, ma vorremmo che si pensasse ad estenderla e raccomandarla dovunque esistono finanzieri e società di nuoto e scuole di salvataggio” [6].

Epilogo

I corsi di nuoto presso la “Scuola Magistrale Militare di Nuoto” di Nettuno si tennero, quasi certamente sino all’estate del 1914, peraltro immortalati dalla foto di gruppo che porta la data dell’8 luglio: purtroppo di quel tragico anno per la storia del mondo, ricordando che appena venti giorni dopo, il 28 di luglio, sarebbe scoppiata la “Grande Guerra”.

Foto di gruppo della Scuola Magistrale Militare di Nuoto di Nettuno (Collezione Gerardo . Severino)

 

Con l’entrata in guerra dell’Italia (24 maggio 1915) i corsi furono ovviamente sospesi, per poi essere ripresi, se non  altro per gli Ufficiali e Sottufficiali spuranti “Istruttori”, ma solo dopo il 1921, direttamente presso la nuova sede della “Scuola Militare Centrale di Educazione Fisica”, alla Farnesina, ove fu realizzata una bellissima piscina.

Del resto, sarebbe stato davvero impossibile, per la vecchia struttura militare di Nettuno riprendere in mano la gestione della gloriosa “Sezione Nuoto”, tenendo presente le altre incombenze che ben presto le sarebbero state attribuite.

Ricordiamo, infatti, che nel corso del 1922 proprio nella storica Caserma di Piazza Mazzini vi sarebbe stata trasferita, da Cirié, anche la “Direzione Esperienze d’Artiglieria”, per prove di tiro, collaudi, ecc., la quale, nel 1926, avrebbe assunto il titolo di “I Centro di Esperienze d’Artiglieria”.

NOTE

[1] Cfr. Il Finanziere. Giornale della R. Guardia di Finanza, n. 63 del 12 ottobre 1913, pag. 4.

[2] Cfr. Ministero della Guerra, Giornale Militare, Dispensa 48^, parte 2^, anno 1888, pag. 175.

[3] Cfr. voce “Nuoto”, in Enciclopedia Militare Vol V, Milano, Istituto Editoriale Scientifico S.A., 1933, pag. 578.

[4] Era stata istituita a Torino per effetto del Regio Decreto  del 4 dicembre 1849, al fine di insegnare ad un buon numero di ufficiali dell’Arma di Fanteria un metodo uniforme per applicare le istruzioni militari. Dall’ottobre del 1865, dopo varie vicissitudini, era stata trasferita a Parma, ove la troviamo operare ancora nel 1912.

[5] Cfr. Ministero della Guerra, Annuario Militare del Regno d’Italia – Anno 1912, Roma, Tip. Enrico Voghera, 1912, pag. 806.

[6] Cfr. corrispondenza dal titolo “A Roma”, in Il Finanziere. Giornale della Regia Guardia di Finanza, n. 28 del 26 luglio 1914, pag. 5.

*Colonnello  (Aus) della Guardia di Finanza  – Storico Militare. Membro del Comitato di Redazione di Report Difesa

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