Di Gerardo Severino*
FIRENZE. Abbiamo più volte ricordato, su questo quotidiano, il contributo che i migranti italiani hanno apportato al progresso dei Paesi dell’Area Latino-Americana, ove a migliaia erano giunti dall’Italia, soprattutto dopo la profonda crisi economica registratasi negli ultimi anni del XIX Secolo.
Ma l’emigrazione degli italiani nel Centro e Sud America, così come del resto accadde anche negli Stati Uniti, non riguardò assolutamente le soli classi meno abbienti, giustamente in cerca di un avvenire migliore, a migliaia di chilometri di distanza, ma anche quelle categorie professionali che in quei Paesi intravidero nuovi sbocchi per le loro arti, così come accadde ad Ettore Contrucci.
Questi, affermato Professore di Musica, originario di Prato (Firenze), ove era nato il 15 gennaio 1851, da Fedele e da Fortunata Caciolli, si era trasferito a Santiago del Cile nei primi anni Ottanta, dopo aver diretto per anni una Scuola di Canto nella stessa Firenze.

Nella bellissima Capitale Sudamericana vi operò, dapprima come Maestro e Direttore d’Orchestra, quindi Professore di Canto e Pianoforte, per poi assurgere, prima di far ritorno temporaneamente in Italia, al prestigiassimo ruolo di Direttore del Conservatorio Nazionale di Musica (1886 – 1888).
Coniugato con la conterranea Laurinda Ballerini, figlia di Rocco e di Assunta Cartina, nata a Prato il 19 novembre 1851, il Prof. Contrucci era padre di Carmen, nata a Santiago il 31 luglio del 1884, di Sirio, nato a Firenze il 15 ottobre 1889 e, infine, di Aldo, nato anch’egli a Firenze il 7 gennaio del 1892.
Ebbene, allo scoppio della “Grande Guerra”, sebbene avrebbero entrambi potuto evitare la mobilitazione generale, in quanto stabilmente residenti ed operanti professionalmente in Cile, Sirio e Aldo Contrucci decisero di raggiungere quella Patria lontana, ove in realtà era solo nati e che, molto probabilmente, conoscevano a malapena, essendo tornati in Cile non appena morta la povera madre Laurinda.
Fra i due fratelli Contrucci abbiamo scelto la figura di Sirio, il più grande dei rampolli del Prof. Hector, il quale, dal 1916 al 1919, con il grado di Tenente del Genio, avrebbe svolto un ruolo non certamente secondario nell’ambito dell’Aviazione da Guerra italiana, allora prevalentemente in capo al Regio Esercito.
Quella che segue è la sua vicenda.
Da Firenze a Santiago del Cile (1889 – 1928)
Sirio Contrucci, secondogenito del Prof. Ettore Contrucci, allora apprezzato Docente presso il Conservatorio di Musica di Firenze, peraltro anche membro onorario della Reale Accademia Musicale Fiorentina, nacque nella “culla dell’arte” italiana il 15 ottobre del 1889.

Il ragazzo rimase a vivere in Toscana, alternandosi tra Prato e Firenze, ove il padre si esibiva anche nei più apprezzati Teatri cittadini, sino alla fine dell’Ottocento, allorquando, anche in relazione alla morte prematura della madre Laurinda, avvenuta nello stesso appartamento di famiglia, in Via Leonardo da Vinci, n. 3, il 17 dicembre del 1897, il padre decise di tornare nuovamente a Santiago, ove avrebbe ripreso la sua vecchia professione di Docente presso il locale Conservatorio Nazionale.
Don Hector Contrucci, così come viene ricordato dalla stampa dell’epoca, fu uno degli esponenti maggiormente in vista, oltre che nell’ambito dell’intellighenzia Cilena anche e soprattutto nell’ambito dell’allora influente Comunità italiana operante in Santiago.
Non era stato certo un caso se il Professore originario di Prato era stato accolto tra i membri della prestigiosa e selettiva “Società di Mutuo Soccorso Italia” [1].
Fu, dunque, proprio a Santiago che i fratelli Contrucci ebbero modo di studiare e farsi, di conseguenza, una posizione, in quella che già allora era la potente Colonia italiana in Cile.
Sirio, dopo aver frequentato il prestigioso “Instituto de Humanidades Luis Campino” [2], appartenente all’Arcidiocesi di Santiago, fu ammesso all’Università Nazionale del Cile, più precisamente nella Facoltà di Ingegneria Civile, ove fu licenziato inizialmente come “Bachilleres en Matematicas” (Dottore in Matematica) nel corso del 1908, prestando giuramento nella Sessione del 30 marzo di quello stesso anno, e, in seguito come Ingegnere Civile [3].
Nel corso del 1914, Sirio Contrucci, già socio della Ditta di Costruzioni “Sea y Contrucci”, fu incaricato di completare gli studi finali per la ferrovia tra Talca, Culenar e Colin, giustamente ritenuta una questione di indubbio interesse per la stessa città di Talca [4].
Egli avrebbe esercitato tranquillamente la sua professione di Ingegnere Civile, peraltro operando anche nel settore minerario, per il quale ebbe modo di studiare apposite strutture prefabbricate, sino all’entrata in guerra dell’Italia, il 24 maggio del 1915.
In quel periodo il giovane non aveva ancora compiuto ventisei anni di vita, ma era oramai proiettato verso quei progressi professionali per i quali tanti sacrifici erano costati, sia a lui che al padre Hector. E fu, evidentemente, proprio grazie agli insegnamenti del Professore di Musica che il giovane professionista Italo-Cileno sentì il bisogno di fare qualcosa per la sua Patria d’origine, la bellissima Italia, ora sotto il peso di una guerra micidiale che stava mietendo vittime, da Nord a Sud.
Fu solo nel corso del 1916, approfittando di qualche piroscafo che era riuscito a partire dal porto di Valparaiso, che entrambi i fratelli Contrucci decisero di arruolarsi volontariamente nel Regio Esercito italiano, onde combattere quel nemico di sempre: lo stesso che fin troppo bene conoscevano, grazie ai racconti di papà Hector.
Iscritto presso il Regio Distretto Militare di Firenze, in ragione del luogo di nascita, Sirio Contrucci fu, quindi, ammesso presso la Regia Accademia Militare di Modena, dalla quale ne uscì col grado di Aspirante Ufficiale il 21 ottobre dello stesso 1916.
Gli fu, quindi, ordinato di presentarsi presso il Deposito Aviazione Aviatori, di stanza a Venaria Reale (Torino )[5], ove l’Ingegnere avrebbe operato per quasi tutto il conflitto, nella sua qualità di Ufficiale del Genio Militare. Di certo non fu un incarico secondario.
Ricordiamo, infatti, che durante la Prima Guerra Mondiale, il Deposito Aviatori, noto anche come “Battaglione Aviatori”, rappresentò l’infrastruttura logistica e organizzativa fondamentale nell’ambito del Servizio Aeronautico del Regio Esercito italiano.
Il suo compito non fu solo quello di addestrare il personale, ma anche quello di acquisire e distribuire i velivoli da utilizzare nell’ambito delle Squadriglie di volo, studiare nuove tecnologie per l’uso sempre più pregnante dell’Aviazione Militare, sia come Arma combattente vera e propria, sia come Arma servente al tiro d’Artiglieria e all’osservazione aerea in generale, ragion per cui si rese necessario studiare e brevettare nuove e più moderne tecnologie.
Suo fratello, Aldo, essendo laureato in Medicina, fu, invece, promosso direttamente Sotto Tenente Medico, inizialmente destinato, a far data dal 23 ottobre 1916, alla Direzione di Sanità di Firenze[6], per poi raggiungere il fronte, destinato in uno dei tanti Ospedali da campo disseminati lungo la linea di combattimento.
Promosso Sotto Tenente, in virtù di un provvedimento del Comando Supremo in data 6 febbraio 1917, poi sanzionato con il Decreto Luogotenenziale del 22 febbraio seguente, Sirio Contrucci venne riconfermato presso il Deposito di Veneria Reale, ove avrebbe continuato la sua insostituibile funzione di “Tecnico Aeronautico” [7], peraltro curando anche i rapporti con le celebri “Officine militarizzate Fervet“, operanti alle porte di Torino, presso le quali venivano allora prodotti i vari pezzi da destinare ai Depositi di equipaggiamento aeronautico prossimi alla zona di guerra. Alcuni mesi dopo, esattamente il 31 maggio, l’ufficiale nato a Firenze verrà promosso Tenente, grado con il quale avrebbe operato sino alla smobilitazione.
Sul finire del 1918 lo troviamo, invece, a Parigi, aggregato alla “Missione Aeronautica Italiana”, peraltro ammesso presso la celebre “Scuola Superiore di Aeronautica e Meccanica”, colà destinato per conto dello stesso Comando Supremo, deciso a proseguire gli studi e i progressi in materia Aviatoria.
Nel 1919 è ancora in servizio nel Regio Esercito, presso lo Stato Maggiore, naturalmente sempre nell’ambito del Servizio Aeronautico.
E fu proprio a Roma, esattamente il 19 di giugno, che l’ufficiale avrebbe tenuto una interessantissima conferenza, presso l’aula magna del Collegio Romano, dal titolo “L’avvenire della Repubblica del Chile e l’Italia”, una prospettiva alla quale egli stesso avrebbe offerto il proprii contributo di lì a poco.
Il Tenente Ing. Sirio Contrucci, come del resto il fratello Aldo, fece ritornò in Cile nello stesso anno 1919.
Qui avrebbe ripreso la sua professione di Ingegnere Civile, con l’aggiunta, a quel punto, di una non comune esperienza nell’ambito delle “Costruzioni Aeronautiche”, peraltro autore dell’importantissimo testo dal titolo <<La Aviación al dia>> (1920), un preziosissimo Manuale che avrebbe giovato non poco anche all’ammodernamento della stessa Aviazione Militare Cilena.
Regolarmente iscritto al relativo Ordine Professionale degli Ingegneri[8], Sirio Contrucci assunse anche la delicata carica di Docente Universitario, tant’è vero che da un Annuario dell’Università del Cile cogliamo che, già nel corso dello stesso 1919, egli risulta Professore Supplente di Geometria, aggiunto del Prof. Mardoqueo Yáñez, Titolare della Cattedra [9].
Ed ancora. Come emerge da un Bollettino della Società per lo Sviluppo Industriale, l’Ing. Contrucci avrebbe richiesto anche precise informazioni in merito all’insediamento dell’industria della cellulosa in Cile, segno evidente di quanto fossero ampi i suoi orizzonti professionali [10].
Nel 1920, invece, l’Ing. Contrucci si associò con il noto Agente di Borsa Luis Podestà, con il quale mise in piedi la fortunata Società “Podestà y Contrucci”, con sede legale in Calle Agustinas, 956, specializzata sia in operazioni commerciali, di borsa e di commercio, sia in questioni legate alle tecnologia applicata all’Industria, alle costruzioni civili, ai progetti e studi industriali in generale [11].
Ma Sirio Contrucci non si sarebbe occupato solo di questo, tant’è vero che proprio nei primi anni Venti lo troviamo gestire in proprio anche la “Ditta Ing. Sirio Contrucci”, specializzata nel commercio di articoli elettrici, con sede in Moneda 830, Casella 519[12].
Il Dottor Aldo Contrucci riprese, invece, la sua professione di Medico di famiglia, con studio in Agustinas, 1729, mentre il padre, il Prof. Hector Contrucci, avrebbe, invece fondato e gestito un’attività commerciale, esattamente una fabrica per la produzione di amido, in Avenida Salvador, 897 [13].
Nel 1923 troviamo Sirio Contrucci abitare in un bell’appartamento sito nella centralissima Avenida del Salvador, n. 965, nel Quartiere Providencia, lo stesso indirizzo ove avrebbe esercito, quale “Socio Onorario” del prestigioso “Istituto Coloniale Italiano”, la presidenza di quella sede operativa[14].
Successivamente si sarebbe trasferito in Calle Agustinas, 956, un’arteria storica nel cuore del centro di Santiago.
E fu proprio nel suo appartamento che il 17 febbraio del 1928, l’ufficiale di Complemento del Regio Esercito italiano, ma soprattutto il celebre Ingegnere che tante energie offrì sia all’Aviazione Militare che al progresso industriale e tecnologico del suo amato Cile, si spense a causa di un’emorragia cerebrale, la quale lo fulminò non ancora trentanovenne.
Il professionista fu pianto da una straordinaria rappresentanza di cittadini, molti dei quali gente comune, ma anche dai membri dei celebri “Internacional Sporting Club”, del “Club Italiano”, così come dell’Aero Club de Chile”[15], Sodalizi ai quali l’Ingegnere Italo-Cileno aveva offerto non poche delle sue energie.
Dopo i funerali, che si tennero presso la Iglesia de las Agustinas, il feretro fu inumato presso lo storico Cimitero Generale di Santiago, nel quartiere della Recoleta, esattamente all’intero del Mausoleo della “Sociedad de Socorros Mutuos La Humanitaria”.
In un secondo momento, la famiglia fece erigere un’apposita Cappella-Mausoleo. Nella stessa avrebbe trovato eterna dimora anche l’affranto padre, il Prof. Hector Contrucci, con il quale avevamo dato inizio a questa vicenda, spentosi ottantacinquenne il 17 dicembre del 1935 e, infine, anche il Dottor Aldo, il fratello più piccolo, il quale lasciò questo mondo il 5 maggio del 1947.
Ai figli di Aldo, così come all’anziana sorella di entrambi, Carmen, che si spegnerà a Santiago il 6 gennaio 1965, spettò il compito di onorare gli amati congiunti, uomini che avevano offerto all’Italia il meglio di sé stessi, non dimenticando mai che era stato però il Cile l’unico Paese che li avrebbe veramente onorati e ricordati, citandoli nei più importanti Annali e libri dedicati alla Musica, all’Ingegneria Civile e Aeronautica e alla Medicina.
NOTE
[1] Cfr. Rivista Coloniale. Organo dell’Istituto Coloniale Italiano, Roma, 25 aprile – 10 maggio 1911, pag. 44.
[2] L’Istituto fu fondato il 22 dicembre 1899 dall’allora Arcivescovo di Santiago, Mariano Casanova ed iniziò la sua attività il 2 marzo 1900. Attualmente si trova nel quartiere Providencia di Santiago del Cile .
[3] Cfr. Republica de Chile, Anales de la Universidad, 1908, enero e junio, Santiago de Chile, Imprenta Cervantes, 1908, pag. 24.
[4] Cfr. Empresa de los Ferrocarriles dell’Estado de Cile, Boletin de los Ferrocarrilles del Estado, vol. 30-36, 1914, pag. 2565.
[5] Cfr. Ministero della Guerra, Bollettino Ufficiale, Dispensa 90^, in data 14 ottobre 1916, pag. 5211.
[6] Ivi, pag. 5167.
[7] Cfr. Ministero della Guerra, Bollettino Ufficiale, Dispensa 17^, in data 24 febbraio 1917, pag. 1288.
[8] Cfr. Anales del Instituto de Ingenieros de Chile, 1923.
[9] Cfr. Universidad de Chile, Annales, Vol. 144-146, 1919, pag. 624.
[10] Cfr. Boletín de la Sociedad de Fomento Fabril, anno 1920, pag. 30.
[11] Cfr. El Progreso Italiano en Chile 1921, Santiago de Chile, Editor Joaquin Sleya Alende, 1921, pag.170.
[12] Cfr. Ministero dell’Economia Nazionale, Bollettino di Notizie Commerciali, n. 3 e 4, Roma, 22 – 29 gennaio 1925, pag. 62.
[13] Cfr. El Censo Comercial Industrial de la Colonia Italiana en Chile 1926 – 1927, 1927, pag. XLIX.
[14] Cfr. Rivista Coloniale. Organo dell’Istituto Coloniale Italiano, n. 9 – 10, novembre – dicembre 1923, pag. 392.
[15] Cfr. Norberto Traub Gainsborg, Alberto Santos Dumont. Una centenaria historia de aviación y amistad, en dos visitas, Especial Historico dell’Instituto de Investigaciones Historico Aeronáitica de Chile, 2022, Pag. 99.
*Colonnello (Aus) della Guardia di Finanza – Storico Militare. Membro del Comitato di Redazione di Report Difesa
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