Di Giuseppe Gagliano*
ANKARA. Fino a due anni fa Ankara e Il Cairo si guardavano in cagnesco: divergenze sul dossier libico, rivalità nel Mediterraneo orientale, sostegno turco ai Fratelli Musulmani.
Oggi i due Paesi firmano un accordo per produrre congiuntamente droni militari in territorio egiziano.
La turca Havelsan e l’Organizzazione Araba per l’Industrializzazione (AOI) annunciano a fine agosto la partnership che prevede assemblaggio, produzione e trasferimento tecnologico di UAV destinati non solo al mercato egiziano ma a tutta l’Africa e al mondo arabo.

Tecnologia e mercato regionale
Havelsan, pilastro dell’industria della difesa turca dal 1982, porta in dote competenze nel settore C4ISR, nella guerra navale e nei sistemi di simulazione e addestramento.
La gamma di UAV proposta all’Egitto include i modelli Baha, Bozbey e Bulut, velivoli ad ala fissa con decollo e atterraggio verticale, già testati in diversi scenari, con l’obiettivo di offrire piattaforme a basso costo e alta efficienza.
Il presidente di AOI, Generale Mukhtar Abdullatif, parla di “un passo verso l’indipendenza tecnologica e un’export sostenibile”.
Un’alleanza industriale con risvolti strategici
L’intesa non riguarda soltanto la produzione di droni: rappresenta una svolta nel riavvicinamento tra due potenze regionali che cercano di trasformare la competizione in cooperazione. L’Egitto punta a modernizzare la propria industria della difesa e a diventare hub per le forniture africane;
la Turchia consolida il ruolo di esportatore di sistemi UAV in un continente che considera sempre più strategico.
Geopolitica del Mediterraneo allargato
Questa partnership si inserisce in un quadro di graduale disgelo tra Ankara e Il Cairo, accelerato dal bisogno reciproco di stabilità energetica e commerciale nel Mediterraneo orientale.
Sullo sfondo c’è la volontà di entrambi di bilanciare l’influenza di Israele e dei Paesi del Golfo sul mercato della difesa africano.
L’accordo dimostra come l’industria militare possa diventare leva diplomatica, trasformando vecchie rivalità in interessi condivisi.
Implicazioni economiche e regionali
Il progetto rafforza la capacità egiziana di attrarre investimenti tecnologici e crea una filiera produttiva locale con ricadute occupazionali e industriali.

Per la Turchia significa aumentare le quote di mercato e diversificare i partner in un settore in cui Ankara è già protagonista con i droni Bayraktar.

In prospettiva, la cooperazione potrebbe estendersi a programmi di sorveglianza marittima e sicurezza delle frontiere, segmenti cruciali per l’Africa settentrionale e sub-sahariana.
Prospettive
Se l’intesa produrrà risultati concreti, potrebbe diventare un modello per altre partnership nel Mediterraneo allargato, dove la sicurezza è ormai indissolubilmente legata alla capacità industriale.
È anche un segnale ai competitor occidentali: la Turchia non solo vende droni, ma crea joint-venture che rafforzano i legami politici e aprono nuovi mercati.
*Presidente Centro Studi Strategici Cestudec
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