Di Paola Ducci*
MOSCA. La storia degli Spetsnaz, le truppe speciali dell’Unione Sovietica e poi della Federazione Russa, è un percorso che attraversa quasi un secolo di evoluzione militare, segnato da conflitti globali, guerre segrete e trasformazioni politiche profonde.
Il termine Spetsnaz deriva da voiska spetsialnogo naznachenija, “forze a destinazione speciale”, e indica un insieme di reparti d’élite con compiti che vanno dalla ricognizione profonda al sabotaggio strategico fino all’antiterrorismo.

Le radici degli Spetsnaz affondano negli anni ’30, quando teorici come Il’ja Starinov, considerato il padre delle forze speciali sovietiche, iniziarono a sviluppare dottrine sulla guerra non convenzionale.
In un’epoca segnata da tensioni interne e dall’ascesa delle potenze europee, l’Armata Rossa sperimentò piccoli nuclei addestrati a infiltrarsi dietro le linee nemiche per compiere sabotaggi.
Nel 1933 venne creata la Brigata Osnaz, un’unità mista che combinava paracadutisti, truppe meccanizzate e aviazione da trasporto: un primo tentativo di strutturare reparti capaci di operare in autonomia e con rapidità.
La vera istituzione degli Spetsnaz avvenne però nel dopoguerra, esattamente nel 1949, in piena Guerra Fredda, quando il servizio segreto militare sovietico, il GRU, fondò il primo reparto ufficiale di forze speciali.
L’obiettivo era chiaro: preparare unità capaci di infiltrarsi in profondità nei territori della NATO, colpire infrastrutture critiche e sabotare sistemi di comando e controllo.
Nel 1953 esistevano già 46 Compagnie speciali poi riorganizzate in Battaglioni e, negli anni ’60, in Brigate Spetsnaz, ciascuna con organici che in caso di guerra avrebbero superato i 1.500 uomini.
Gli anni ’70 furono un periodo di consolidamento.
Le scuole militari sovietiche, come quella di Ryazan, formarono generazioni di operatori addestrati a operare in condizioni estreme, con tecniche di sopravvivenza, esplosivi, paracadutismo e combattimento corpo a corpo.
La dottrina prevedeva che, in caso di conflitto con l’Occidente, gli Spetsnaz avrebbero colpito obiettivi strategici nelle prime ore di guerra, destabilizzando la capacità di risposta nemica.
Il momento più iconico della loro storia arriva con la guerra in Afghanistan (1979–1989). In un conflitto asimmetrico e complesso gli Spetsnaz furono impiegati in operazioni di ricognizione profonda, intercettazione convogli e eliminazione di comandanti mujaheddin.

Piccoli team altamente mobili, spesso trasportati da elicotteri Mi‑8, operavano di notte e in zone montuose difficili da raggiungere. L’esperienza afghana contribuì a rafforzare la reputazione degli Spetsnaz come una delle forze speciali più temute al mondo.
Il crollo dell’URSS nel 1991 segnò una fase di crisi e trasformazione.
Le nuove Forze Armate russe ereditarono reparti Spetsnaz frammentati, spesso male equipaggiati e impiegati in operazioni interne. Le guerre cecene degli anni ’90 e 2000 furono un banco di prova durissimo: gli Spetsnaz operarono in contesti urbani e montani, affrontando guerriglia, terrorismo e ostilità diffuse.
Episodi drammatici come Budyonnovsk, Kizlyar, il teatro Dubrovka e Beslan misero in luce sia le capacità operative sia le difficoltà strutturali delle forze speciali russe in un periodo di instabilità politica.

Negli anni 2000 e 2010, con il rafforzamento dello Stato russo, gli Spetsnaz vennero riorganizzati e modernizzati.
Le unità del FSB, come Alpha e Vympel, divennero protagoniste dell’antiterrorismo interno mentre i reparti del GRU continuarono a occuparsi di operazioni esterne.
In Siria, a partire dal 2015, gli Spetsnaz furono impiegati per designare obiettivi, condurre ricognizioni e supportare le operazioni dell’esercito russo e dell’aviazione.
Dal 2014, e soprattutto dal 2022 con il conflitto in Ucraina, gli Spetsnaz hanno avuto un ruolo nelle prime fasi dell’invasione con operazioni di infiltrazione e sabotaggio.
Oggi gli Spetsnaz non sono un singolo corpo ma un insieme di reparti specializzati: le unità del GRU per la ricognizione e il sabotaggio strategico, quelle del FSB per l’antiterrorismo, le forze speciali della Guardia Nazionale per operazioni interne e le unità navali per incursioni anfibie.
La loro storia è quella di una forza che ha attraversato epoche diverse adattandosi a nuovi scenari e mantenendo un ruolo centrale nella strategia militare russa.
*Editor per l’Ufficio Storico dello Stato Maggiore della Difesa
©RIPRODUZIONE RISERVATA

