Una legge per le PMSC, la propone la Fondazione ICSA

Roma. Una legge per le Private military security companies (PMSC) italiane per renderle più vicine al resto dei Paesi della NATO e fuori dell’Alleanza atlantica.

E’ questa la proposta uscita, ieri, nel corso del convegno organizzato dalla Fondazione ICSA e dedicato alla sicurezza del Paese e all’interesse nazionale, tenutosi alla Camera dei Deputati

Si tratta di un mercato economico stimato in 250 miliardi di dollari l’anno, dove però la parte del leone la fanno le aziende inglesi, francesi, americane, russe. Eppure il 60% delle nostre imprese lavora o ha interessi all’estero.

Un operatore di scorta.

Tanto che colossi energetici nazionali, come l’ENI sono protetti, in Libia, da una società britannica (la EGIS). Prima, ai tempi del regime di Gheddafi, operavano oltre 200 imprese grandi e medie del nostro Paese. Oggi è rimasta solo l’ENI.

Secondo i dati resi noti dalla Farnesina, nel mondo, ci sono 471 aziende iscritte nel sito del Ministero dedicato agli italiani che si trovano all’estero.

Eppure, con una normativa ad hoc, a nostri ex militari potremmo dare opportunità di lavoro nel settore, vista anche la specifica preparazione tecnica nell’agire in teatri operativi, sempre più critici.

Sarebbero ottimi istruttori per preparare altro personale, oltre che potrebbero essere impiegati per vigilare, proteggere e difendere i beni di un’azienda. All’estero, come detto, c’è campo libero. Mentre in Italia ci sono ancora troppi stop da superare. I nostri militari, inoltre, potrebbero, in caso di necessità, tenere rapporti con le istituzioni italiane in patria e all’estero. Insomma, l’Italia, deve pensare ad una nuova strategia per la sicurezza.

Uno dei primi passaggi da fare è però la modifica del Testo Unico delle leggi di Pubblica sicurezza (TULPS) che risale al 1931. C’è poi da fare un passaggio culturale e politico, visto che questo personale viene, troppo spesso, con grave errore, paragonato ai mercenari.

E’ chiaro che a questi operatori dovranno essere date tutte le tutele legali per poter operare al meglio, nel rispetto delle norme del diritto internazionale e di quello dei Paesi dove andranno ad operare.

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