US Army: a breve la scelta di un nuovo cingolato “artico”

Di Fabrizio Scarinci

Washington. L’US Army ha recentemente selezionato due team aziendali (uno formato da Oshkosh Defense e dall’azienda singaporiana ST Engeneering e l’altro composto da due divisioni di BAE Systems; BAE Systems Hagglunds e BAE Systems Land and Armaments) allo scopo di realizzare alcuni prototipi del nuovo veicolo cingolato CATV (Cold Weather All-Terrian Vehicle), pensato per operare nelle rigide condizioni ambientali delle regioni artiche.

Nello specifico, secondo gli accordi presi ognuno di questi due team dovrร  produrre due veicoli e consegnarli all’Esercito entro la metร  di giugno.

A quel punto dovrebbe iniziare, presso l’US Army Cold Regions Test Center di Fort Greely (situato in Alaska), un’accurata campagna di test e valutazioni, che, entro il 2022, dovrebbe portare alla scelta di un vincitore.

Al momento il requisito dell’Esercito statunitense risulta essere di 163 veicoli, che nelle intenzioni della forza armata dovrebbero iniziare al piรน presto a sostituire gli ormai obsoleti SUSV (Small Unit Support Vehicle), i cui esemplari piรน “giovani” sono in servizio dal lontano 1983.

Un BV 206 norvegese in esercitazione; il SUSV statunitense รจ una delle diverse varianti di questo mezzo, sviluppato negli anni 70 dalla ditta svedese Hagglunds

 

Pensati per trasportare fino a nove operatori e particolarmente adatti per lo svolgimento di missioni quali ricognizione armata, evacuazione medica, trasporto carichi e supporto alle funzioni di Comando e Controllo, questi veicoli si inseriscono nell’ambito di un piรน ampio programma di acquisizioni volto a rafforzare le capacitร  operative (e, in definitiva, la presenza) delle Forze Armate statunitensi nella regione artica.

L’area in questione, infatti, in parte per la straordinaria presenza di idrocarburi, in parte per via del fatto che il progressivo scioglimento dei ghiacci potrebbe presto rendere possibile l’apertura di nuove (e particolarmente convenienti) rotte commerciali, sembra destinata ad assumere un rilievo sempre maggiore nell’ambito delle dinamiche politico-strategiche internazionali.

In tale contesto, il crescente livello delle attivitร  portate avanti nella zona da russi e cinesi (con Mosca che rivendica addirittura l’ampliamento della sua piattaforma continentale su un’area pari a 1.2 milioni chilometri quadrati) obbliga inevitabilmente Washington a una piรน intensaย  azione di monitoraggio e contro-bilanciamento.

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